Cambiare operatore: perché “pochi” lo fanno?

Cambiare operatore di telefonia mobile sta diventando sempre più facile, e garantirsi le migliori offerte con la portabilità del numero costituisce una ghiotta occasione per coloro che vogliono risparmiare sulle tariffe senza perdere il proprio numero.

Cambiare operatore telefonico: troppo pochi lo fanno?
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Nonostante ciò, una grossa fetta della popolazione italiana, pur manifestando una evidente insoddisfazione nei confronti del proprio servizio di telefonia mobile, non approccia al cambio di operatore in maniera immediata. Una “fedeltà” abbastanza sorprendente, soprattutto nel segmento delle ricaricabili (che avrebbe una maggiore facilità a cambiare “casacca”) e che è solo parzialmente incrinata dal numero di utenti che, ogni anno, scelgono di modificare la propria compagnia di appartenenza.

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Per quanto attiene i clienti con abbonamento, la motivazione alla base del mancato cambio di operatore è prevalentemente legata alla durata contrattuale minima di appartenenza, generalmente pari a 24 mesi. All’interno di tale periodo è possibile “uscire” dal proprio operatore solo dietro pagamento di un corrispettivo che, evidentemente, non vale la pena di elargire.

Per quanto concerne invece i clienti con ricaricabile che – come già anticipato – potrebbero avere una maggiore facilità di “tradimento”, gli aspetti sembrano essere legati per lo più a risvolti di natura soggettiva: a regnare è, in questo caso, la convinzione che negli altri operatori non si avranno livelli di soddisfazione maggiori o, magari, la difficoltà nel trovare il tempo utile per effettuare confronti e paragoni tra le varie proposte commerciali.

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