Bonus viaggi in Italia: 500 euro a famiglia, come funziona

Il Governo sta studiando un piano importante per fornire supporto al settore del turismo in Italia e stimolare domanda e offerta interna. Ecco le misure proposte, dal bonus viaggi da 500 Euro a famiglia fino alla campagna “Cura Italia”.

Bonus viaggi in Italia

A causa dell’emergenza Coronavirus, in uno dei settori più di punta in Italia le perdite saranno davvero consistenti: quello del turismo su tutta la penisola, che fino ad oggi rappresentava il 14,9% (2342, miliardi di Euro) del PIL nazionale. A questo proposito, il Governo è al lavoro per elaborare un piano strategico che consenta di incentivare i viaggi di piacere degli Italiani su tutto il territorio nazionale.

Il piano è costruito da diversi elementi, che includono ma non si fermano al bonus viaggi in Italia da 500 Euro a famiglia. In questo articolo approfondiamo come funziona il bonus e descriviamo le altre importanti misure che il Governo sta studiando in questo momento.

Parleremo dunque anche delle detrazioni fiscali proposte, sia per quanto riguarda le spese sostenute dalle famiglie per soggiorni di almeno tre notti, sia per quelle delle imprese che dovranno sostenere i costi necessari all’adeguamento sanitario delle proprie strutture ricettive. Non tralasciamo nemmeno la campagna “Viaggio in Italia”, pensata per incoraggiare i cittadini italiani a viaggiare entro i confini nazionali, superando il negativo effetto psicologico del lockdown di questi ultimi mesi. Infine, anche all’interno del cosiddetto decreto Cura Italia, entrato in vigore lo scorso 17 marzo, erano già stati previsti voucher da utilizzare per il rimborso delle cancellazioni di viaggi, pacchetti turistici e soggiorni presso alberghi e strutture ricettive.

Bonus viaggi in Italia

Tra le prime soluzioni proposte dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini, troviamo una misura pensata per il sostegno alle famiglie italiane. La misura riguarda l’assegnazione di un bonus, il cui importo dovrebbe essere sui 500 Euro, alle famiglie con figli a carico ed un reddito medio-basso che desiderano andare in vacanza e che, per farlo, si vedono obbligate a rimanere all’interno dei confini nazionali.

In ogni modo, la proposta non è ancora stata approvata e il bonus stesso potrebbe quindi risultare più sostanzioso oppure non venire erogato affatto. I 500 Euro attuali avrebbero d’altro canto una duplice funzione: da un lato, potrebbero aiutare le famiglie italiane ad alleggerire il clima pesante di questi ultimi mesi, regalando un momento di serenità, dall’altro, sarebbero importanti per incentivare il riavvio del settore.

Alla presentazione di questa soluzione, diverse sono state le reazioni delle parti coinvolte. Per gli operatori del settore, la misura non è sufficiente se confrontata con l’entità della crisi che si sta affrontando. Una delle rivendicazioni principali da parte degli addetti ai lavori sarebbe piuttosto quella di mettere in campo misure strutturali molto più forti, offrendo un sostegno direttamente alle imprese. Questa richiesta è resa ancora più impellente dal fatto che non è prevista ancora una data sicura dopo la quale di potrà riprendere a viaggiare, come dicono con dichiarazioni simili il Presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina, la Presidente vicaria di Federturismo Marina Lalli e la vice presidente dell’Associazione italiana Confindustria Alberghi Maria Carmela Colaiacovo.

Il bonus viaggi è stato invece accolto positivamente dalle parti politiche, in particolare dall’asse Pd-Italia Viva, durante l’incontro di qualche giorno fa tra il Sottosegretario di Stato Lorenza Bonaccorsi e gli assessori regionali per il Turismo, avvenuto in vista del prossimo decreto del mese di aprile. In merito al bonus, sono stati discussi inoltre la portata potenziale, la durata e le modalità di erogazione, verificando eventuali strette collaborazioni con le iniziative regionali. Si tratta comunque di una soluzione ancora tutta da definire.

Detrazioni fiscali vacanze 2020

Al pari del bonus viaggi, una delle alternative proposte dal tavolo di lavoro dedicato al turismo messo in piedi dal Governo è quella di una serie di detrazioni fiscali sulle spese del 2020 per soggiorni di almeno tre notti presso strutture ricettive presenti in Italia. Per ora, queste detrazioni sarebbero comunque sottoposte ad un tetto massimo di 325 Euro.

Altre detrazioni fiscali sono quelle proposte da Federbalneari, che afferma la necessità di offrire un tax credit del 75% nell’arco di tempo di due anni per effettuare la detrazione immediata delle spese sostenute dalle aziende per la sanificazione e disinfezione dei locali, delle attrezzature e dei beni strumentali. Anche in questo caso, sarebbe previsto un tetto massimo pari a 30 mila Euro.

