Bonus Benzina: ancora disponibile a maggio 2022? Ecco come ottenerlo

Il decreto tagliaprezzi ha portato all’introduzione di una serie di novità per fronteggiare l’aumento del carburante e i rincari di luce e gas: vi rientra anche il bonus benzina 2022. Vediamo di seguito come funziona, a chi spetta (tra dipendenti e pensionati), chi lo paga e come si richiede.

Bonus Benzina: ancora disponibile a maggio 2022? Ecco come ottenerlo

Il bonus benzina 2022 è un buono ceduto a titolo gratuito dalle aziende private ai lavoratori dipendenti, fino a un massimo di 200 euro a lavoratore: tale cifra non concorre alla formazione del reddito, dunque è esente da tassazione. 

La misura, dunque, si rivolge ai lavoratori dipendenti di aziende private, per i quali erano già previsti i cosiddetti “fringe benefits”, fino a 258,23 euro all’anno. Tale cifra era stata già raddoppiata nel 2020 e nel 2021, come misura di sostegno durante la pandemia. 

Il nuovo decreto ha portato allo stanziamento di ulteriori:

  • 9,9 milioni di euro per il 2022;
  • 0,9 milioni di euro per il 2023. 

Buono benzina 2022: come si richiede?

Il buono benzina non dovrà essere richiesto: dato che spetta soltanto ai lavoratori dipendenti delle aziende private, dovranno essere queste ultime a decidere se e in che misura stanziare il buono carburante ai propri dipendenti. 

Il buono carburante non prevede, dunque, la presentazione di alcuna domanda: ai sensi dell’art 51 comma 3 del TUIR, è esente dalla imposte sui redditi da lavoro dipendente e, al contempo, non concorre alla formazione del tetto massimo previsto per i fringe benefits. 

In merito al bilancio aziendale, tale costo fa parte degli oneri deducibili a norma dell’art 95 del TUIR, anche se questo punto non è stato specificato. La norma ha infatti lasciato alcuni dubbi applicativi derivanti da un testo per certi aspetti poco tecnico. 

Buono benzina: a chi spetta e a chi no

I lavoratori che potrebbero potenzialmente ricevere il bonus benzina sono tutti i lavoratori dipendenti, fra i quali rientrano: 

  • i lavoratori subordinati;
  • i lavoratori somministrati;
  • gli apprendisti. 

Vengono anche assimilati ai lavoratori dipendenti i collaboratori coordinati e continuativi, gli amministratori non iscritti ad albi professionali e i soci di cooperative.

Applicando un’interpretazione letterale al testo del decreto, in cui si parla di aziende private e non di datore di lavoro, si possono escludere tutti quei datori di lavoro che la legge non considera aziende. 

Si tratta di:

  • datori del settore pubblico non economico;
  • lavoratori autonomi;
  • studi associati;
  • cooperative e consorzi.

In aggiunta, nulla vieta alle aziende private di poter offrire in omaggio i buoni benzina ai propri clienti (e di dedurli poi come spese di rappresentanza), i quali potranno a loro volta cederli ai propri dipendenti, ai sensi del DL 21/2022.

Buoni luce e gas 2022

Tra le misure introdotte dal Governo per combattere il caro prezzi delle materie prime (energia elettrica e gas naturale) ci sono anche i bonus sociali luce e gas, che hanno subito alcune modifiche nel tempo. 

In particolare, le novità sul bonus luce e gas sono relative ai requisiti ISEE che si devono rispettare per poter richiedere il contributo: l tetto massimo ISEE è stato infatti alzato a 12.000 euro (prima erano 8.265 euro). 

Le categorie che possono avere accesso ai bonus sociali oggi sono, pertanto, le seguenti:

  • nuclei familiari che hanno un ISEE fino a 12.000 euro;
  • nuclei familiari con più di 4 figli (famiglie numerose) che hanno un ISEE non superiore a 20.000 euro;
  • chi percepisce il reddito o la pensione di cittadinanza. 

Esiste poi un bonus energia che si rivolge agli utenti che hanno patologie gravi e che, per questo motivo, sono costretti a utilizzare tutto il giorno apparecchiature di tipo elettromedicale. Questo bonus elettrico, essendo legato a condizioni di salute, non necessita dell’ISEE per poter essere ricevuto.  

