Calcolo futura pensione

Le successive riforme in campo pensionistico hanno incrementato la complessità delle normative al riguardo, rendendo sempre più difficile il calcolo futura pensione, età pensionistica ed altri parametri. Di seguito vi proponiamo una semplice guida che potrà esservi d’aiuto per calcolare la vostra futura retribuzione, nonché per capire meglio a quale età potrete andare in pensione.

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Come calcolare la pensione futura e l'età di pensionamento

Con la legge Fornero è stato abbandonato il sistema retributivo, subentrando la richiesta dei requisiti contributivi, che informa il contribuente sull’anno in cui egli potrà andare in pensione. Conoscendo questo dato, sarà possibile andare avanti con il calcolo futura pensione.

In effetti, la differenza principale tra la pensione contributiva e quella retributiva è il metodo di calcolo:

  • Nella pensione retributiva il calcolo è una percentuale, rapportata alla media di retribuzione percepita durante gli ultimi anni di lavoro.
  • Nella pensione contributiva, il calcolo si basa sull’ammontare totale dei contributi versati durante tutta l’attività lavorativa.

Va applicato uno o l’altro sistema (o un mix tra entrambi) secondo l’anno in cui è entrata in vigore la nuova legge e la situazione retributiva del lavoratore in quel periodo.

La pensione contributiva, introdotta con la riforma Dini (legge n. 335 del 1995) è stata poi successivamente modificata (legge n. 449 del 1997; riforma Maroni del 2004) modificando completamente il sistema pensionistico italiano, sostituendo sempre di più il sistema retributivo.

Si rientra nel sistema retributivo se prima del 31 dicembre del 1995 si hanno già versato 18 anni di contributi, mentre appartengono al sistema contributivo coloro che dal 1 gennaio 1996, non hanno raggiunto i 18 anni di contributi versati prestabiliti dalla legge.

In certi casi viene applicato un sistema pensionistico definito “pro – rata”, che non è altro che un mix tra entrambe le tipologie di calcolo.

Come calcolare la futura pensione

Il miglior consiglio è quello di utilizzare un pensionometro che potete trovare su questo sito. Bisognerà compilare il modulo con i dati che vengono richiesti, ovvero data di nascita, anzianità accreditata, reddito annuo netto, previsione di carriera, tipo di inquadramento, mese e anno della decorrenza della pensione, e anzianità retributiva complessiva.

Dopo aver inserito questi dati basterà cliccare sul pulsante “Calcola” alla fine del modulo per ottenere il calcolo della futura pensione.
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Simulatore assegno pensione dell’INPS

A partire da maggio sarà disponibile sul sito dell’INPS un simulatore assegno pensione sviluppato e testato da poco dall’ente pensionistico. In una prima fase potranno accedere al sito dell’INPS e cliccare sul link «La mia pensione» solo coloro già in possesso del pin INPS (richiedibile sul sito dell’ente), che sono circa 5,5 milioni di lavoratori. Oltre al pin, bisognerà avere almeno 5 anni di contributi versati.

Entro l’anno, l’INPS spera di rendere possibile la simulazione della pensione a quasi 18 milioni di lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti e parasubordinati, poi estenderla nel 2016 ai lavoratori domestici, a quelli agricoli e ai dipendenti pubblici. Infine, al termine del 2016 il simulatore dovrebbe andare a regime, essendo accessibile da tutta la platea degli iscritti all’ente, ovvero circa 23 milioni e mezzo di lavoratori.

Calcolo età pensionistica

Per capire a partire da che età, nel proprio caso particolare, si potrà andare in pensione, si può invece consultare quest’altro sito web. Bisognerà cliccare sull’immagine per avviare l’applicazione, che consentirà, dopo aver inserito pochi dati informativi riguardanti il sesso, la qualifica, l’anno di nascita e l’anno d’inizio di contribuzione, di calcolare l’età pensionistica.

Al riguardo ricordiamo che, nel caso delle donne, bisogna versare 41 anni di contributi per andare in pensione, e gli uomini un anno e un mese in più.

Infine, oltre al calcolo futura pensione bisogna ricordare l’età minima di pensionamento, che è stata aumentata un’altra volta, essendo attualmente di 66 anni per tutti i dipendenti del settore pubblico indipendentemente dal sesso.

Nel settore privato e per il lavoro autonomo invece l’età di pensionamento è differente per le donne e per gli uomini.
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