Calciatori 2.0, una nuova era è appena iniziata

Ci sono diversi modi di vedere le cose, nella vita, come nello sport. Il calcio, osannato e incorniciato dall’atmosfera del mondiale, come sport più popolare al mondo non poteva che far fronte ad anche quest’ultimo aspetto della tecnologia. Fuori gioco? Il pallone è entrato oppure è uscito? No niente di tutto ciò, stiamo parlando delle statistiche dei calciatori, tutte interpretate non più dai “cervelli umani” degli allenatori, ma da veri e propri calcolatori multimediali, in gergo, app.

Da Zeman a Mourinho, per un calcio sempre più hi-tech

Si narra che durante le prodezze del Foggia di Zeman, inizio anni’90, il boemo a fine primo tempo di una delle tante partite di campionato avesse così apostrofato Beppe Signori “Beppino sei anche sfortunato oggi, zero palle recuperate, potevano tirarti addosso almeno una volta!”. La frase di Zdenek Zeman in realtà ci riporta ad un modo di analizzare le partite dei giocatori che all’epoca era tanto naif quanto altamente suggestivo. Zeman infatti fu uno dei primi ad interessarsi all’analisi dei dati dei professionisti del pallone e appendeva foglietti qua e là nello spogliatoio affinché tutti potessero vedere le proprie statistiche.

La tecnologia si sa, ha fatto passi da gigante, e commentare adesso i casi di allenatori analitici come Mourinho, uno fra tutti, testimonial fra le altre cose di un app a lui stesso dedicata “Mourinho Tactical Board” e Vincenzo Montella che spesso e volentieri utilizza il Gps per analizzare le performance dei suoi giocatori, ci riporta al mondo che immaginiamo e che meglio conosciamo, un mondo quello del calcio che dietro le quinte è intriso di tecnologia con modalità ormai davvero sorprendenti.

Se Mourinho costruisce schemi con l’Ipad e Burgos, vice di Simeone all’Atletico di Madrid osserva alcuni match dei “conchoneros” con i Google Glass, non ci si deve stupire come siano fiorite un po’ in tutto il mondo aziende che si dedicano esclusivamente alla costruzione di software analitici dedicati alle manifestazioni sportive. Oltre alla nascita di un nuovo modo di vedere le partite, se si può così semplicemente definire il fenomeno, siamo anche di fronte ad una nuovo modo di osservare le prestazioni dei giocatori; infatti di fronte a dati statistici precisi e ad altrettanti fatti empirici, “non si scappa”.

Il Centro ricerche Mapei Sport di Sassuolo è un centro specializzato proprio nelle tematiche appena citate, una struttura che supporta la Juventus e il Monaco. Ma le realtà sono tante e multiformi in questo nuovo modo di vedere il calcio, il calcio 2.0 beninteso.

Tracab e Strats. Ecco due dei software italiani più all’avanguardia per chi intende stimare le prestazioni dei proprio atleti con dati precisi e davvero stimolanti da osservare. Il leader del settore, è addirittura un’altra italiana, la torinese Deltatre, che fornirà dati specifici durante le partite del mondiale brasiliano. Un mondiale insomma a colpi di report e statistiche, magari non riusciremo a vedere tutto ma è utile sapere che chiunque, in prima persona vi parteciperà, potrà scorgere le proprie prestazioni in maniera netta e precisa senza perdizione alcuna da piccoli e innovativi monitor digitali.

La spinta tecnologica all’interno degli spogliatoi è tanto evidente ormai in questo mondiale 2014 che ogni nazionale adotterà dispositivi analitici per dare manforte alle performance dei propri allenamenti. Gli azzurri utilizzeranno i sensori della bresciana Best Tecnohologies. La peculiarità di questi sistemi è che in tempo reale gli allenatori possono scorgere le prestazioni dei giocatori: dribbling, passaggi effettuati, tiri in porta, eccetera, tutto in un palmo della mano, come quando si gioca alla Play Station.

Anche altre aziende nel mondo si danno da fare con le statistiche del mondo del pallone. Due esempi che non possono passare inosservati sono la tedesca Impire e la turca Sentio. Due tecnologie all’avanguardia nell’analisi del gioco del calcio che mettono in condizione gi allenatori, in tempo reale, di poter confrontare costantemente i dati di partite precedenti, producendo così analisi incrociate tanto complesse quanto strabilianti.

E’ tutto molto bello, anche se queste mirabolanti tecnologie sono soltanto usate in allenamento. Non c’è spazio per l’hi-tech e per l’internet mobile durante le gare ufficiali. La Federazione vieta nella maniera più assoluta l’utilizzo di dispositivi elettronici che consentirebbero agli allenatori di effettuare sostituzioni con metodi scientifici. Muno Burgos, secondo di Simeone, come già accennato in precedenza, per utilizzare al meglio i Google Glass non a caso si è dovuto sedere sugli spalti delle tribune del Calderon.

Il calcio 2.0 non è solo analisi e tattica hi-tech, è anche un gioco virtuale di algoritmi e connessioni wireless a tutto tondo, come un palline infinito che finché c’è denaro non smette di girare. Analisi delle gesta sportive, catturate tramite raggi infrarossi e la ricostruzione grafica di azioni di gioco sono il pane quotidiano di Adriano Baconi, celebre opinionista della Domenica Sportiva che non manca di sottolineare come il gioco del calcio sia ormai arrivato ad un punto elevatissimo di tecnologia. Baconi spiega come addirittura alcuni progetti del Cnr di Pisa siano stati creati con obiettivi statistici ancora più ambiziosi. Tra pochi anni potrebbero nascere algoritmi addirittura in grado di prevedere la carriera di un giocatore.

Che il calcio non possa essere ridotto ad una questione di analisi e numeri lo pensano comunque diversi esperti e soprattutto lo sperano i tifosi. Un altro dettaglio che però non può passare inosservato è il beneficio che questi software d’analisi possono portare ad un altro settore dell’industria, stiamo parlando dei videogame, sì dei videogame dedicati al calcio. Stiamo parlando dei giochi dove gli utenti possono vestire i panni del coach e applicare tattichee, effettuare sostituzioni e decidere le strategie più complicate in assoluto per mezzo di alcuni sistemi, fondamentalmente gli stessi, che vengono utilizzati nel gioco reale. Football Manager infatti collabora da anni per quanto riguarda il comparto statistiche del gioco con Amisco, dove ultimamente il testimonial d’eccellenza della loro ultima invenzione ludica per Pc e Ipad, United Eleven è stato Carletto Ancellotti.

Carletto Ancellotti peraltro, fresco vincitore della Champions League 2014, non ha esitato a sottolineare quanto può essere utile anche per i professionisti del settore fare qualche “partitina” al computer provando tattiche ed analizzando sistemi, del resto quando si parla di 2.0 siamo tutti ormai integrati nello stesso sistema, virtuale o non virtuale, l’esperienza sportiva e in questo caso calcistica, sta sempre di più correndo all’interno del riflesso del potere dei media.

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