Bonus baby sitter e congedo parentale straordinario INPS 2020: a chi spettano e come ottenerli

Per l’emergenza coronavirus sono state stabilite delle misure straordinarie per sostenere le famiglie con figli minorenni. Data la chiusura delle scuole è stato concesso uno speciale bonus baby sitter ai genitori che lavorano nelle attività indispensabili e per coloro che sono impiegati nel settore sanitario. Sono stati anche stati istituiti degli appositi congedi parentali data la sospensione delle attività di nidi, asili e scuole

Bonus baby sitter e congedo parentale Covid-19

L’emergenza sanitaria continua a tenere il Paese in uno stato di instabilità e non si sa quando e come sarà possibile tornare ad una pseudo normalità. Nel frattempo però milioni di famiglie si trovano nella condizione di dover fronteggiare i problemi legati al Covid-19, sia a livello economico e sanitario, sia logistico e pratico.

Per quei genitori lavoratori delle filiere indispensabili e che abbiano dei figli minorenni si è posto il problema di come potersi occupare di loro durante l’orario scolastico. Per i lavori del settore privato e pubblico è sorta la stessa questione. In questa guida vedremo a chi spettano i bonus baby sitter e chi ha diritto ai congedi parentali per Covid-19 e come possono essere richiesti all’INPS.

Come funzionano i congedi Covid-19

Sono denominati congedi Covi-19, si tratta di strumenti che il Governo ha adottato per permettere ai genitori con figli minori di 12 anni di far fronte alla chiusura straordinaria delle scuole. Il Decreto del presidente del Consigli dei ministri del 4 Marzo 2020 ha infatti ufficializzato la sospensione delle attività in aula e ha inaugurato il lungo periodo di didattica a distanza, che non è ancora chiaro quando avrà termine.

 

Per quanto riguarda il congedo parentale viene concesso data la situazione d’emergenza e con provvedimenti straordinari a:

  • lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335
  • genitori-lavoratori dipendenti del settore privato
  • lavoratori autonomi iscritti all’INPS
  • lavoratori dipendenti del settore pubblico

Come si legge nella nota dell’INPS viene offerto questo mezzo per aiutare le famiglie con minori di 12 anni a fronteggiare l’emergenza Covid-19. Nel Decreto Cura Italia all’art.24 è stato previsto un incremento dei giorni retribuiti (sono 15 consecutivi o presi in diverse tranche) e vengono descritte le condizioni per poter usufruire di questo strumento.

Come si richiede il congedo e chi ne ha diritto

Il congedo può essere richiesto da un solo genitore per volta e non sarà concesso se in famiglia c’è già attivo un altro sostegno, come la cassa integrazione, né è previsto se uno dei genitori ha cessato l’attività di lavoro o è disoccupato.

La misura prevede un limite di età dei minori, 12 anni, questo vincolo viene meno se i figli sono disabili. Il limite di età in realtà è un discrimine per distinguere tra coloro che hanno diritto ad un’indennità e alla contribuzione figurativa e coloro che possono comunque richiedere il congedo ma senza questo ulteriore elemento. Il congedo è infatti disponibile, sempre per 15 giorni continuativi o frazionati, anche per coloro che hanno figli tra i 12 e i 16 anni. Come detto però per questi genitori il congedo non prevederà un’indennità o contribuzione.

Non si farà differenza nel riconoscere questo strumento di sostegno alle famiglie tra i genitori naturali e quelli adottivi o affidatari. Sarà riconosciuto il congedo anche a chi abbiano degli affidi temporanei di minori e ne faccia richiesta. Tutti i lavoratori che hanno diritto a questo strumento e che lo richiederanno non potranno essere licenziati.

A quanto ammonta l’indennità

Nel periodo di congedo parentale da Covid-19 il genitore-lavoratore percepirà un’indennità che sarà rapportata al suo stipendio o al reddito della categoria lavorativa a cui appartiene. Per alcune categorie di lavoratori viene anche riconosciuta anche una contribuzione figurativa.

L’importo dell’indennità dipende da diversi fattori ma in linea generale sarà riconosciuto il 50% della retribuzione per chi abbia figli con meno di 12 anni. Mentre per coloro che facciano richiesta per stare con i figli di età compresa tra 12 e 16 anni non sarà previsto questo contributo.

I limiti delle indennità per i congedi sono i seguenti, come riportato nella delibera dell’INPS:

  • dipendenti di aziende private, liberi professionisti iscritti alle Casse professionali e alle Gestioni speciali e coloro che sono iscritti alla Gestione separata dell’Inps (per queste categorie è posto un limite massimo di 600 euro)
  • lavoratori dipendenti del settore sanitario (sia pubblico che privato accreditato), i dipendenti del settore sicurezza, difesa e soccorso pubblico coinvolti nell’emergenza sanitaria (per questi lavoratori il limite massimo sale a 1000 euro)

Le somme saranno versate su conto corrente, carte con IBAN o tramite il metodo di pagamento indicato in fase di richiesta

Come inoltrare domanda all’INPS

Per inoltrare la richiesta dei congedi si dovrà avere il PIN ordinario o semplificato dell’INPS. Per chi non ne fosse ancora in possesso il codice può essere richiesto sul sito dell’Istituto di Previdenza sociale dal menu Assistenza sotto il quale troverete la voce Ottenere e gestire il PIN.

