Bonus Renzi 23 Febbraio 2021: a chi spetta l'incentivo per la riduzione del cuneo fiscale

Confermata la riduzione del cuneo fiscale, dal 23 Febbraio è in arrivo il bonus Renzi rivisto e approvato dalla Legge di Bilancio 2021. La misura dovrà sostenere i lavoratori con reddito fino a 40 mila euro, i disoccupati che percepiscono la Naspi. Ecco chi potrà beneficiare del contributo Irpef da 100 euro e chi invece otterrà solo la versione ridotta da 80 euro

Bonus Renzi 23 Febbraio 2021: a chi spetta l'incentivo per la riduzione del cuneo fiscale

La pandemia sta spingendo il Governo italiano al rinnovo e all’introduzione di molte misure a sostegno del reddito dei cittadini. In questo anno di emergenza sanitaria sono stati creati numerosi contributi per poter dare un supporto a famiglie e imprese duramente colpite dalle chiusure di attività o dal calo degli impieghi.

Nell’ultimo rapporto Istat sul mercato del lavoro è emerso come la timida ripresa sia completamente sfumata tra Novembre e Dicembre. Hanno perso il posto 101 mila lavoratori, di questi 99 mila sono donne. Tra gli autonomi c’è stato la maggior perdita di posti di lavoro a  Dicembre 2020, sono stati ben 79 mila su 101 mila.

La situazione appare in tutta la sua gravità se si considera nel confronto anno su anno, tra Dicembre 2019 e lo stesso mese del 2020, sono andati in fumo 440 mila posti di lavoro. Questo nonostante il blocco dei licenziamenti. La disoccupazione giovanile è tornata a crescere fino al 29,7%.

Nei Decreti approvati in questi mesi sono stati approvati bonus per P.IVA, per lavoratori autonomi e i ristori per le imprese. Nel documento della manovra fiscale 2021 sono state introdotte agevolazioni fiscali come il Super Bonus sui lavori di casa, contributi per l’acquisto di occhiali e lenti graduate, incentivi per acquisto di riviste e giornali e bonus vacanze. Sono anche stati creati bonus idrici e per l’attivazione di connessioni in banda larga, e ancora bonus chef e contributi mobilità.

Bonus Renzi, come cambia nel 2021

Nella Legge di Bilancio 2021 è anche stato confermato il Bonus Renzi, la famosa misura da 80 euro di sostegno per i lavoratori. Sono state però apportate delle modifiche importanti e il contributo sarà attivato anche per i disoccupati che hanno diritto alla Naspi.

Il taglio del cuneo fiscale è stato quindi stabilizzato e secondo le nuove disposizioni sarà riconosciuto ai lavoratori dipendenti e assimilati con redditi fino a 40 mila euro. Questo bonus arriverà direttamente in busta paga agli impiegati, mentre per i disoccupati sarà erogato come accredito sui conti correnti dall’INPS.

La prima tranche del nuovo contributo dovrebbe arrivare il 23 Febbraio 2021. Anche se si continua a chiamare bonus Renzi, il taglio del cuneo fiscale è stato rivisito ed è entrato in vigore da luglio 2020 proprio in sostituzione del precedente incentivo. Il contributo potrà arrivare fino a 100 euro e si dovrà calcolarlo considerando il reddito e i giorni lavorati.

Quanto spetta in busta paga ai lavoratori

Ecco come funziona il bonus e a chi spetterà questo contributo per il taglio del cuneo fiscale. Potranno avere 100 euro come detrazione Irpef in busta paga i lavoratori dipendenti che hanno un reddito fino a 28 mila euro. Il contributo invece per chi ha un reddito tra 28 mila euro e 40 mila euro sarà calcolato ed erogato in modo differente.

Il calcolo dell’importo della detrazione a cui si ha diritto è abbastanza complesso, ma la distribuzione dell’aiuto può essere riassunta così:

  • 100 euro a chi ha un reddito fino a 28 mila euro
  • tra 28 mila euro e 35 mila euro si otterrà una detrazione tra 97 euro e 80 euro
  • per i redditi tra 35 mila euro e 40 mila euro il bonus partirà da 80 euro e andrà ad azzerarsi

Come si calcola il bonus

Come per il primo contributo Renzi, anche con il bonus Renzi 2021 si terrà conto del reddito presunto e dei giorni lavorati nell’anno. Secondo le stime i 7 miliardi di euro che sono stati destinati al taglio del cuneo fiscale per il 2021 dovrebbero soddisfare le necessità di 16 milioni di lavoratori.

Per sapere di preciso a quanto ammonta il contributo che gli spetta il cittadino con redditi complessivi tra 28 mila euro e 40 mila euro dovrà effettuare una semplice equazione:

  • per redditi tra 28 mila e 35 mila euro il calcolo è 480+[120*(35.000–reddito complessivo)/7.000]
  • per redditi da 35 mila a 40 mila euro l’operazione da fare è 480* (40.000 – reddito complessivo)/5.000

Queste indicazioni sono chiaramente contenute nella circolare 29/2020 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate sulle “Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente”. Nel testo l’ente riporta anche un esempio che magari può essere utile per capire meglio gli importi del bonus Renzi 2021.