Campagna “Viaggio in Italia”

Per incentivare il turismo da parte degli Italiani all’interno del proprio stesso Paese, un’altra iniziativa già approvata sarà quella della campagna di comunicazione “Viaggio in Italia”, come già annunciato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

La campagna farebbe leva sulla bellezza del patrimonio culturale e naturalistico dell’Italia e, come afferma Raffaele Rio, Presidente di Demoskopia, vuole in parte risolvere il problema del lockdown psicologico dei cittadini: la loro paura di muoversi. In questa direzione vanno anche le misure atte a supportare i sistemi regionali per ripensare le attività turistiche nel rispetto delle linee igienico-sanitarie di sicurezza e focalizzando l’attenzione su tre categorie di viaggiatori autoctoni. Si tratta degli “identitari”, ovvero i turisti italiani che scelgono anche in tempi normali di trascorrere il proprio tempo libero all’interno della propria regione di appartenenza, gli “esterofili”, cioè coloro che preferiscono superare i confini nazionali e passare le proprie vacanze all’estero, e infine i “nazionalisti”, cioè quel segmento di popolazione che decide di trascorrere le giornate libere fuori dalla propria regione di appartenenza, seppur rimanendo all’interno dei confini nazionali.

Secondo i dati di Demoskopika, tra le regioni per le quali si calcola una percentuale di appartenenza turistica più alta, ovvero con prevalenza di viaggiatori di tipo “identitario”, si trovano la Sicilia (40,59% sul totale dei turisti), Sardegna (29,06%) e Campania (26,03%). Significativi anche i numeri di Lombardia, per la quale si arriva ad una percentuale del 21,37% di turisti “identitari”, Puglia (20,51%) e Veneto (19,91%).

La campagna per incoraggiare il turismo di tipo identitario e nazionalista assume una rilevanza ancora maggiore quando si scopre che questo movimento potrebbe generare fino a 21 miliardi di Euro, compensando quindi circa il 30% delle perdite dovute alla mancanza di turismo proveniente dai Paesi esteri.

Decreto Cura Italia per il turismo

Il cosiddetto decreto Cura Italia, il decreto legge entrato in vigore il 17 marzo, è un pacchetto di misure dedicate in modo particolare per rafforzare il sistema sanitario, ma anche fornire supporto e sostentamento a famiglie, lavoratori e imprese coinvolti nell’emergenza sanitaria provocata dal passaggio del Coronavirus. Tra i sussidi immediati ci sono anche soluzioni per i settori colpiti per primi e in modo più profondo, come quelli del turismo, dello spettacolo e della cultura.

Entrando più nel dettaglio, l’azione più importante prevista dal decreto Cura Italia e mirata al settore del turismo sono i voucher di rimborso per i viaggi e pacchetti annullati, oltre che per i contratti di soggiorno presso alberghi e altre strutture ricettive, anch’essi cancellati a seguito dell’emergenza sanitaria in atto.

Settore turismo in Italia e Coronavirus

Federbalneari ha calcolato che i danni provocati dal Coronavirus sul settore del turismo in Italia siano pari a circa 30 miliardi di Euro. Inoltre, a questa somma vanno aggiunti i costi che le imprese dovranno sostenere per soddisfare le misure igienico-sanitaria indicate dalla legge. Per le sole imprese attive nell’ambito delle concessioni demaniali marittime, si parla di circa 360 milioni di Euro per la prossima stagione, pari a circa 12 mila Euro in media per impresa.

Naturalmente, si tratta di un fenomeno che ha travolto il 96% delle mete turistiche a livello globale, nonostante l’Italia sia purtroppo uno dei Paesi che è stato colpito con più forza e in anticipo rispetto a molti altri. Le regioni che più stanno risentendo di questa ondata sono Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Trentino Alto-Adige. Al momento, non resta quindi alle imprese del settore che studiare strategie di comunicazione, promozione e fidelizzazione per non perdere l’occasione di rimanere in contatto con i propri clienti.

Ecco alcune delle risorse che il settore del turismo sta adoperando per superare la crisi e mettere in campo nuovi piani e programmi per affrontare il futuro:

  • BTO 2020 – acronimo di Buy Tourism Online, si tratta di un evento annuale dedicato a tutto ciò che riguarda l’innovazione nel settore. L’edizione 2020 ha posto l’accento sul concetto di destinazione e di come questo stesso concetto stia subendo una profonda trasformazione. Tutti i dibattiti sono disponibili sulla piattaforma web dell’evento;
  • webinar di Roberta Garibaldi – docente universitaria di Tourism Management presso l’Università di Bergamo, Garibaldi offre una serie di webinar completamente gratuiti dedicati al turismo enograstronomico, coinvolgendo esperti e professionisti del settore;
  • Travel Appeal – si tratta di un pacchetto di webinar, eventi di formazioni in streaming e contenuti di approfondimento su blog offerti gratuitamente ai professionisti del settore;
  • Booking Blog – portale con oltre 12 mila iscritti dedicato al mondo dell’hotellerie e alla promozione turistica attraverso i canali della comunicazione digitale. È diventato un punto di riferimento in quanto regala importanti spunti di riflessione e momenti di interazione con esperti di social media marketing e web reputation.

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