Bollette pazze, cosa fare contro le truffe

Ormai è una prassi consolidata vedere promoter più o meno ufficiali di grandi utility dell’energia che «strappano» contratti grazie a una politica di vendita, diciamo così, un po’ troppo disinvolta. Secondo Roberto Malaman, responsabile della Direzione Consumatori dell’Autorità per l’energia, ogni anno arrivano ai venditori le proteste di 20-25.000 utenti per l’attivazione di contratti non voluti.

Bollette
Ogni anno almeno ventimila utenti protestano per i contratti non voluti

Secondo l’infografica pubblicata da La Stampa, fra il 2012 e il 2013 allo Sportello del consumatore dell’Autorità dell’Energia ci sono stati 819 reclami per firme falsificate, 1.615 per diritto al ripensamento negato e altri 8.152 di altra natura.
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Secondo le normative stabilite dall’Autorità, il cliente che cambiasse idea dopo aver consegnato una proposta irrevocabile o aver concluso il contratto fuori dalla sede o dagli uffici commerciali del nuovo venditore (ad esempio in casa propria o in un centro commerciale) oppure al telefono o tramite Internet, ha dieci giorni di tempo per comunicare in forma scritta al nuovo venditore la propria decisione di non volere più aderire al contratto e conseguentemente di voler restare con il proprio attuale fornitore di energia o gas. Un diritto che molti ignorano e che a quanto pare, anche quando si cerca di far valere, incontra molte resistenze da parte dei commerciali, poco propensi a «lasciar andare» il cliente appena conquistato.

Inoltre, il garante ha introdotto l’obbligo dell’invio a ogni nuovo cliente di una lettera per verificare la sua effettiva volontà di cambiare gestore. In caso di problemi, lo Sportello del consumatore dell’Autorità è raggiungibile su Internet (www.autorita.energia.it) o al numero verde 800166654.

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