Caro investimenti: commissioni bancarie più salate delle tasse

Malgrado l’aumento del prelievo fiscale previsto dalla legge a partire dal 1° luglio, che passa dal 20% al 26% anche sui conti correnti e conti deposito, le commissioni bancarie rimangono ancora più elevate delle tasse sugli investimenti finanziari dei piccoli risparmiatori. L’aumento del prelievo sulle rendite finanziarie non colpisce i titoli di Stato, ma questi vengono comunque penalizzati dalle elevate commissioni bancarie.

costi bancari investimenti, troppo alti. Conti deposito sono senza spese
Commissioni bancarie più salate delle tasse: ma con i conti deposito non ci sono spese

Il recente Decreto Irpef del 24 aprile prevede l’aumento del prelievo sulle rendite finanziarie, che passa dal 20 al 26% colpendo azioni, fondi comuni, obbligazioni, Etf, conti correnti, conti deposito ed altri investimenti, eccetto i titoli di Stato.

Tuttavia, secondo alcune stime elaborate dall’Università Bocconi per CorrierEconomia, le commissioni bancarie incidono per il 43% sui rendimenti delle azioni (+2% rispetto 18 mesi fa), contro il 35% del fisco.

Detto in un altro modo, su 1.125 euro incassati dai titoli di Borsa in 1 anno, 487 euro sono per le banche e altri 393 euro si pagano di tasse.

Per quanto riguarda il rendimento dei Btp, le commissioni bancarie sono al 42%, contro un peso complessivo delle tasse pari al 19% (incluso il bollo del 2 per mille e la ritenuta del 12,5%). Nel 2014 anche per chi investe in Bot, i costi bancari (26%) superano quelli fiscali (22%), quando prima era il contrario.

Lo studio della Bocconi evidenzia che le commissioni bancarie sono aumentate su Bot (+2% in 18 mesi) e azioni (+5%), ma calate sui Btp (-17%). Per quanto riguarda i rendimenti siamo al 2% lordo per i Bot, al 4,5% lordo per le azioni e al 3% lordo per i Btp.

Conti deposito sono a zero spese, anche senza imposte

Infine, ricordiamo al lettore che i conti deposito continuano ad essere un’ottima alternativa per investire a costo zero, anche dopo l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, grazie ai buoni rendimenti previsti da tassi d’interesse stabili e convenienti e poche (o nulle) spese.

In effetti, l’investimento può essere con alcune banche completamente gratuito, in particolare con quelli istituti che non prevedono spese, nemmeno l’imposta di bollo proporzionale prevista dalla legge.

Utilizzando il comparatore indipendente di SosTariffe.it per i conto deposito, è possibile ottenere un elenco con i prodotti più convenienti in funzione del tasso d’interesse lordo annuo.

Nella classifica abbiamo evidenziato che attualmente tra i più convenienti vi è il ContoSuIBL di IBL Banca, con un tasso lordo del 2,15% per i vincoli a 12 mesi e senza spese; anche l’imposta di bollo è a carico di IBL Banca. Interessante anche la proposta del Credito Valtellinese, il ContoInCreval, che prevede un tasso d’interesse pari al 2,25% lordo annuo per i vincoli a 12 mesi.

Conto Deposito Che Banca! offre un tasso lordo del 2,00% a 12 mesi, senza spese extra ma con l’imposta di bollo a carico del cliente, mentre FinecoBank offre CashPark, l’opzione attivabile nel proprio conto corrente Fineco, che prevede un tasso del 2,00% lordo a 12 mesi.

Da sottolineare che quest’ultima opzione per investire tramite il proprio conto corrente è tra le più stabili del mercato: è ormai da anni che FinecoBank offre lo stesso tasso d’interesse che si colloca sempre tra i più convenienti.

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