Bonus elettrodomestici senza ristrutturazione: è possibile?

L'agevolazione riconfermata dal Governo Conte con la Legge di Bilancio 2020 prevede una detrazione IRPEF del 50% delle spese per nuovi elettrodomestici e mobili. Ecco come funziona il bonus e alcune risposte ai principali dubbi su questo incentivo

Bonus elettrodomestici senza ristrutturazione: è possibile?

Su lavatrici, frigoriferi e altri grandi elettrodomestici si trovano delle etichette che indicano in dettaglio i dati su consumo energetico, classe di efficienza certificata e dettagli tecnici dei prodotti.

Scegliere un elettrodomestico di fascia A+ o superiore comporta dei costi maggiori in fase d’acquisto, ma questa spesa è poi compensata in breve tempo dai risparmi energetici e in bolletta che questi prodotti garantiscono.

Quanto si può risparmiare con elettrodomestici di classe A+++

Sul sito dell’Enea, l’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica, sono disponibili delle tabelle comparative che consentono ai cittadini di farsi un’idea più concreta dei risparmi possibili.

L’esempio riportato sulla pagina dell’ente mostra quali sono i consumi annui in kWh e una stima della spesa per l’uso di una lavatrice con una capacità di carico di 6 Kg. Con un apparecchio di classe D si posso spendere più di 62 euro in 12 mesi di energia elettrica per fare il bucato, in termini di energia si stima un consumo di 290 kWh.

Se invece si acquista una una lavatrice con le stesse caratteristiche di carico ma di classe A+++ il costo annuale per l’energia scende a 28 euro e il consumo energetico può arrivare ad essere inferiore ai 154 kWh.

Questo è solo uno dei possibili risparmi sulle bollette, si devono poi considerare i costi per l’acqua necessaria, per esempio. Lo stesso discorso si può fare anche per gli altri grandi elettrodomestici di casa.

La spesa per acquistare una nuova lavatrice classe A+++ può facilmente superare i 300 euro per un modello da 6 Kg, se si valutano poi i prodotti con carico fino a 8 Kg il costo raddoppia. I modelli con capacità di 16 Kg delle migliori marche possono costare anche quasi 2000 mila euro.

Bonus mobili ed elettrodomestici, come funziona

I cittadini quindi per cambiare i propri elettrodomestici e scegliere dei modelli più ecologici e che provocano un minor impatto sull’ambiente possono arrivare a spendere anche cifre considerevoli. Per incentivare il passaggio da vecchi prodotti più inquinanti e che consumano maggiori quantità di energia è stato introdotto il bonus mobili.

Questa agevolazione consiste in una detrazione IRPEF del 50% per le spese per mobili e grandi elettrodomestici. Nella Legge di Bilancio 2020 è indicata come spesa massima la somma di 10 mila euro, questo importo si riferisce alla singola unità immobiliare.

I cittadini però dovranno rispettare alcune condizioni precise: gli elettrodomestici dovranno essere delle classi energetiche dall’A+ in su, i pagamenti dovranno essere effettuati con sistemi tracciabili, l’incentivo dovrà essere collegato a dei lavori di ristrutturazione.

Bonus elettrodomestici e ristrutturazioni, quali obblighi vanno rispettati

La norma prevede che questo contributo possa essere richiesto però solo da coloro che effettuino dei lavori di ristrutturazione edilizia dell’abitazione. Si può richiedere il bonus mobili sia per acquisti fatti nel 2019 che per quelli del 2020.

Per il 2019 hanno diritto al contributo coloro che hanno compiuto opere di ristrutturazione a partire dal 1° Gennaio 2018. Per chi invece ha avviato i lavori di casa dopo il 1° Gennaio 2019 sarà possibile ottenere il bonus 2020. La data di acquisto dei prodotti inoltre deve essere successiva a quella di inizio delle ristrutturazioni.

Attenzione perché nel Decreto 160 del 2019 viene specificato con chiarezza che il bonus mobili 2020 potrà essere riconosciuto solo al contribuente che ristrutturi l’immobile. In concreto questo significa che se le spese dei lavori sono pagate da un componente della famiglia e quelle per gli elettrodomestici sono a carico di un altro familiare il bonus non spetterà a nessuno dei due, neanche se marito e moglie.

Per avere la detrazione del 50% si dovranno indicare nel prossimo 730 o nelle dichiarazioni dei redditi. Le detrazione potrà essere chiesta sia se le ristrutturazioni interessano solo delle singole abitazioni che se riguardano spazi condominiali o dell’intero stabile.

Nel caso dei condomini ci sono delle eventualità particolari, se gli interventi ad esempio riguardano la guardiola o l’appartamento del portieri i condomini avranno diritto al bonus. C’è però una condizione vincolante: gli elettrodomestici o i mobili devono essere acquistati per questi spazi del condominio e non per la propria abitazione.

Ecco chi può beneficiare di questa detrazione

Secondo quanto disposto dalla Legge di Bilancio e riportato nel documento dell’Agenzia delle entrate gli interventi che sono riconosciuti come idonei ad aver il bonus sono:

  • ristrutturazione edilizia di appartamenti
  • lavori di manutenzione straordinaria
  • restauri
  • ripristino di immobili danneggiati da calamità
  • risanamento e ristrutturazione edilizia di interi fabbricati
  • per le parti comuni dei condomini sono validi anche interventi di manutenzione ordinaria

Per i lavori compiuti da cooperative edilizie, da imprese di costruzione o immobiliari potrà essere presentata la domanda per il bonus se vengono venduti gli immobili entro 18 mesi dal termine dei lavori.

