Carpooling: Bla Bla Car e Uber, l’Rca è in regola

Il futuro dell’auto è il carpooling: da oggi con Uber Pop chiunque può pagarsi le spese di benzina e portare a casa anche 40 Euro al giorno. Uber e Bla Bla Car stanno spopolando, mentre la rabbia dei tassisti continua a salire. Le aziende di Radio-Taxi sono in rivolta e ritengono le società di carpooling colpevoli di concorrenza sleale. Agli automobilisti però i nuovi servizi convengono e piacciono, tanto che alcuni sono diventati tassisti di Uber Pop: basta essere in regola con l’Rca.

I tassisti sono in rivolta. C'è già chi utilizza il carpooling per arrotondare lo stipendio

Gli automobilisti le adorano e i tassisti le odiano: sono le aziende di carpooling come Uber, l’app americana che sta avendo un successo straordinario in Italia e nel mondo. Il carpooling consente ai pendolari di arrotondare lo stipendio e ai viaggiatori di ottenere un passaggio a prezzi economicissimi (è il caso di Bla Bla car), basta che l’auto sia in regola con l’Rca.

Le aziende di Radio-Taxi sono in rivolta ed accusano Uber di concorrenza sleale. Eppure la risposta del colosso americano è stata la creazione di una nuova app, Uber Pop, che permette a chiunque – rispettando alcuni requisiti, come una fedina penale pulita, il regolare pagamento dell’Rca e il possesso di un’auto di proprietà non più vecchia di 8 anni – di raccimolare qualche soldo per pagare le spese di benzina. I nuovi tassisti di Uber Pop possono guadagnare anche 40 al giorno.

Nonostante la rabbia dei tassisti, che il 17 febbraio scorso hanno organizzato a Torino una manifestazione nazionale contro Uber, l’azienda americana ha abbassato le tariffe del 2o%, sostenuta da recenti sentenze che non hanno nulla da ridire riguardo al carpooling. Dal punto di vista dell’Rca infatti i tassisti Uber sono in regola. La polizza Rc auto di Uber copre tutti i passeggeri, pertanto, agli aspiranti tassisti, in possesso di regolari assicurazioni auto, non rimane che fare richiesta all’azienda.
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L’ultima sentenza su Uber

A fine gennaio 2015 il Giudice di Pace di Genova ha reso un’importante sentenza in tema di carpooling, che ha coinvolto direttamente Uber. Alcuni vigili avevano ritirato la patente e sequestrato l’auto a 5 tassisti assoldati da Uber, non per problemi con l’Rca ma per presunta violazione dell’art. 86 del Codice della Strada. La norma in questione, disciplina il c.d. servizio di piazza, ovvero il servizio effettuato dai taxi con regolare licenza.

Con ricorso al Giudice di Pace però, i legali di Uber hanno vinto in quanto il servizio di NCC fornito dall’azienda non è assimilabile a quello di piazza fornito indifferentemente agli utenti dai tassisti.

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