Car sharing, in Europa cresce la condivisione dell’auto

Sempre di più gli europei condividono la propria auto per diminuire i costi di benzina e pedaggi stradali. Lo rivela un recente studio di AlixPartners, che mette a Berlino e Londra al primo posto tra le capitali europee più appassionate del car-sharing, mentre Madrid e Roma sono i fanalini di coda. L’analisi evidenza che la tendenza è positiva, e che il numero di macchine condivise è destinato a crescere ancora di più.

car sharing, come funziona
Cresce il car sharing in Europa ma Roma è all'ultimo posto

La Germania è ormai il Paese europeo numero uno in materia di car sharing, grazie ad una flotta di ben 2.300 veicoli messi a disposizione per la condivisione solo a Berlino, a cui si aggiungono altri 1200 a Monaco di Baviera. Così, i tedeschi si collocano nella prima posizione della classifica pubblicata dalla società AlixPartners, presentata nell’ambito di “Missione Mobilità“, l’evento organizzato da AMOER – Associazione per una Mobilità Equa e Responsabile -, tenutosi nei giorni scorsi a Milano.

Lo studio ha dimostrato che il numero degli utenti e la flotta delle automobili condivise in Europa, e nel nostro Paese in particolare, sono destinati a crescere in maniera significativa nei prossimi anni.

Dietro al trend positivo c’è l’effetto congiunto della maggiore urbanizzazione e congestione delle città, il caro carburante e l’aumento delle spese di gestione come l’assicurazione auto e nuovi costi aggiuntivi (ZTL, requisiti di circolazione, tasse).

Secondo l’analisi quindi Berlino è al primo posto della classifica (con 207.000 utenti iscritti al servizio), seguita da Londra (120mila utenti) e Parigi (105mila utenti), mentre a Roma purtroppo occupa l’ultimo posto. In effetti la nostra capitale possiede solo 120 veicoli e 2.500 utenti iscritti, peggio pure di Madrid (8.000 utenti e 130 veicoli).

Queste capitali si trovano ancora in fase di star-up, spiega lo studio, ma nei primi mesi di quest’anno sono state avviate nuove iniziative per accelerare il processo. Nel nostro Paese invece il primato è milanese, con oltre 1.500 vetture e più di 90mila utenti a fine dell’anno scorso.

Il car sharing, come si evince ancora di più dalla ricerca di AlixPartners, indica concretamente in quale direzione stia andando la mobilità nei grandi centri urbani europei – ha spiegato il Presidente di AMOER, Pierluigi Bonora -. Lo stesso studio mette poi l’accento su un dato preoccupante sul quale Missione Mobilità aveva non tanto tempo fa lanciato un allarme: il car sharing, in virtù della prevista maggiore diffusione, finirà per penalizzare le case automobilistiche, visto che il 51% degli interpellati sostiene di aver già evitato l’acquisto di una vettura nuova proprio grazie a questo nuovo modo di condividere gli spostamenti nelle città”.

“E’ quindi più che mai necessario che i costruttori ripensino le proprie strategie di mercato allo scopo di trovare un giusto equilibrio tra le necessità di business, evitando così altre ricadute pesanti su tutta la filiera, e i cambiamenti di cui è oggetto la mobilità urbana”, avverte Bonora.

 

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