Cambiamenti climatici: combatterli crea lavoro e rilancia l’economia

Circa l’80% degli italiani ritiene che combattere i cambiamenti climatici e migliorare l’utilizzo dell’energia crea lavoro e rilancia l’economia. Così emerge dai risultati di una recente analisi di Eurobarometro riguardo i cambiamenti climatici. Non solo gli italiani vedono le potenzialità economiche di usare l’energia in maniera più efficiente, anche i 95% degli svedesi, l’88% dei greci, spagnoli e portoghesi e, in genere, l’80% degli europei.

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Italiani preoccupati per i cambiamenti climatici e per la crisi economica, più importante secondo loro che la fame e la carenza di acqua potabile

L’80% degli europei – tra cui gli italiani – è convinto che la lotta contra i cambiamenti climatici e il miglioramento nell’utilizzo dell’energia elettrica è non solo necessaria, ma anche un’ottima opportunità per rilanciare l’economia e creare posti di lavoro.

Inoltre, il 70% degli europei considera che diminuire le importazioni di carburanti fossili dai Paesi extra UE porterebbe benefici economici, un’affermazione condivisa dai 77% dei nostri conterranei.

José Manuel Barroso, presidente della commissione europea, ha dichiarato che i risultati di quest’indagine inviano “un segnale forte ai leader UE perché intraprendano un’azione audace per il clima, a favore di una ripresa economica sostenibile“.

Anche il commissario UE al clima, Connie Hedegaard, era soddisfatta dei risultati, sperando che “i leader UE ascoltino e al prossimo vertice Ue agiscano di conseguenza, quando discuteranno le nostre proposte su clima ed energia per il 2030“.

Gli italiani ritengono che il problema principale del Pianeta è la crisi economica. In effetti, tra i cittadini dei 28 Paesi UE intervistati, gli italiani sono i più preoccupati per questa questione, o almeno il 47% di essi, più dei greci (41%), degli spagnoli (39%) e della media europea (24%).

Invece per la maggior parte degli europei, il principale problema del mondo attuale è la fame, la povertà e la carenza di acqua potabile: lo affermano i 35% degli europei contro il 21% degli italiani, il 45% degli spagnoli e il 42% dei greci.

 

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