Bollette gas Eni non arrivano: cosa fare?

Se le bollette gas Eni non arrivano il ritardo e l’omessa fatturazione rappresentano un problema che incide sulla corretta gestione delle uscite in famiglia. In questi casi è importante sollecitare…ma cosa fare se l’operatore non risponde o le fatture arrivano in conguaglio dopo mesi? Meglio tutelarsi: ecco come agire senza rischiare di pagare di più.

Tutelarsi in caso di ritardo e omessa fatturazione. La soluzione è a portata di mano

Le fatture dei fornitori energia elettrica e gas devono pervenire entro tempi precisi al domicilio indicato dal cliente al momento della sottoscrizione del contratto. Eppure, molti operatori ritardano l’emissione della bolletta con conseguenze spesso negative (specie a livello economico) per i consumatori. Cosa fare quando le bollette gas Eni non arrivano, oppure arrivano ma dopo mesi, in conguaglio, con cifre esorbitanti?

Per non pagare gli interessi di mora o rischiare il distacco è essenziale sapere come tutelarsi.
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Pagamento in ritardo: i rischi

Quando le bollette non arrivano e il consumatore non fa nulla per tutelarsi, rischia di diventare moroso, non potendo pagare importi molto elevati in un unica soluzione. Il classico esempio è l’emissione delle fatture in tempi diversi da quelli previsti contrattualmente, che possono pervenire al cittadino lo stesso giorno e superare le 300 Euro (pur rateizzate).

Affrontare una spesa simile in pochi giorni, quando la colpa del ritardo non dipende dal cliente, viola da una parte degli accordi con il fornitore gas, e, dall’altra, si rivela una vera e propria ingiustizia. Chi non tutela i propri interessi con solleciti e reclami -anche verso Poste Italiane quando il mancato recapito è a queste addebitabile- rischia di pagare gli interessi di mora sulle bollette gas Eni che non arrivano.

Bolletta web

Per ovviare ai problemi del ritardo, molti consumatori scelgono fornitori che mettono a disposizione il servizio di bolletta web -tra cui proprio Eni – che permette di essere sempre in contatto con il proprio operatore e di ricevere una notifica (via sms o APP) di emissione fattura. In questo modo – se il ritardo non dipende dal servizio postale-, il problema è risolto a monte, perché l’utente potrà accedere alla propria area privata online con username e password per effettuare subito il pagamento, sfruttando talvolta sconti per accumulo punti.

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Bolletta web Eni gas

L’obbligo di rateizzazione

bollette eni gas non arrivano
Come si accennava non esiste solo l’obbligo per il cliente di pagare le bollette: esiste anche l’obbligo del fornitore di fatturare nei tempi previsti. Questo è il motivo per cui al ritardo dell’operatore nell’emissione della fattura, quest’ultimo è obbligato in automatico a rateizzare (a determinate condizioni).

Il cliente d’altronde, ha diritto ha ricevere le fatture periodicamente e, su questo tema, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas si è espressa  chiaramente:

l’Autorità ribadisce che per le rateizzazioni in bolletta di eventuali conguagli, le rate stesse non potranno avere periodicità diversa a quella delle usuali bollette e le stesse rate non possono in nessun caso essere cumulate.

Cosa fare per tutelarsi

La prima cosa da fare per tutelarsi in caso di bollette gas Eni che non arrivano, è inviare un reclamo scritto all’operatore (si può tentare anche quello telefonico, ma in caso di denuncia le raccomandate a/r e le e-mail fanno fede) richiedendo il ripristino della fatturazione periodica e, naturalmente, la rateizzazione degli importi dovuti.

Bollette gas Eni non arrivano: la prescrizione

Nei casi di maxi-ritardo, ovvero in tutte quelle ipotesi in cui non solo le bollette non arrivano bimestralmente o a distanza di pochi mesi, ma pervengono al consumatore dopo 5 anni, scatta la prescrizione. Una volta caduto in prescrizione il pagamento non è più dovuto perché non è stato richiesto né sollecitato per tempo.

L’alternativa è rivolgersi ad associazioni come Confconsumatori, che si occupa di organizzare class action verso lo stesso fornitore qualora, diversi utenti, vogliono denunciare un disservizio. Anche una denuncia diretta sporta attraverso lo Sportello del Consumatore è utile (i recapiti si trovano sul portale dell’AAEGSI).

Cambiare fornitore? Perché no

Tanto per quel che riguarda Eni gas e luce, quanto se il disservizio nella fatturazione è causato da altri operatori, vale la regola che il cliente insoddisfatto è libero di cambiare fornitura, il che non comporta modifiche negli impianti, ma, al contrario, può comportare un risparmio non indifferente.

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