Bonus sociali ARERA per Coronavirus: acqua, energia e rifiuti, tutti gli incentivi

L’ARERA scrive al Governo e al Parlamento per proporre delle nuove misure che possano sostenere le famiglie e le imprese in questa emergenza Covid-19. I suggerimenti della authority mirano a semplificare le richieste dei bonus sociali energia, gas e acqua, ad aiutare le PMI a ridurre le bollette e ad intervenire sulle imposte per il servizio dei rifiuti. Ecco quali sono gli incentivi proposti

Covid-19: incentivi per famiglie e pmi proposti dall'ARERA

Sin dalle prime fasi di questa emergenza sanitaria, e della conseguente situazione di forte disagio economico, l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha messo in atto delle misure straordinarie. L’obiettivo dei provvedimento della authority è di mitigare, per quanto possibile, l’impatto della crisi Covid-19 per famiglie e imprese intervenendo su bollette di luce e gas, servizi idrici e di gestione dei rifiuti.

L’ARERA ha disposto la sospensione dei distaccamenti per i clienti morosi, ha invitato gli operatori che forniscono servizi indispensabili (come luce e gas) a rinviare le procedure di sollecito e ad attivare laddove possibile i pagamenti telematici. Inoltre gli utenti che pagheranno in ritardo le bollette di Marzo e Aprile non subiranno more e per chi è in forti difficoltà sono previsti dei piani di rateazione agevolate con condizioni stabilite dall’Autorità.

In queste ore l’ARERA ha però richiesto che un intervento che sia più incisivo e strutturale e che permetta di definire degli strumenti ulteriori per il prossimo futuro. Ecco quali sono le proposte che l’Autorità ha suggerito a Governo e Parlamento e quali potrebbero essere gli effetti per i consumatori.

Bonus Sociali, le idee dell’ARERA per bollette energia, gas e acqua

L’ARERA vorrebbe che si procedesse ad una semplificazioni delle erogazione dei bonus sociali per energia, acqua e gas. I Bonus in questione sono degli sconti per supportare le famiglie in condizioni di disagio economico o per gravi motivi di disabilità.

Questi strumenti si possono richiedere rispettando uno di questi requisiti che certifichino il disagio finanziario: limiti ISEE  per famiglie fino a 8.265 euro, per famiglie con più di 3 figli a carico ISEE non superiore a 20 mila euro. Possono accedere al bonus anche i titolari di Reddito di cittadinanza o della Pensione di cittadinanza.

Per quanto riguarda invece i beneficiari del bonus elettrico per gravi motivi di disagio fisico questo contributo è  riservato a chi debba utilizzare apparecchiature elettromedicali che siano salvavita.

Rinnovo automatizzato dei bonus

La proposta dell’authority è che, viste le condizioni straordinarie di quest’anno, il rinnovo dei bonus energia, gas e acqua per le fasce di popolazione in difficoltà sia automatizzato. L’idea è che si possa prevedere una riassegnazione automatica per 12 mesi per quei contributi che sono in scadenza tra il 1° Marzo e il 31 Dicembre 2020.

Questo provvedimento servirebbe non solo per alleggerire la burocrazia per le famiglie richiedenti, ma anche per le strutture amministrative che si devono occupare della gestione dei bonus. E come si legge nel comunicato dell’ARERA la misura sarebbe solo un anticipo del “riconoscimento automatico dei bonus, già previsto a partire dall’anno 2021 nel Decreto legge 124/2019″.

Per poter procedere in questo senso fa notare l’Autorità un “ulteriore contributo potrebbe giungere dal previsto Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri con i criteri attuativi che consentiranno ad ARERA di avviare il bonus sociale anche per il settore rifiuti”.

L’automatismo e la semplificazione dei bonus sono misure importanti per le famiglie. L’ARERA sottolinea come sia necessario però anche adottare misure strutturali e selettive. Un’indiscriminata estensione delle sospensione dei pagamenti per i clienti non sarebbe sostenibile per il sistema.

Si deve riuscire a trovare delle forme di supporto che possano bilanciare gli aiuti alle fasce più disagiate ma che non portino al collasso la filiera. Saranno utili in questo senso i dati del monitoraggio condotto dall’ARERA sui tassi di morosità dei clienti e dei flussi di incasso-pagamento nelle filiere, registrati durante la fase di lockdown.

Energia: come aiutare le PMI

L’ARERA da notare come: “gli interventi a supporto di cittadini e imprese necessiterebbero di risorse pubbliche, ma potrebbero giovarsi della flessibilità e selettività garantita dalla struttura delle bollette elettriche, avendo queste il vantaggio di essere immediatamente fruibili dalle imprese senza oneri amministrativi e consentendo allo stesso tempo un certo grado di selettività nella scelta dei destinatari”.

La proposta è quindi di concentrare gli interventi per le imprese sulle quote fisse della bolletta elettrica. In pratica la bolletta di clienti domestici e non è composta da molte voci di costo: il più corposo è quello legato al prezzo dell’energia o del gas, ma ci sono anche costi secondari, come gli oneri o i contributi per il trasporto. L’ARERA vorrebbe azzerare o ridurre in modo importante le altre voci di spesa che gravano sulle bollette, come i costi di “trasporto e gestione del contatore” e degli “oneri generali”.

Stima dei risparmi per le imprese

L’ARERA ha fatto un calcolo per dimostrare quale potrebbe essere l’impatto di un provvedimento del genere per le PMI. L’esempio riportato dalla authority prende come campione i clienti non domestici alimentati in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 3.3 kWh. Sono le caratteristiche di un’impresa commerciale,  di un piccolo laboratori o di un’attività di artigianato.

Se il provvedimento venisse applicato per il trimestre Aprile-Giugno 2020 alle PMI che hanno dovuto sospendere la produzione a causa del lockdown queste potrebbero giovare di una riduzione in bolletta di più del 70%. Il problema è che servirebbero 600 milioni di euro, questo infatti sarebbe l’impatto della mini manovra per compensare i mancati incassi per la filiera della fornitura di servizi.

Bollette acqua, quanto occorre per potenziare il Fondo di Garanzia

I cittadini e le imprese sono anche gravati dai pagamenti per la fornitura d’acqua. Per quanto riguarda il servizio idrico integrato l’Autorità vorrebbe potenziare alcuni strumenti già attivi. In particolare si auspica un rafforzamento del Fondo di garanzia per gli interventi finalizzati al potenziamento delle infrastrutture idriche, istituito presso la CSEA.

La richiesta è ancora una volta una semplificazione che consenta di ridurre i tempi burocratici di gestione delle risorse e una gestione diretta e semplificata degli aspetti che fanno capo all’Autorità e lo stanziamento di 100 milioni di euro aggiuntivi al budget già previsto. Questa quota extra servirebbe per poter ampliare i beneficiari delle agevolazioni del Fondo.

Rifiuti, chi inquina paga

Infine nella lunga lista di suggerimenti inoltrati al Governo, l’ARERA si è anche espressa su come intervenire sul settore rifiuti. In questo campo l’Autorità chiede alle istituzionie “interventi normativi che supportino l’applicazione di strumenti per la mitigazione degli effetti derivanti dall’attuale emergenza epidemiologica”.

La proposta avanzata riguarda in particolare gli utenti non domestici, l’idea sarebbe di incentivare e supportare coloro che inquinano meno e di far valere il “principio chi inquina paga”. Per rendere possible questa misura però sono necessari altri 400 milioni di euro.

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