Bonus matrimonio Sicilia: come ottenere il contributo a fondo perduto per gli sposi 

Sposarsi nel 2020 è ancora una possibilità da realizzare, pur nel rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie e del distanziamento legate all’emergenza coronavirus. In alcune Regioni è previsto anche un contributo economico per le nozze, come per esempio il bonus matrimonio Sicilia. Ecco in cosa consiste, a quanto ammonta e come funziona la sua erogazione agli sposi. 

Bonus matrimonio Sicilia: come ottenere il contributo a fondo perduto per gli sposi 

I matrimoni sono state tra le celebrazioni costrette a un pausa obbligatoria a causa dell’emergenza covid-19: in seguito alla fine del lockdown e all’applicazione di feree regole sanitarie e al rispetto del distanziamento sociale, le nozze sono pian piano ripartite, e con esse un business che fattura ogni anno tantissimi soldi. 

Sebbene non esista un sostegno economico per gli sposi a livello nazionale, in alcune Regioni sono stati introdotti dei contributi che permetteranno agli sposi di ricevere un supporto per realizzare il loro sogno d’amore, in particolar modo in un periodo così difficile dal punto di vista lavorativo. 

Il bonus matrimonio Sicilia rientra fra i contributi destinati a chi deciderà di sposarsi sull’isola e fa parte di un progetto più ampio, mirante alla ripresa del turismo e dell’economia in toto. Il piano, che è stato perfezionato in seguito all’appprovazione della legge di stabilità regionale, prevede un primo finanziamento da 278 milioni di euro, dei quali 3 saranno destinati proprio al bonus matrimonio

Vediamo di seguito come funzionerà il bonus matrimonio Sicilia, quali sono le sue caratteristiche, a quanto ammonta il beneficio economico e qual è la procedura da mettere in pratica per riceverlo. 

Come funziona il bonus matrimonio Sicilia

Organizzare un matrimonio costa, soprattutto se si vogliono rispettare certe tradizioni e non si vuole disattendere l’idea che i genitori hanno in mente: tra fiori, allestimenti, confetti, bomboniere, sala ricevimenti e costo della band, non sempre si riesce a mettere da parte tutto quello che serve sul poprio conto corrente

Per questo motivo, il bonus matrimonio Sicilia rappresenta un contributo economico particolarmente apprezzato, soprattutto in una Regione nella quale il matrimonio è un evento irrinunciabile per molti, che merita una celebrazione di tutto rispetto. In più, la Sicilia è al primo posto anche in relazione all’aumento della domanda internazionale di location sull’isola in cui dirsi “il fatidico sì”. 

Il beneficio potrà essere richiesto sia per i riti religiosi sia per quelli civili, quindi potrà essere richiesto sia per i matrimoni sia per le unioni civili. Il bonus matrimonio Sicilia prevede incentivi fino 3.000 euro: per quanto riguarda i criteri e le modalità di esecuzione, saranno stabiliti con apposito decreto dagli assessori della Famiglia e dell’Economia. 

Antonio Scavole, assessore alla Famiglia, ha dichiatao a proposito del bonus: «Si tratta di una misura che mira anche ad attenuare gli effetti della crisi da Covid 19, basti pensare che, secondo i recenti dati Istat si stima che i matrimoni annullati in Italia per effetto dell’epidemia sono circa 70 mila. L’obiettivo è quello di dare un incentivo concreto ed immediato alle imprese del settore e a tutte le coppie di sposi».

I numeri dei matrimoni in Italia

Quella dei matrimoni è un’industria che riveste un’importanza strategica fondamentale, soprattutto nelle Regioni del Sud Italia: la Sicilia è la capolista di questo settore che durante il lockdown ha subito delle perdite di non poco conto. 

Più in generale, in Italia tra catering e banchetti, è stato registrato un fatturato annuo di 65,5 miliardi di euro: le persone occupate sono 569 mila, per abiti da sposa e per la cerimonia si arriva a spendere a livello nazionale fino a 600 milioni, 800 milioni per le bomboniere e anche per il servizio fotografico, al quale è impossibile dire di no. 

La lista si allunga ancor di più se vi si aggiungono il wedding planner, i fioristi, i musicisti, i parrucchieri e tutti quei soggetti che – durante uno dei giorni più importanti della propria vita – diventano fondamentali. Per rendere tutto perfetto, però, servono soldi. 

