Bollette pagate in ritardo: cosa succede?

Non pagare una bolletta della luce e del gas porta prima di tutto a un sollecito di pagamento, con mora per il ritardo, e poi, se si continua a non pagare, alla sospensione del servizio. Ecco tutte le regole da seguire per evitare di rimanere senza energia elettrica o riscaldamento, o per rimediare qualora una o più forniture venissero sospese.

Che cosa fare per evitare la sospensione o per chiedere la riattivazione

Bollette non pagate: oggi capita più spesso

Per chi non ha la domiciliazione bancaria o postale, non è così infrequente “perdersi” una bolletta e i relativi solleciti. In particolare, da quanto alle utenze tradizionali come luce e gas se ne sono aggiunte un’infinità di altre – per l’ADSL o la fibra ottica, la tv streaming, magari l’assicurazione mensile Rc auto – basta poco per confondersi.

Che cosa succede quando si dimentica una bolletta

Quando non si paga una bolletta delle diverse tariffe luce e offerte gas, qualche giorno dopo la scadenza arriva una raccomandata del fornitore contenente il sollecito di pagamento. Qui si trova riportato il termine ultimo per saldare, le modalità a carico del cliente per comunicare l’avvenuto pagamento – a differenza del pagamento in regola, infatti, qui è l’utente che deve informare il fornitore che ha provveduto a rimediare alla propria morosità – e, in più anche i costi legati alla sospensione eventuale del servizio e alla sua riattivazione.
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La bolletta pagata in ritardo prevede anche il pagamento degli interessi di mora, calcolati in base ai giorni di ritardo e in base al tasso di riferimento fissato dalla BCE maggiorato del 3,5%. Il fornitore ha anche il diritto a richiedere il pagamento delle spese postali relative all’invio del sollecito, a meno che l’utenza non sia del mercato libero: in questo caso il venditore può richiedere solo gli interessi di mora più le spese previste come da contratto.

Buoni e cattivi pagatori: che cosa cambia

Quanto detto sugli interessi di mora riguarda però soltanto i cattivi pagatori, cioè da chi negli ultimi 365 giorni ha pagato almeno due bollette in ritardo, anche se non consecutive (con l’eccezione delle procedure di sospensione della fornitura tempestivamente comunicate, o ancora per malfunzionamento del contatore, crediti non rimborsati nei confronti del cliente da parte del fornitore o ancora richiesta di rettifica consumi o reclami per corrispettivi non pagati con risposta da parte del venditore entro le tempistiche previste dalla legge).

Per i buoni pagatori, cioè per chi è sempre stato in regola con i pagamenti, le regole sono un po’ diverse. In questi casi infatti per i primi 10 giorni bisogna pagare soltanto il tasso di interesse legale.

Quanto tempo c’è per pagare la bolletta

All’interno del sollecito di pagamento, il fornitore deve indicare chiaramente il termine ultimo per saldare la bolletta non pagata relativa alla fornitura, sempre specificando la data da cui questo termine è calcolato (e se la data considerata è quella di emissione della raccomandata o quella del suo invio).

In particolare, il termine ultimo non può essere inferiore a 20 giorni solari se viene calcolato dall’emissione della raccomandata da parte del venditore; inferiore a 15 giorni solari, se è calcolato dall’inivio della raccomandata da parte del venditore; inferiore a 10 giorni solari, quando viene calcolato dalla ricevuta di avvenuta consegna al cliente finale della comunicazione di costituzione in mora trasmessa tramite PEC.
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La raccomandata, in più, deve indicare, oltre alle modalità di comunicazione del pagamento, anche il termine oltre il quale, in caso di mancato pagamento, il venditore invierà al distributore la richiesta di sospensione della fornitura. Un’eventualità frequente è quella – rispetto alla sospensione diretta della fornitura – è quella della riduzione della potenza, fino al 15% della potenza disponibile. In questo modo è possibile utilizzare alcune apparecchiature elettriche indispensabili per non avere troppi disagi e provvedere al saldo; dopo 15 giorni di riduzione della potenza, se il cliente continua a non pagare, la fornitura viene sospesa.

Riguardo alla sospensione della fornitura, va ricordato che ci sono dei clienti che vengono definiti “non disalimentabili” a cui non si può togliere la fornitura di luce o gas, come ad esempio  i clienti che per ragioni di sopravvivenza sono connessi a macchine salvavita.

Come fare se è stata sospesa una fornitura per morosità

Qualora sia stata sospesa la fornitura in seguito a una bolletta non pagata della luce e del gas, e si voglia provvedere a una riattivazione, per prima cosa bisogna saldare quanto ancora in sospeso e poi inviare la richiesta di riattivazione al fornitore, insieme alla prova dell’avvenuto pagamento.

Il venditore, una volta ricevuta l’attestazione di pagamento, è tenuto a inviare la richiesta di riattivazione della fornitura immediatamente al distributore (il giorno successivo solo nel caso in cui la documentazione arrivi dopo le ore 18 di un giorno feriale). Il distributore dal canto suo deve riattivare la fornitura entro un giorno feriale (tutti i giorni a parte i festivi) dalla data di ricevimento della richiesta da parte del venditore.

Sono normati anche i casi in cui la fornitura viene riattivata oltre il tempo previsto: in questa evenienza il cliente ha diritto a un indennizzo automatico, pari a 35 euro per riattivazioni eseguite entro il doppio del tempo previsto, a 70 euro entro il triplo del tempo previsto e a 105 euro se viene superato il triplo del tempo previsto.

Per chi è ancora nel servizio di maggior tutela, il costo per la sospensione e la riattivazione della fornitura in seguito a morosità è di 26,76 euro (contributo fisso, ridotto del 50% quando c’è un contatore telegestito), più 23 euro per oneri amministrativi per la riduzione di potenza o per la sospensione della fornitura e altri 23 euro, sempre di oneri amministrativi, per il ripristino della potenza o per la riattivazione della fornitura. Nel mercato libero, invece, si  paga solo il contributo fisso di 26,76 euro (sempre dimezzato se c’è un contatore telegestito) più l’eventuale addebito dei costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti.

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