Bollette a 28 giorni, c’è la sentenza: confermati i rimborsi, ecco a quanto ammonteranno

Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi di Fastweb, Vodafone e WindTre in merito alle bollette a 28 giorni. Gli operatori dovranno rimborsare gli utenti di telefonia fissa colpiti dalla fatturazione a 4 settimane nella prima bolletta utile. A breve dovrebbe arrivare la stessa decisione anche nei confronti di Tim. L’entità del risarcimento a seconda dei casi potrebbe attestarsi in media tra 20 e 60 euro

Bollette a 28 giorni, c'è la sentenza: confermati i rimborsi, ecco a quanto ammonteranno

I consumatori hanno finalmente ottenuto una grande vittoria nei confronti degli operatori di telefonia mobile e fissa. Il Consiglio di Stato ha chiuso in favore degli utenti la questione delle bollette a 28 giorni respingendo i ricorso dei maggiori provider in merito alla decisione dell’AGCOM, che gli imponeva di provvedere ai rimborsi dopo il ritorno alla corretta fatturazione mensile. Attraverso questa modalità illecita si stima che i provider abbiano aumentato illecitamente il loro giro d’affari di 13 miliardi di euro. Gli utenti coinvolti dal provvedimento potrebbe essere fino a 72 milioni, suddivisi in 23 milioni di clienti di linea fissa e 60 milioni di telefonia mobile.

Bollette a 28 giorni: la cronostoria

La questione delle bollette a 28 giorni inizia tra la fine del 2016 e il 2017. Durante quel periodo i principali operatori tra cui Tim, Vodafone, Fastweb, Wind e Tre decidono di modificare la periodicità nella tariffazione delle proprie tariffe di telefonia mobile e fissa, passando da una cadenza mensile a quella a 28 giorni. Per l’utente finale significa che le mensilità non sono più 12 ma 13 e un aumento del costo medio per i servizi voce e traffico dell’8,6%. Il 24 marzo 2017 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) emana una delibera che stabilisce per la telefonia fissa l’obbligo della fatturazione mensile. La bolletta a 28 giorni è invece tollerata per la telefonia mobile in quanto il 76% del traffico è prepagato. Su fisso invece il pagamento con addebito diretto su conto corrente bancario SSD rende più difficile per l’utente comprendere l’aumento dei costi. Agli operatori viene quindi imposto un termine di 90 giorni per tornare alla fatturazione mensile nella telefonia fissa.

La delibera dell’AGCOM non ha però alcun effetto e gli operatori continuano a seguire questa pratica fraudolenta. Successivamente anche Sky Italia per il settore della pay TV passa alla fatturazione a 28 giorni. Il 20 ottobre 2017 l’autorità diffida l’azienda dall’effettuare il passaggio dalle 12 alle 13 mensilità chiedendole di realizzare una completa informativa sull’argomento e il diritto di recesso per gli utenti.

Il 14 novembre 2017 la commissione Bilancio del Senato approva un emendamento che prevede l’obbligo di fatturazione su base mensile per le aziende nel settore della telefonia, reti televisivi e servizi di comunicazione in modalità digitale. Il Decreto fiscale, che sarà poi convertito con la legge n. 172 del 4 dicembre 2017, permette però alle aziende un termine di 120 giorni e non più di 90 per ripristinare le bollette mensili a partire dal 5 aprile 2018. Inoltre, le sanzioni imposte ai provider raddoppiano, passando da un minimo di 240mila euro ad un massimo di 5 milioni di euro.

Nella primavera del 2018 le bollette a 28 giorni tornano a cadenza mensile ma gli operatori vengono accusati di aver rimodulato le proprie tariffe in modo da mantenere gli aumenti permessi dalla fatturazione a 13 mensilità. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) dopo un’indagine approfondita conferma che le aziende di telefonie mobile hanno in effetti previsto una fatturazione delle proprie offerte e dei servizi ad essi associati su base mensile anziché su 4 settimane ma nello stesso tempo hanno modificato i canoni mensili in modo da distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi invece di 13. L’Antitrust per evitare un danno grave e irreparabile alla concorrenza del settore e per i consumatori ha quindi richiesto una repentina modifica delle modalità di fatturazione.