Per chi non abbia la possibilità di usare questo canale si può richiedere il PIN per le procedure chiamando il Contact center dell’INPS. I numeri da contattare sono l’803.164 da rete fissa o lo 06.164.164 da mobile.  Gli altri strumenti per accedere al portale INPS sono lo SPID con autorizzazione di 2° grado, la Carta Nazionale dei Servizi e il Carta di identità elettronica.

Il bonus baby sitter, chi ne beneficia

Per le famiglie con minori è poi previsto anche un altro supporto straordinario, un bonus baby sitter che possa aiutare i lavoratori del settore privato e i dipendenti sanitari o pubblici coinvolti nella gestione dell’emergenza Covid-19.

Ecco quali sono le categorie per cui è previsto il bonus baby sitting e quali sono i limiti di questa misura:

  • dipendenti di aziende private, liberi professionisti iscritti alle Casse professionali e alle Gestioni speciali e coloro che sono iscritti alla Gestione separata dell’Inps (per queste categorie è posto un limite massimo di 600 euro)
  • lavoratori dipendenti del settore sanitario (sia pubblico che privato accreditato), i dipendenti del settore sicurezza, difesa e soccorso pubblico coinvolti nell’emergenza sanitaria (per questi lavoratori il limite massimo sale a 1000 euro)

Come si richiede il contributo

Anche questo strumento passa per la gestione delle domande tramite i canali INPS. Per presentare la richiesta per ottenere il bonus baby sitter si dovrà accedere al portale della Previdenza. Per poter inoltrare la domanda si dovrà essere in possesso di una di queste chiavi d’accesso:

  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE)
  • Carta nazionale dei servizi (CNS)
  • PIN INPS
  • SPID di livello 2 o superiore;

Come per il congedo parentale, chi non avesse ancora il PIN ordinario dell’INPS o uno degli altri strumenti per accedere alle pagine personali del sito potrà fare richiesta sul sito dell’Istituto del PIN semplificato che vi sarà poi inviato tramite sms o mail. Oppure richiedere il codice tramite call center.

Cos’è il Libretto Famiglia e come ritirare il bonus

A differenza del congedo che vedrà l’indennità riconosciuta sui conti correnti dei contribuenti o nelle modalità specificate dagli utenti in fase di richiesta, il bonus baby sitter sarà rilasciato tramite il libretto di famiglia. Questo è una sorta di voucher con cui si potranno pagare le prestazioni della collaboratrice.

Gli utenti per accedere al libretto Famiglia dovranno avere il PIN dell’INPS. La domanda invece potrà essere presentata con le modalità già viste per il congedo, quindi:

  • tramite il sito clicca sull’apposita voce in home page
  • contattando il centralino ai numeri verdi indicati in precedenza
  • con il supporto dei Patronati

Nelle direttive dell’INPS viene indicato con precisione come nella domanda si dovrà indicare, oltre ai dati anagrafici del genitore e del minore, anche la categoria lavorativa di appartenenza. Si può presentare una sola domanda per minore e i limiti del bonus saranno fissati in base alle caratteristiche del nucleo familiare e in presenza di più richieste per la stessa famiglia gli importi massimi restano i 600/1000 euro (a seconda della categoria).

Sull’età dei minori per cui si può ricorrere a questo contributo i limiti sono gli stessi del congedo:

  • minori di 12 anni
  • nessun limite per disabili, ma in questo caso si dovrà allegare alla domanda un certificato di frequenza scolastica o di ospitalità presso il centro diurno assistenziale e segnalare la disabilità grave dell’utente

Come funziona il voucher per l’acquisto dei servizi baby sitting

Per poter poi accedere al bonus erogato su Libretto famiglia si dovrà provvedere a trasformare il PIN semplificato in PIN dispositivo. Se non ne siete in possesso o non sapete come trasformare il PIN contattate il Contact center dell’Istituto.

Per poter usufruire del bonus non sarà sufficiente che siate iscritti solo voi sul portare dell’INPS, anche il collaboratore (baby sitter) dovrà essersi registrato sulla piattaforma. Si dovrà poi accedere al menu Prestazioni occasionali e quindi al Libretto Famiglia con il PIN dispositivo.

Si avranno 15 giorni per ritirare il bonus per “l’acquisto dei servizi di baby-sitting”. Se non si procederà all’operazione di appropriazione telematica del voucher se ne perderà il diritto. Le istruzioni per questa fase vi saranno inviate tramite mail, pec o sms. Si dovrà poi procedere al pagamento del collaboratore entro la metà del mese successivo alle prestazioni ricevute. Il versamento del voucher potrà avvenire con accredito sul conto corrente, tramite bonifico o secondo le modalità di pagamento selezionate dal prestatore del servizio in fase di iscrizione.

Per usufruire del bonus si dovrà rispettare il seguente limite minimo di remunerazione oraria per i baby sitter, 10 euro l’ora o multipli di 10. Il bonus sarà valido per le prestazioni svolte dal collaboratore dal 5 Marzo e fino al termine della sospensione scolastica.

Per questo strumento l’INPS specifica che colui che utilizzerà il bonus dovrà indicare come Bonus Covid-19 il pagamento della prestazione e nella domanda dovrà essere riportato alla voce tipologia di attività la dicitura “Acquisto di servizi di baby-sitting (DL 18/2020 – Misure COVID 19)”.

 

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