Cambiare fornitore di energia fa risparmiare: ecco perché

Il mercato britannico e quello italiano hanno molto in comune. La maggior parte dei consumatori (dal 34 al 70% nel Regno Unito) non sa quanto può far risparmiare il cambiare fornitore di energia. La liberalizzazione delle tariffe è ormai attuale, ma nonostante ciò, quasi il 100% degli utenti rimane ancorato al prezzo di default. Perché accade e quali sarebbero gli impatti positivi di un mercato più dinamico è spiegato nel “The Energy Market Investigation: final report”.

I consumatori più attivi generano risparmi e nuove offerte energia

Cambiare fornitore di energia aumenta le offerte

Pochi giorni fa a Roma si è svolto il Convegno “Evoluzione del mercato elettrico retail: modello britannico e prospettive per l’Italia”, organizzato da Acquirente Unico (Società per azioni del Gruppo Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A. cui è affidato per legge il ruolo di garante della fornitura di energia elettrica alle famiglie e alle piccole imprese). Durante l’incontro rappresentanti del mondo politico e del mercato energetico hanno confrontato il comportamento dei consumatori a fronte della liberalizzazione delle tariffe energia, e rilevato che, tanto nel Regno Unito, quanto in Italia, la maggioranza dei consumatori non sa quanto fa risparmiare il cambiare fornitore di energia.
Confronta offerte energia
La tavola rotonda è stata occasione per presentare il Report finale “The Energy Market Investigation” elaborato dall’Antitrust Britannica e frutto di indagini di mercato durate 2 anni. I dati emersi dallo studio parlano chiaro: a fronte della liberalizzazione dei prezzi e dell’aumento dello offerte energia elettrica, chi non sceglie blocca la dinamicità del mercato e paga un prezzo più elevato, che favorisce gli extra-profitti degli operatori storici.

In buona sostanza i consumatori italiani e britannici pagano più del dovuto, spesso a causa di informative carenti sulle promozioni dei distributori di energia.

Report Energia: il 56% dei britannici non cambia fornitore

Più della metà dei cittadini britannici rimane ancorato al vecchio contratto energetico e non guarda a nuove occasioni di risparmio. E’ ben il 56% dei consumatori a non cambiare fornitore energia rinunciando a pagare meno la bolletta. Il 34% non ha mai preso in considerazione l’idea di rivolgersi ad altri operatori e ben il 70% degli utenti domestici tirando le somme, rimane ancorato alla tariffa di default.

A 15 anni dalla liberalizzazione delle tariffe energia elettrica comunque, il mercato inglese presenta le stesse criticità di quello italiano. L’unica differenza è che le Autorità britanniche  (CMA e OFGM) hanno deciso di adottare prontamente, dopo gli esiti del Report finale, 30 misure per incrementare la dinamicità del mercato.

Il quadro britannico ha dimostrato che esistono 4 nodi da sciogliere:

  • individuare le modalità che garantiscano al consumatore domestico e alla piccole imprese i prezzi più bassi possibili;
  • migliorare l’informativa sulle offerte e agevolare i consumatori nel cambiare fornitore;
  • dare stimoli nuovi agli operatori affinché perseguano l’efficienza delle forniture e dei servizi pur abbassando le tariffe;
  • creare una banca dati di consumo dei clienti domestici inattivi da almeno 3 anni, col fine di stimolare i fornitori a formulare offerte più idonee.

L’opinione di Roger Witcomb, Chairman del gruppo di studiosi che ha elaborato il Report, ritiene siano proprio i consumatori più attivi e attenti ai vantaggi economici delle proprie scelte a determinare risparmi sull’energia per tutti. I benefici del cambiare fornitore infatti vanno aumento della concorrenzialità e delle offerte all’impatto positivo diretto sui clienti finali, che si traduce in tagli sulla bolletta. Sono i consumatori meno attivi a pagare le bollette più alte, perché gli operatori li considerano clienti ormai garantiti, ai quali praticano una discriminazione di prezzo. Fra gli utenti più vulnerabili, secondo il Report, ci sono gli anziani e, più in generale, chi non ha accesso ad Internet e non può confrontare le offerte.

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