Gli operatori quindi presentano al TAR la richiesta di annullamento della delibera dell’AGCOM del marzo 2017 ma il Tribunale amministrativo il 12 febbraio 2018 conferma la correttezza dell’obbligo di fatturazione mensile e respinge i ricorsi di Tim, Wind, Tre, Fastweb e Postemobile. Il TAR del Lazio, però, con un provvedimento successivo sospende in via cautelare, quindi in attesa di giudizio, la seconda delibera dell’AGCOM del dicembre 2017 che imponeva alle aziende di telefonia mobile di effettuare i rimborsi dovuti agli utenti direttamente nella prima bolletta su base mensile.

L’autorità garante per le comunicazioni realizza quindi una nuova delibera che stabilisce che gli operatori debbano restituire i giorni “aggiuntivi” dovuti alle bollette a 28 giorni per consentire il recupero delle somme percepite in modo illecito nel settore della telefonia fissa. Il TAR in questo caso sospende nuovamente la decisioni dell’AGCOM sui giorni gratuiti come rimborsi retroattivi sulla fatturazione a 4 settimane motivando la sua decisione sul fatto che le tempistiche imposte alle aziende di telefonia per omologarsi sono troppo ristretti. L’autorità come suo ultimo provvedimento dopo un consulto con le associazioni di consumatori pubblica una nuova delibera nella quale stabilisce rimborsi automatici entro dicembre 2018 per gli utenti di telefonia fissa.

Questa settimana il Consiglio di Stato dopo due rinvii ha respinto definitivamente i ricorsi di Fastweb, Vodafone, Wind e Tre (diventata WindTre dopo la fusione del 31 dicembre 2016) e obbliga gli operatori a restituire agli utenti il dovuto eroso illegittimamente con le bollette a 28 giorni nella prossima bolletta utile come stabilito dall’AGCOM. La decisione su Tim, che dovrebbe essere identica a quella imposta alle altre aziende, dovrebbe arrivare entro qualche giorno.

I rimborsi spettano agli utenti di telefonia fissa che hanno subito la fatturazione a 4 settimane tra il giugno del 2017 e aprile 2018 e non non sono passati ad altro operatori. L’entità del risarcimento dovrebbe essere compresa tra i 20 e i 60 euro. Per quanto riguarda la telefonia mobile è probabile che le autorità non prenderanno una decisione sui danni in termini monetari per i consumatori per i motivi sopracitati. La questione non è comunque chiusa definitivamente. Ad oggi infatti bisogna ancora sciogliere il nodo per gli utenti che sono passati ad altro operatore e capire chi fra il vecchio o il nuovo gestore debba farsi carico del rimborso. Inoltre, si teme che i provider potrebbero non corrispondere le cifre dovute ai propri clienti sotto forma di credito ma come minuti o Gigabyte in regalo. Questo tipo di operazione, si ricorda, sarebbe a costo zero per le aziende di telefonia.

Bollette a 28 giorni: i possibili rimborsi

Altronconsumo sulla base della decisione del Consiglio di Stato ha provato a stimare la possibile entità dei rimborsi nei confronti degli utenti a carico dei diversi operatori e a seconda della tecnologia di accesso ad Internet utilizzata. Al momento si tratta solo di previsioni quindi le cifre potrebbero anche essere differenti.

OPERATORE TIPO DI CONNESSIONE ENTITA’ DEL RIMBORSO IN EURO
Minimo Massimo Media
Fastweb Adsl  20  54,90  32,87
Fibra  20  59,90  34,07
 Postemobile  Adsl  20,90  26,90  23,90
 Tim  Adsl  4,04  39,90  28,50
 Fibra  24,90  49,90  36,73
 Vodafone  Adsl  3  37  27,13
 Fibra  20  47  30,35
Wind Adsl  3  35,95  23,09
Fibra  19,90  44,95  27,61

Dato il comportamento degli operatori di telefonia mobile potreste essere incentivati a cambiare fornitore di servizi voce e Internet, magari passando ad uno dei provider low cost o MVNO (Mobile Virtual Network Operator), che fanno della trasparenza nei confronti dei clienti e la fatturazione mensile (il rinnovo avviene sempre lo stesso giorno) uno dei loro punti di forza. Il comparatore si SosTariffe.it è lo strumento online gratuito più efficiente per confrontar le varie tariffe di telefonia mobile e trovare quella con il migliore rapporto qualità prezzo in base ai propri consumi.

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