Bonus baby sitter per Coronavirus e libretto famiglia 2020: come funziona e richiederlo

La scuola non riaprirà che a settembre e milioni di famiglie si devono preparare ad affrontare la Fase 2 decidendo se tornare a lavoro e assumere una baby sitter o chiedere il congedo parentale per accudire i figli. Il Governo ha attivato queste due misure durante questa prima fase di emergenza, ecco come funziona il bonus baby sitter e come richiederlo

Come funziona il bonus baby sitter e come richiederlo

Si avvicina il momento della riapertura, o meglio dell’allentamento delle restrizioni. I dati degli ultimi giorni fanno sperare che il 4 Maggio inizi realmente la Fase 2 e si possa dare avvio ad un lento e prudente ritorno verso la normalità. Saranno mantenuti il distanziamento sociale, l’uso dei dispositivi di protezione individuale e anche lo smart working laddove possibile.

La scuola però non riaprirà prima di Settembre, sembra sempre più probabile che anche per gli esami di quest’anno dovranno essere adottate delle misure straordinarie vista l’emergenza coronavirus. Per le famiglie e i lavoratori questa notizia ha fatto scattare un campanello d’allarme.

Se la Fase 2 comincerà ma i figli non potranno tornare in aula come sarà possibile riprendere i lavori fuori casa? La domanda è quella che si stanno ponendo e che hanno rivolto milioni di italiani al Governo. Lo Stato già in questa prima fase di pandemia ha attivato delle apposite misure rivolte ai nuclei familiari in cui sono presenti minori di 12 anni: congedo parentale e bonus baby sitter. Nel nuovo periodo di crisi questi aiuti saranno rinnovati? Ecco cosa sappiamo ad oggi sul bonus baby sitter e come si può richiedere all’INPS questo contributo legato al Covid-19.

Cos’è il bonus baby sitter

Questo contributo non è interamente una novità, già prima di questa emergenza sanitaria alcune categorie di cittadini potevano ricevere un aiuto economico dallo Stato per le spese necessarie per accudire i figli minori mentre si era a lavoro. Il bonus baby sitter è stato però esteso a nuovi gruppi di lavoratori data la straordinaria condizione imposta dal Covid-19 e dalla chiusura delle scuole.

Il 4 Marzo, quindi ancora prima che il lockdown delle attività fermasse quasi tutta Italia, il Governo ha infatti imposto di passare alla didattica a distanza. In quella data sono stati chiusi gli istituti di tutti i gradi e gli ordini per evitare assembramenti fonti di potenziali nuovi focolai.  Si è posto già in quella prima fase il problema per molte famiglie di come gestire questa situazione e l’improvvisa presenza dei minori in casa durante le ore di lavoro.

Il bonus baby sitter è stata una delle soluzione, insieme al congedo parentale. Ecco quali sono le categorie di lavoratori che ad oggi possono accedere al contributo:

  • dipendenti del settore sanitario (sia di strutture pubbliche che private accreditate)
  • lavoratori del settore sicurezza e difesa
  • coloro che si occupano del soccorso pubblico durante l’emergenza sanitaria
  • lavoratori di imprese private
  • liberi professionisti regolarmente iscritti alle Casse e Gestioni separate

Il primo gruppo di lavoratori che sono impegnati nel settore sanitario, del soccorso e della sicurezza della crisi il limite massimo del contributo è di 1000 euro. Per gli altri invece l’aiuto economico per pagare la baby sitter è al massimo di 600 euro.

Quante famiglie ritengono il bonus adeguato

Questa cifra ha suscitato polemiche, soprattutto visto che la prospettiva è quella di una chiusura della scuola fino a Settembre. Yoopies, una società che si occupa di assistenza all’infanzia, ha chiesto ad una community di famiglie di rispondere ad alcune domande sulla Fase 2, sul bonus baby sitter e su come conciliare la ripresa del lavoro e l’accudimento dei figli.

Da questa ricerca è emerso che dal 4 Maggio, tra le famiglie prese in esame, il 53%  dei genitori sarà costretto a rientrare in azienda o comunque sul posto di lavoro. Solo nel 47% dei casi almeno uno dei due genitori avrà la possibilità di continuare lo smart working o di proseguire la sospensione dell’impiego.

Tra coloro che saranno costretti a riorganizzarsi per la ripresa delle attività il 50% ha deciso di ricorrere ad una baby sitter, il 30% chiede il supporto di amici o parenti e il 20% sta invece cercando una soluzione. Dalla ricerca di Yoopies è emerso che almeno il 48% degli intervistati ha già richiesto o intende richiedere il bonus baby sitting riservato all’emergenza Covid-19.

Ci sono però molte lamentele sulla cifra destinata a questo contributo, quasi tutti infatti valutano insufficiente l’importo per coprire le esigenze legate all’emergenza.