Il bonus matrimonio rappresenta dunque un’iniezione di fiducia nell’economia dell’isola, che dovrebbe portare a una ripresa celere del settore. Parla di numeri anche Gaetano Armao, assessore all’Economia, il quale ha dichiarato che «Si stima che il nostro contributo di 3,5 milioni di euro riuscirà a sviluppare un fatturato complessivo di circa 40, 50 milioni di euro fino alla durata della misura di sostegno e cioè fino al 31 luglio 2021.

Non va trascurato che la stima degli introiti che ne deriveranno per l’erario regionale è pari se non superiore alla somma stanziata dal governo Musumeci, oltre a considerare la riattivazione dell’indotto occupazionale legato alla realizzazione e svolgimento di questa tipologia di eventi».

Bonus matrimonio anche in Puglia e Sardegna

La Sicilia è la terza Regione a introdurre il bonus matrimonio: il beneficio economico per gli sposi era già stato introdotto nel 2020 in altre due Regioni, ovvero la Puglia e la Sardegna. La Puglia è stata la prima a muoversi in questa direzione. 

Il bonus matrimonio Puglia ammonta a 1.500 euro e il bando, pubblicato dalla Regione il 17 agosto, è valido per tutte le cerimonie celebrate tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2020, e potrà inoltre essere utilizzato in modo retroattivo. 

Per quanto riguarda, invece, la Sardegna il bonus matrimonio prevede un indennizzo di 4.000 euro e sarà valido per tutte le coppie che si spostano sull’isola entro il 31° dicembre 2020: tutte le spese legate al matrimonio, dall’affitto della sala agli abiti fino agli addobbi, potranno essere ammortizzati con l’utilizzo del bonus. In questo caso, sono state fissate alcune limitazioni, ovvero il fatto che il bonus sarà erogato fino a esaurimento fondi e che si darà priorità a chi ha presentato prima la domanda, ma anche a chi ha un ISEE più basso. 

I bonus sociali nel 2021

Le nuove coppie dovranno fare i conti per la prima volta con la gestione del bilancio familiare di due persone, che nel giro di poco tempo potrebbe crescere per l’arrivo di uno o più figli. Per questo motivo è bene essere preparati a proposito dei bonus sociali sulle bollette di luce, gas e acqua destinati alle famiglie con più basso reddito. 

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A partire dal 2021, tali agevolazioni saranno accessibili in modo automatico nel caso in cui si fosse in possesso dei requisiti richiesti. Stefano Besseghini, presidente di ARERA, ha annunciato infatti che «Nel DL Fisco approvato lo scorso 17 dicembre, che vedrà l’applicazione tra qualche mese, il 1° gennaio 2021 c’è una rivoluzione copernicana, per uno strumento al quale purtroppo oggi accede soltanto il 35% degli aventi diritto».

Ha poi aggiunto che «Con il provvedimento è infatti diventato legge l’automatismo del bonus sociale elettricità, gas e idrico in bolletta che l’Autorità aveva richiesto nella segnalazione inviata a Parlamento e Governo. Grazie all’interazione fra le banche dati dell’Inps e le banche dati di energia, gas e acqua, non sarà più necessario per le famiglie, richiedere formalmente il bonus al quale hanno diritto».

Rendere i bonus sociali automatici significa garantire la loro erogazione a ben 2 milioni e mezzo di famiglie che si trovano in condizioni di disagio economico, ma significa anche accelerare la burocrazia, senza gravare sul Bilancio dello Stato. 

Come funziona il bonus sociale

Il bonus sociale consiste nell’applicazione di uno sconto diretto sulla bolletta di luce, gas e acqua, che è valido per tutti i clienti domestici intestatari di una fornitura che abbiano:

  • un nucleo familiare con ISEE inferiore a 8.265 euro;
  • un nucleo familiare con almeno 4 figli a carico e ISEE inferiore a 20.000 euro;
  • un nucleo familiare titolare di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza.

In merito all’ammontare del bonus, la cifra dipende dal numero dei componenti del nucleo familiare. Per il 2020 corrisponde a:

  • 125 euro per famiglie con 1-2 componenti;
  • 148 euro per famiglie con 3-4 componenti;
  • 173 euro per famiglie con più di 4 componenti. 

Il bonus non viene erogato in un’unica soluzione, ma è distribuito nelle bollette relative ai consumi dei 12 mesi sussessivi a quello in cui è stato presentata la domanda. Oltre alla possibilità di ricevere il bonus sociale, una chance ulteriore per i neosposi di risparmiare sulle bolllette di luce e gas, consiste nel passare al mercato libero.

Basterà utilizzare il comparatore di tariffe luce e gas di SOStariffe.it per riuscire a individuare la soluzioni più conveniente e con la quale ottimizzare le proprie risorse economiche, probabilmente un po’ a secco per le nozze.  

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