Calo petrolio, le previsioni di Descalzi

Il calo del prezzo del petrolio non preoccupa l’amministratore delegato di eni, Claudio Descalzi, che intervistato da Bloomberg Tv a margine del forum economico di Davos ha dichiarato di aspettarsi che il prezzo del greggio, in un paio d’anni, si riassesti tra i 70 e i 90 dollari al barile.

Davos
Secondo l'ad di eni in un paio d'anni il prezzo del petrolio si riassesterà

Descalzi ha confermato l’approccio positivo sul lungo periodo di eni, in quanto il crollo degli ultimi tempi non sarebbe in realtà legato a fattori strutturali davvero critici. Come sottolinea l’ad, «esistono componenti strutturali come l’aumento della produzione di shale oil negli Stati Uniti, che è cresciuta molto in fretta ma ora rallenterà, la stagnazione in Europa e il rallentamento della Cina, ma non sono così critici».
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Come ricorda Descalzi il trend al ribasso è iniziato già a giugno 2014, ma i gradienti sono peggiorati solo in seguito alla decisione dell’Opec, a novembre, di non tagliare la produzione. In casi precedenti, fa notare ancora il massimo dirigente di eni, si sono già viste fluttuazioni di questo tipo, con la ripresa che al massimo arriva in un anno e mezzo.

Quello che è davvero importante, secondo Descalzi, è che «l’Opec agisca di nuovo come stabilizzatore per dare al mercato la fiducia per investire e andare avanti. Vediamo l’Opec come la banca centrale del mercato petrolifero, il suo ruolo di stabilizzatore è fondamentale; per l’Europa è molto positivo avere prezzi del petrolio molto bassi ma abbiamo bisogno di stabilità per gli investimenti, la nostra industria lavora sul lungo periodo».

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