L’Agenzia prende il caso di un lavoratore con un reddito complessivo per il 2020 di 32.000 euro, a questo utente con le nuove disposizioni spetterà una detrazione pari a 531,43 euro. Se il reddito è di 36.000 euro il bonus scende a 384 euro l’anno. L’importo massimo di detrazione è di 1.200 euro l’anno.

Beneficiari del contributo

Il reddito non è l’unico criterio considerato per stabilire chi ha diritto al contributo in busta paga. Ecco quali sono le categorie di lavoratori che potranno ottenere questa riduzione fiscale nel 2021. Possono ottenere l’agevolazione quei cittadini con redditi da lavoro dipendente, i soci di cooperative, chi percepisce indennità (come la Naspi) e compensi per terzi.

Concorrono al calcolo del reddito anche borse di studio, premi e sussidi e rimborsi per addestramento professionale (stage e apprendistati). Sono tra i beneficiari del taglio fiscale anche coloro che hanno redditi complessivi da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, chi percepisce la pensione, i lavoratori socialmente utili e i sacerdoti.

Quali lavoratori possono avere la Naspi

I lavoratori che percepiscono la Naspi sono quelli che avevano un lavoro subordinato e che hanno perso l’occupazione. Questa forma di disoccupazione include apprendisti, lavoratori di cooperative, lavoratori del mondo dello spettacolo e dipendenti con contratti a tempo determinato con gli enti della pubblica amministrazione.

Il contributo dell’assicurazione sociale per l’impiego viene riconosciuta mensilmente e l’importo è del 75% dello stipendio medio mensile percepito nei 4 anni precedenti alla perdita del lavoro. Questo se la retribuzione media è inferiore al minimo stabilito dall’ISTAT.

Chi e quando deve restituire i 100 euro

Si dovrà stare attenti quando si calcolerà del bonus, è già capitato in più di un’occasione che i lavoratori si siano trovati a dover restituire il contributo ricevuto. La detrazione Irpef viene infatti  stimata inizialmente sui redditi presunti, dopo di che si deve attendere la chiusura del periodo d’imposta e quindi la presentazione della dichiarazione dei redditi per essere certi di aver diritto al bonus.

Sono stati stabiliti 3 casi in cui si deve restituire l’aiuto al reddito:

  • chi ha compilato male il modello 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate
  • chi ha un reddito inferiore a 8.174 euro
  • chi ha un reddito superiore a quello stabilito dalla Legge di Bilancio

L’Agenzia ha chiarito: “Se a fine anno risulta che il contribuente ha maturato una imposta lorda sui redditi che danno diritto al beneficio fiscale che non supera le detrazioni relative ai medesimi redditi il lavoratore dovrà restituire sia il bonus Irpef che il trattamento integrativo”. Questo significa che se le tasse calcolate sul reddito a fine anno risultano più basse del bonus o di altre formule di detrazione, il contribuente dovrà restituire gli importi.

Il datore di lavoro dovrà tenere presente quindi sia trattamenti integrativi che eventuali altre detrazioni che saranno riconosciute nel secondo semestre, oltre al bonus Irpef del primo semestre. Se si deve restituire il trattamento integrativo lo si può fare rateizzando il contributo (massimo 8 rate), mentre se va riconsegnato il bonus si dovrà farlo in un’unica soluzione.

Nuovi codici tributo e Bonus Renzi

I cambiamenti apportati per quanto riguarda il bonus Renzi non finiscono qui, l’Agenzia delle Entrate ha infatti modificato i codici tributo relativi ai versamenti per i sostituti d’imposta. Come riportato nella risoluzione n. 35/E del giugno 2020, chi ha diritto al recupero dei versamenti effettuati per il trattamento integrativo dovrà indicare nella Dichiarazione dei Sostituti d’Imposta e degli Intermediari (Modello 770) i seguenti codici tributo:

  • 1701 Credito maturato dai sostituti d’imposta per l’erogazione del trattamento integrativo
  • 170E Credito maturato dai sostituti d’imposta per l’erogazione del trattamento integrativo

Altri codici tributo utili alla compilazione dei modelli F24 relativi al bonus Renzi sono:

  • 1066 Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno
  • 4934 Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, maturate in Valle d’Aosta e versate fuori dalla regione stessa
  • 4935 Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, versate nella regione Valle d’Aosta e maturate fuori dalla regione stessa

I codici sono validi anche per i contribuenti che hanno diritto al trattamento in detrazione ma che sono dipendenti di un soggetto che non è sostituto di imposta. Questi lavoratori possono richiedere il bonus compilando la propria dichiarazione dei redditi seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle entrate.

Nelle circolari dell’Agenzia si trovano anche tutte le informazioni per inserire correttamente le somme a credito e quelle a debito, anche nei casi di restituzione del bonus Renzi 2020 e di accredito della nuova detrazione Irpef.

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