Bonus 80 euro da gennaio anche alle neomamme: l'annuncio di Renzi

Durante la diretta di Domenica Live, il Premier Matteo Renzi ha fatto un nuovo annuncio che riguarda le neomamme e coloro che guadagnano meno di 1.500 euro al mese. Per la precisioni il Premier ha detto: "Dal 1° gennaio del 2015 daremo gli 80 euro non solo a chi prende meno di 1.500 euro al mese, ma anche a tutte le mamme che fanno un figlio, per i primi tre anni. Si tratta di mezzo miliardo destinato alle famiglie".

Bonus 80 euro da gennaio anche alle neomamme: l'annuncio di Renzi

Nel salotto tv di Barbara D’Urso, Renzi ha annunciato una sorta di nuovo bonus bebè rivisitato, annunciando che a partire da gennaio 2015 anche le neomamme riceveranno il bonus 80 euro in busta paga per 3 anni.

Più tardi fonti di Palazzo Chigi hanno chiarito che il bonus 80 euro sarà garantito anche per i redditi sotto i 90mila euro, senza precisare però se si parlava di reddito personale o del nucleo familiare. Si tratta di una misura che costerà 500 milioni, e che il Premier ha spiegato dicendo «So cosa vuol dire comprare pannolini, biberon e spendere per l’asilo. È una misura che non risolve un problema ma è un segnale».

Bonus bebè: la beffa di Berlusconi nel 2005

Nel 2005 Berlusconi aveva assegnato un bonus di 1.000 euro a tutti i nati dell’anno, inviando una lettera direttamente a 600 mila famiglie.

Tuttavia, i requisiti non erano chiari e questo provocò un danno importante a migliaia di famiglie, che avevano incassato il bonus ma poi ricevuto una lettera delle Finanze chiedendo la restituzione dell’assegno, nonché 3.000 euro di sanzione per false dichiarazioni.

Il problema è stato soprattutto per le famiglie dove la mamma era di nazionalità extracomunitaria, perché la lettera che avevano ricevuto dal Premier non specificava il requisito di cittadinanza UE. Queste persone sono state indagate penalmente e hanno dovuto restituire il bonus, pur se era stato Berlusconi stesso a comunicare loro l’assegnazione del bonus.

Un problema simile c’è stato per circa 80 mila famiglie italiane che avevano ricevuto la lettera ma interpretato male i requisiti perché il tetto del reddito da considerare era di 50 mila euro lordi, e non netti.  Queste famiglie hanno dovuto restituire il bonus e pagare la sanzione di 3 mila euro per falsa dichiarazione.

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Bonus bebè 2013: il flop della Legge Fornero

Nel 2013 invece la Legge Fornero aveva introdotto un bonus di 300 euro al mese, da spendere per la baby-sitter o per l’asilo durante 6 mesi, esclusivo per le mamme che sceglievano di tornare al lavoro dopo la maternità, rinunciando al congedo di maternità. In particolare, il congedo parentale prevedeva 6 mesi pagati al 30% dopo i 5 mesi di assenza obbligatoria per la maternità.

La misura era stata finanziata con 20 milioni di euro per il 2013, che dovevano bastare per agevolare 11.000 mamme; tuttavia, l’anno scorso sono arrivate soltanto 3.762 domande, che hanno utilizzato solo il 37% dei fondi disponibili.

Il problema era stato la difficoltà nell’accesso a questi fondi. Secondo l’onorevole Pd Vittoria D’Incecco “L’iter per riuscire a ottenere i fondi era troppo complicato e poco pubblicizzato”. In effetti, la richiesta andava fatta solo online e durante un giorno specifico (il 28 luglio 2013). I voucher poi si potevano spendere solo in alcuni asili accreditati dall’Inps.

“Ci sono altri 20 milioni stanziati per quest’anno e altrettanti per il 2015″, aveva spiegato l’onorevole. In ogni caso, per il 2014 ancora non ci sono novità, come lo spiega D’Incecco: “Al momento non si sa quale sia il giorno da segnare sul calendario”, proponendo anche che “prima di incorrere in un altro flop si cambi sistema. Magari passando dal buono lavoro, che richiede un complesso meccanismo di tracciabilità per evitare che vada speso in modo improprio, a un voucher da usare per qualsiasi tipo di lavoro di cura familiare”.

Bonus bebè 2014: il prestito della Legge Stabilità

La Legge di Stabilità 2014 ha stanziato nuovi aiuti per le famiglie, tra cui il “Bonus Bebè”. Quest’agevolazione però, non è un contributo a fondo perduto, ma un prestito a condizioni agevolate, tramite il quale si possono richiedere fino a 5.000 euro, da restituire entro 5 anni.

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Questo prestito agevolato non prevede limiti di reddito ma, in caso di ISEE inferiore a 15.000 euro, la garanzia dello Stato si eleva dal 50 al 75%, facilitando l’accesso al finanziamento.

Le famiglie interessate in ottenere questo prestito, devono contattare una delle banche che aderiscono all’iniziativa entro il 30 giugno successivo alla nascita o all’adozione del bambino. Per maggiori informazioni, rimandiamo al sito fondonuovinati.it

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