Cambia il default di Facebook, più privacy ai contenuti

Facebook vira ancora verso la privacy, mettendo un mattone importante su uno dei temi più caldi del 2014. L’azienda di Zuckerberg in netto fermento di riforme e novità interne negli ultimi mesi ha preso una delle decisioni più controverse se vogliamo di tutta la sua politica aziendale: inserire di default la privacy dei contenuti che noi stessi pubblichiamo. Passaggio importante questo per il colosso americano che merita di essere osservato da vicino.

Facebook e il nuovo concetto di privacy

Facebook negli ultimi mesi ha fatto senza dubbio parlare di sé. Nel bene e nel male si è guadagnato le prime pagine dei giornali con scelte strategiche, magari discutibili, ma che hanno sottolineato la personalità del social network più grande del mondo. Se sono rimasti un po’ tutti sbigottiti dalla spinosa questione “Snapchat”; no secco a Mark Zuckerberg che non è un tipo abituato a ricevere picche così facilmente, anche la pazza spesa per Whatsapp ha fatto temere contraccolpi in borsa. Niente, Facebook dopo l’emorragia degli utenti perduti, veleggia tranquillo e sereno anche in borsa e decide adesso di cambiare uno dei pilastri fondamentali della sua policy aziendale: la privacy dei contenuti.

Facebook iniziò la sua avventura in rete come un social network che avrebbe dovuto connettere solo amici, al massimo gli amici degli amici. Dopo qualche tempo, si sa, la golosità degli affari e le miriadi di conoscenze multimediali che a poco a poco si incrociavano in cerchie mastodontiche hanno fatto sì che Mark Zuckerberg prendesse una decisione, logica, magari in controtendenza ma commercialmente sensata: lasciare pubblici di default i contenuti di qualsiasi utente.

Per anni ci siamo così abituati al fatto che, se non avessimo impostato le preferenze riguardo la privacy della nostra vita virtuale affettiva in rete avremmo dunque fatto sapere parecchie cose sul nostro conto non solo alle nostre intime conoscenze. La notizia oggi è che Facebook ha dunque deciso di applicare in maniera diametralmente opposta la dittatura del default: più privacy per tutti.

Il punto è adesso intervenire sulle abitudini degli utenti, che hanno incamerato la dittatura del default quasi come il miglior modo di interpretare Facebook e le sue funzioni tanto che la maggior parte di loro non si accorge più di tanto degli inconvenienti legati alla privacy.

Per Zuckerberg e soci è del resto sempre più difficile parlare con tutti gli utenti. La reazione di Facebook a chi insinuava la parola “declino” a fine 2013 è stata comunque imponente, il social network ha resistito e ha collezionato nuovi utenti in risposta alle perdite, ora la dirigenza dovrà dettare le nuove regole sulla privacy a circa 1 miliardo e 200 milioni di users, e di sicuro non sarà facile parlare alle milioni sfumature del proprio strabordante successo.

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