Cambia il piano banda larga: ecco come

Non sono passati ancora tre giorni dalla presentazione del piano per la banda ultralarga e già sul sito del Mise, di Palazzo Chigi e dell’Agenzia per il digitale è comparso un documento alterato rispetto a quello di martedì scorso; in particolare è stato definito il «cluster» numero 4 e sono state apportate diverse modifiche, a partire da un paragrafo dedicato ai vincoli comunitari.

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Secondo il nuovo testo Telecom Italia non potrà godere di contributi o incentivi pubblici a meno che non separi la rete

Come mostra il Corriere della Sera, in particolare, Telecom Italia non potrà godere di contributi o incentivi pubblici a meno che non separi la rete, visto che è impossibile, secondo il testo, «ipotizzare il controllo integrale da parte di un operatore integrato su tutta la nuova rete sovvenzionata con aiuti pubblici».

Qualcuno ha parlato di “clausola anti-Telecom”. Una clausola «wholesale only» consente infatti a chi realizza la rete per vendere connettività all’ingrosso la possibilità di rifiutare l’accesso alle infrastrutture passive per proteggere gli investimenti fatti; è il caso della fibra ottica di Metroweb, ma non di quella di Telecom, che vende connettività anche ai singoli clienti residenziali.
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Sparita inoltre la quantificazione dei “voucher“, gli incentivi per i quali era stata indicata una stima di 1,7 miliardi, sostituiti da una menzione generica di incentivi economici alla domanda, limitati ai progetti di migrazione dal rame alla fibra ottica. I voucher vengono inoltre differenziati a seconda della tecnologia, con una preferenza, pare, verso la tecnologia Ftth, cioè Fiber to the home, l’unica a disposizione di tutti gli operatori in grado di garantire oltre 100 mega di velocità.

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