Il bonus sarà valido anche per gli interventi di manutenzione straordinaria che puntano ad aumentare l’efficienza energetica delle abitazioni. Rientrano nei lavori compatibili con la richiesta poi del bonus elettrodomestici l’installazione di impianti come stufe a pellet o generatori di calore e di impianti di climatizzazione invernali o estiva con pompe di calore. Anche la sostituzione delle caldaia è considerato un’opera di ristrutturazione straordinaria.

Non si avrà diritto al bonus se si compiono lavori di manutenzione ordinaria che riguardano singole abitazioni o se si costruiscono o ristrutturano box auto o se si implementano i sistemi antifurto.

Quando si riceverà il bonus e quali documenti servono

La detrazione del 50% IRPEF sarà riconosciuta in 10 rate annuali come sconto fiscale sulle imposte degli anni successivi. Lo sconto va calcolato rispetto alla cifra di 10 mila euro imposta come importo massimo.

Per ottenere lo sconto fiscale si dovranno fornire dei documenti che certifichino l’avvio dei lavori. Si considerano documenti validi: la comunicazione all’ASL o attestativi di abilitazioni ricevute dal comune o dagli uffici competenti.

Nei casi in cui non sarà necessario avere specifiche autorizzazioni da enti o uffici sarà sufficiente un atto di notorietà, un’autocertificazione. Nella provincia di Bolzano la comunicazione preventiva va inviata solo all’Ispettorato del Lavoro.

Cosa si potrà acquistare per avere l’agevolazione

Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio:

  • apparecchi per la cottura
  • apparecchi elettrici di riscaldamento
  • apparecchi per il condizionamento
  • asciugatrici
  • congelatori
  • forni a microonde
  • frigoriferi
  • lavatrici
  • lavasciuga
  • lavastoviglie
  • piastre riscaldanti elettriche
  • radiatori elettrici
  • stufe elettriche
  • ventilatori elettrici

Qualsiasi sia l’elettrodomestico acquistato per avere il bonus dovrà essere almeno di classe A+.

Rientrano nelle spese detraibili anche gli acquisti di letti, armadi, cassettiere, librerie,
scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione. Non sono invece compatibili le spese per pavimentazioni o tendaggi.

Come pagare gli acquisti collegati all’incentivo

Nelle disposizioni per poter richiedere il bonus elettrodomestici 2020 l’Agenzia nella sua documentazione informativa specifica anche quali sono i metodi di pagamento riconosciuti come validi ai fine della detrazione.

L’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici dovrà essere effettuato con carte di debito o di credito o con bonifici. I pagamenti fatti con assegni, contanti o altri metodi non saranno ritenuti compatibili con le domande di bonus. Il bonifico potrà essere effettuato come pagamento ordinario, non sarà obbligatorio fare il bonifico con ritenuta predisposto per le spese di ristrutturazione.

La detrazione del bonus elettrodomestici potrà essere richiesta anche per gli acquisti di prodotto fatti con finanziamenti a rate. Per poter ottenere però lo sconto fiscale sarà necessario che la società finanziaria provveda al saldo dell’importo con le modalità di pagamento descritte in precedenza: bonifico o carte.

La documentazione di acquisto dei mobili e degli elettrodomestici dovrà essere inoltre conservata. Ecco l’elenco preciso delle ricevute che potrebbero essere richieste come prova d’acquisto:

  • ricevuta del bonifico
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti
    con carta di credito o di debito)
  • prova di addebito sul conto corrente
  • fatture d’acquisto di beni con informazioni sulla qualità dei prodotti e la quantità dei beni e dei servizi

I bonus per accrescere il risparmio energetico

Se si richiede il bonus mobili 2020 non sarà possibile fare richiesta anche della detrazione al 65% per risparmio energetico, si tratta di un altro incentivo proposto dallo Stato per chi installa pannelli solari, sostituisce gli impianti di riscaldamento o di climatizzazione obsoleti o effettuata lavori per rendere più energeticamente efficiente l’abitazione.

Se si vogliono conoscere i costi e le condizioni per installare e attivare i migliori impianti fotovoltaici per la propria abitazione è possibile utilizzare il comparatore di SosTariffe.it. Lo strumento fornirà su richiesta un preventivo della spesa e gli esperti dell’azienda forniranno una consulenza gratuita agli interessati.

Gli impianti fotovoltaici permettono un risparmio in bolletta anche del 90% delle spese. Anche se i costi iniziali per l’acquisto e l’installazione dei componenti sono piuttosto elevati si potrà poi contare su diversi vantaggi economici, ad esempio:

  • detrazioni fiscali fino al 65% con i bonus statali
  • possibilità di rateizzare la spesa iniziale
  • indipendenza da fornitori e possibilità di vendita dell’energia prodotta in eccesso
  • aumento della classe energetica dell’immobile e quindi del suo valore sul mercato dell’abitazione o del condominio

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