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Bolletta luce, non più oneri per finanziare ricerca energetica

Secondo un recente sondaggio I-Com, dopo la sanità, l'energia è il settore di ricerca sul quale dovrebbero concentrarsi la maggior parte degli investimenti pubblici. Questa l'opinione di oltre mille italiani che hanno partecipato all'indagine. Oltre il 60% degli intervistati non vuole oneri in bolletta per finanziare ricerca, ma ritiene che dovrebbe usarsi la leva della fiscalità generale.

Bolletta luce, non più oneri per finanziare ricerca energetica

Un recente studio condotto da I-Com su un campione di 1.020 persone, dimostra che l’energia elettrica è, dopo la sanità, il settore dove dovrebbero concentrarsi la maggior parte degli investimenti pubblici per la ricerca.

L’energia è il settore più importante per il 32,1% degli intervistati, al secondo posto infatti dopo la sanità (48,1%); questi risultati sono stati presentati settimana scorsa nell’ambito della presentazione del Rapporto Innovazione Energetica 2014.

Sono gli uomini quelli che danno maggiore importanza all’innovazione energetica tra gli intervistati; in effetti, considerando solo gli uomini, è del 40,2% la percentuale di chi vorrebbe maggiori investimenti nel settore energetico e dopo il 37% di chi ritiene più importante la sanità.

Secondo il 39,7% degli intervistati, sono le istituzioni pubbliche quelle che dovrebbero sostenere la ricerca energetica, ovvero l’Unione Europea (38,3%) e lo Stato Italiano (39,7%).

Il 63,5% degli intervistati ritengono che dovrebbe essere utilizzata la leva della fiscalità generale per finanziare la ricerca energetica, e non più una voce in bolletta luce. Nelle regioni del Nord-Est sono un po’ meno (51,7%) coloro che la pensano uguale, probabilmente per la maggiore insofferenza verso il livello attuale di pressione fiscale.

Infine, un terzo degli intervistati (30,7%) è disposto a finanziare la ricerca energetica tramite un aumento della bolletta della luce, intanto che un 67% è quantomeno contrario ad una diminuzione.

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