Bolletta dell’acqua aumentata del 74% in cinque anni

La bolletta dell’acqua è aumentata del 74% in 5 anni: la spesa media mensile per l’acqua nell’abitazione principale è passata da 12 euro nel 2008 a più di 21 euro nel 2013. In flessione invece la spesa mensile di acqua minerale, attestandosi a poco più di 11 euro. Sono i dati Istat riguardanti le risorse idriche in Italia, diffusi in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua istituita dall’Onu e celebrata ieri, 22 marzo.

bollette acqua in aumento
Bollette acqua sempre più salate ma gli italiani non rinnunciano all'acqua minerale

L’aumento delle tariffe acqua è evidente (+74% in 5 anni), ma almeno pare che ce ne sia un miglioramento del servizio: la quantità famiglie che lamentano irregolarità è scesa dal 14,7% nel 2002 all’8,6% nel 2014.

Durante la III Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici, tenutasi a novembre scorso a Milano, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) aveva anche annunciato l’avvio di un nuovo metodo tariffario omogeneo per tutta Italia, che riguarda 40 milioni di utenti. Per le tariffe acqua 2014-2015, ricordiamo, sono stati decisi aumenti pari a +3,9% nel 2014 e del +4,8% nel 2015.

In occasione dell’evento è stato dimostrato che il costo dell’acqua supera quello del gas. In effetti, il prezzo del metro cubo dell’acqua è di 2 euro mentre quello del gas di 90 centesimi.
Confronta tariffe gas
Tra i gruppi di spesa che riguardano il consumo di acqua, l’Istat ha informato che nel 2013 la spesa media mensile per servizi di “acqua e condominio” nelle abitazioni è stata pari a 53,44 euro, dopo aver registrato un aumento continuo e molto significativo dal 2001 (complessivamente +96%) e mostrando un’evidente accelerazione, fondamentalmente negli ultimi 5 anni (+59%).

Considerando distintamente le singole voci relative alle “utenze e servizi per l’abitazione”, continua l’Istituto di statistica, la spesa mensile effettiva delle famiglie per “acqua per l’abitazione principale” segna un incremento sostenuto negli ultimi 5 anni, raggiungendo più di 21 euro del 2013. Le famiglie delle regioni del Centro Italia sono quelle che devono far fronte a esborsi più salate. Questo fenomeno si è osservato in ogni anno del periodo analizzato (2008-2013) con una spesa che nel 2013 è arrivata a 23,20 euro mensili.

Bolletta d’acqua in aumento, ma italiani non si fidano dell’acqua di rubinetto

Non si fidano comunque a bere acqua di rubinetto ancora una percentuale troppo alta di famiglie, seppur in calo: il 28% nel 2014 mentre era del 40,1% nel 2002. Non vogliono bere acqua di rubinetto soprattutto in Sardegna (53,4%), Calabria (48,5%), Sicilia (46,2%) e Toscana (38,3%).

In ogni caso è in discesa il consumo di acqua minerale, con un -4,5% nel 2013 rispetto al 2012. Circa il 60% delle famiglie acquistano acqua minerale, spendendo in media 19 euro al mese (spesa media effettiva), quasi la metà della bolletta dell’acqua.

Al riguardo l’Istat spiega: “La contrazione della spesa per l’acqua minerale è legata principalmente a strategie di contenimento della spesa messe in atto dalle famiglie e ad un’evoluzione dei comportamenti connessi agli effetti della crisi economica. Tuttavia l’acqua, rispetto ad altri prodotti alimentari, viene vissuta dalle persone come un bene primario irrinunciabile e questo spiega perché il calo è risultato comunque inferiore a quello di altre bevande o di altri prodotti alimentari”.

UNC: la minor spesa per acqua minerale è il segno della crisi

Secondo il segretario generale UNC Massimiliano Dona: “Il calo della spesa degli italiani per l’acqua minerale è il segno della crisi. Le famiglie sono state costrette a tagliare persino su un bene poco costoso e primario come l’acqua. Non si tratta, infatti, solo di un cambio di abitudini a favore dell’acqua del rubinetto, cosa che sarebbe positiva, ma della necessità di tagliare le spese, come dimostra il calo complessivo della voce bevande”.

In effetti, non solo scende la spesa media mensile dell’acqua minerale (-15,9% in 5 anni), ma anche quella del vino e altre bevande, con l’unico dato in controtendenza della birra.

L’UNC ha ricordato anche il dato della dispersione idrica pari al 37,4%, ossia 144 litri al giorno per ogni residente: “Si tratta di dati inaccettabili, specie considerato che le tariffe dell’acqua in questi ultimi anni sono aumentate a dismisura proprio con il pretesto di fare investimenti sulla rete. Non sono mai aumentate meno del doppio rispetto all’inflazione, eppure le nostre reti restano un colabrodo“, ha denunciato Dona.
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