Come si richiede il contributo INPS per il baby sitting

Le istruzioni su come richiedere l’aiuto economico per il baby sitting sono riportate sul sito dell’istituto di Previdenza Sociale (INPS) che è anche l’ente che erogherà il contributo. L’INPS d’altra parte è anche in condizioni normali l’istituto che si occupa di questo aiuto per i lavoratori e le famiglie in difficoltà.

Per presentare la domanda si dovrà essere in possesso di almeno una di queste chiavi d’accesso digitali:

  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE)
  • Carta nazionale dei servizi (CNS)
  • PIN INPS
  • SPID di livello 2 o superiore;

Il PIN dell’INPS può essere richiesto con una procedura semplificata che vi permetterà di riceverlo via mail o tramite un sms sul numero di cellulare fornito. Per avere il codice in modo ancora più rapido vi potete rivolgere al Contact Center, i numeri da contattare sono l’803.164 (da fisso) oppure lo 06.164.164 (da cellulare). Il numero per chi chiami da fisso è un contatto gratuito, il costo delle chiamate al numero per i contatti da cellulare dipenderà dal piano tariffario degli utenti.

Cos’è il Libretto Famiglia e a cosa serve

Il Bonus baby sitter non viene accreditato sui conti correnti dei richiedenti. Nella descrizione di questa misura viene chiarito che l’indennità sarà accreditata sul Libretto di famiglia che potrà essere utilizzato solo per il pagamento di servizio di baby sitting.

Il libretto famiglia è uno strumento che trasformerà la somma erogata in voucher con cui si potrà versare il dovuto alla tata assunta per badare ai figli minori di 12 anni o disabili. Per accedere a questa sorta di salvadanaio gli utenti dovranno avere il PIN dell’INPS (si richiedere come spiegato prima). La domanda per il contributo potrà essere presentata:

  • tramite il sito dell’INPS clicca sull’apposita voce in home page
  • contattando il centralino ai numeri verdi indicati in precedenza
  • con il supporto dei Patronati

Ogni famiglia potrà presentare un’unica domanda per figlio e dovrà indicare:

  • dati anagrafici del genitore
  • dati del minore
  • categoria lavorativa di appartenenza

Il bonus può essere richiesto anche per chi ha figli disabili, in questo caso non si terrà conto dell’età del soggetto. Per richiedere il contributo in questo caso oltre ai dati in autocertificazione si dovrà anche allegare una documentazione aggiuntiva che attesti la frequentazione da parte del figlio disabile di un centro diurno di assistenza oppure il certificato di frequenza scolastica. Va segnalata anche la disabilità del soggetto.

Baby sitting: come sarà erogato il bonus

Il procedimento per inoltrare le richieste del voucher e l’erogazione del bonus sono descritti in modo preciso dall’INPS. Una volta ottenuto il PIN semplificato dovrete richiedere che venga convertito in PIN dispositivo, per farlo chiamate il Contact center ai numeri indicati.

Per poter procedere all’erogazione dovrete accertarvi che anche la baby sitter selezionata sia regolarmente iscritta all’INPS e si sia registrata sul portale. Solo in questo modo sarà infatti possibile procedere all’operazione e l’INPS potrà erogare i voucher del contributo.

Per proseguire nella richiesta dovrete accedere alla pagina Prestazioni occasionali dove troverete la voce Libretto Famiglia. Cliccando su questa opzione vi sarà richiesto il PIN. Dal momento della richiesta, e dell’accettazione, si avranno 15 giorni per ritirare il bonus. Il voucher sarà valido solo per acquistare servizi di baby sitting.

Per questo strumento l’INPS specifica che colui che utilizzerà il bonus dovrà indicare come Bonus Covid-19 il pagamento della prestazione e nella domanda dovrà essere riportato alla voce tipologia di attività la dicitura “Acquisto di servizi di baby-sitting (DL 18/2020 – Misure COVID 19)”.

In pratica l’INPS vi permetterà di generare un buono che poi potrete usare per pagare la baby sitter. Le istruzioni precise su come appropriarvi del voucher ed effettuare i pagamenti per le prestazioni della collaboratrici vi saranno inviate tramite mail ordinaria, pec o sms.

Il pagamento delle tate dovrà avvenire al massimo entro la metà del mese successivo a quello in cui è stata erogata la prestazione. Sono stati posti anche dei precisi termini minimi per le retribuzioni orarie delle baby sitter, si va da 10 euro l’ora in su e per multipli di 10.

Non cumulabile con congedo

Sulla validità di questa misura si sta discutendo molto, da direttive dovrebbe essere un contributo valido fino al termine della sospensione scolastica. Ad oggi però non è ancora chiaro quali siano i fondi a disposizione per coprire questa misura di supporto.

Questo contributo inoltre non è cumulabile al congedo parentale e non possono essere richieste entrambe le misure nello stesso mese.  Questo provvedimento che consente di aver accesso ad un periodo di congedo di 15 giorni al mese e di vedersi riconosciuto il 50% della retribuzione. Possono accedere a questo contributo chi abbia figli con meno di 12 anni e in questo periodo di emergenza decida di restare a casa con i minori.

 

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