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Il bonus luce e gas 2022 non dovrà essere richiesto: sarà sufficiente presentare la DSU (tramite il sito dell’INPS, il proprio Comune o l’INPS), in modo tale da certificare di essere in possesso dei requisiti fissati dalla legge per poter accedere al bonus. 

Il contributo previsto dalla legge si riceverà direttamente sotto forma di sconto diretto in bolletta: ci sarà un’apposita voce con la quale si potrà vedere quanto si è riusciti a risparmiare grazie all’incentivo statale. 

Qualora il proprio nucleo familiare abbia una fornitura centralizzata, quindi di tipo condominiale, si riceverà il bonus gas con un bonifico domiciliato, il quale sarà intestato alla persona che ha presentato la DSU e potrà essere ritirato presso qualsiasi sportello di Poste italiane (nel rispetto di modalità e tempistiche che saranno comunicate ai diretti interessati). 

Tra i casi eccezionali, si annoverano:

  • quello in cui un cliente chiuda l’utenza o effettui una voltura a un altro utente: in questa evenienza, il bonus sarà erogato in un’unica soluzione;
  • il caso di cambio contratto o fornitore, che è una procedura libera e gratuita, in cui il bonus continuerà a essere ricevuto senza interruzioni. 

Risparmia sul gas »

Rateizzazione dei pagamenti di luce e gas

Un’ulteriore misura messa in campo dal Governo è, poi, la possibilità di pagare le bollette di luce e gas in 10 rate: si tratta di una possibilità che è stata introdotta per sostenere le famiglie che hanno più difficoltà economiche.

Le modalità di realizzazione fissate da ARERA sono le seguenti:

  • pagamento della prima rata pari alla metà del costo della fattura da rateizzare;
  • pagamento della seconda metà in rate da almeno 50 euro, fino a un massimo di 10 rate. 

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Nell’ipotesi in cui l’importo dovesse essere inferiore a 50 euro, si potrà completare il pagamento in meno rate, che non dovranno mai essere meno di due, per far sì che gli importi delle singole rate siano sempre pari o superiori a 50 euro. 

Chi volesse richiedere la rateizzazione delle bollette, per la quale non sarà previsto alcun interesse, ci si dovrà rivolgere al proprio fornitore. Ricordiamo, infine, che alla rateizzazione delle bollette e ai bonus sociali luce e gas, si aggiungono:

  • l’annullamento momentaneo dei costi relativi agli oneri di sistema;
  • la riduzione dell’IVA del gas al 5%. 

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Offerte luce e gas per risparmiare con il mercato libero

Nell’ipotesi in cui non si dovesse rientrare nei requisiti relativi ai bonus sociali luce e gas, si avrà comunque la possibilità di risparmiare attivando una delle offerte del mercato libero dell’energia e del gas naturale. 

Il passaggio al mercato libero:

  • non prevede alcun costo, ma è una procedura che permette di lasciare il mercato tutelato e risparmiare senza particolari preoccupazioni in termini burocratici ed economici;
  • avverrà senza che si verifichino interruzioni della fornitura o la sostituzione del contatore. 

Per valutare le promozioni più convenienti del momento, si consiglia di effettuare una simulazione con il comparatore di SOStariffe.it, il quale permette di inserire i propri dati reali di consumo, oppure di indicare parametri specifici relativi:

  • alla grandezza della propria abitazione;
  • alla composizione del nucleo familiare;
  • agli utilizzi principali che si fanno del gas in casa e da quali elettrodomestici derivano principalmente i consumi di luce. 

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Un ottimo suggerimento nell’analisi delle offerte consiste non solo nel confrontare il prezzo di vendita di luce e gas, quindi quanto si potrà risparmiare in un anno rispetto al mercato tutelato, ma anche di valutare altri parametri. 

In particolare, si suggeriscono:

  • le promozioni a prezzo variabile, che oggi rappresenta una delle migliori soluzioni per risparmiare;
  • le tariffe Dual Fuel, ovvero la sottoscrizione di un’offerta luce e gas con lo stesso fornitore, la quale permetterà di ottenere risparmi non solo dal punto di vista economico, ma anche pratico;
  • le offerte combinate: ci sono promozioni che prevedono degli sconti nel caso di attivazione di un’offerta Internet casa (un esempio è la partnership tra Plenitude e Fastweb). 

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