Telecom, profondo rosso

Stefano segnala che Telecom Italia ha rilasciato i nuovi dati, per gli investitori, legati alle performance dell’anno 2009. I ricavi diminuiscono, i clienti si perdono ma è importante notare un’ottimizzazione dei costi e sulla focalizzazione del valore.

I ricavi globali segnano una flessione del 5,6% in parte dovuti alle diminuzioni dei ricavi provenienti da servizi per il 4,2% mentre crollano i ricavi dai terminali del 22%.

revenue-ebitda-telecom-italia-2009

I Ricavi italiani segnano una discesa del 6,8% a causa della riduzione delle linee, dopo la scelta strategia di concentrarsi sui clienti ad alto valore (business e contratti di abbonamento flat) e alle frodi emerse delle schede telefoniche ricaricabili. Il crollo dei terminali è un segno evidente del mercato italiano che evidenzia prezzi molto aggressivi dei concorrenti sul settore terminali. Inoltre il costo di terminazione delle chiamate e la progressiva regolamentazione dell’autority hanno schiacciato verso il basso i margini.

Si denota comunque una costante riduzione nella perdite dei clienti già dal 4 semestre del 2007, grazie all’introduzione delle nuove bundle Voce, Voce+Internet, solo Internet. La chiara tendenza del mercato verso soluzioni solo internet portano ad un aumento degli accessi Naked e ULL e aumentano le connessioni Broadband Flat.

Sul fronte mobile TIM perde l’11% della customer base portandosi a 30,9 milioni di sim attive (contro le 34.8 precedenti) a causa delle sim inattive e del repricing delle offerte verso un segmento a più alto valore. Il crollo dei servizi VAS segna che il mercato dei servizi consumer targati Zero9, Dada e Buongiorno.

revenue-italia-telecom-2009

Nonostante i ricavi siano scesi di alcuni punti percentuali l’EBITDA è calato solo dello 0,4% grazie a una forte riduzione dei costi operativi OpEx (dal termine inglese OPerating EXpense, ovvero spesa operativa) in particolare sul mercato domestico (10% di costs saving). Detto in altro modo, OPEX è una misura di efficienza dell’azienda. Ha una correlazione diretta con l’enterprise value. Se si riduce OPEX (senza danneggiare il core business) si aumenta il valore dell’impresa.

Resta quindi da capire cosa è stato tagliato visto che mancano all’appello 1.5 miliardi per gestire i prodotti, business e i sistemi. Circa 900 milioni derivano dall’efficienza (il resto costi di interconnessioni e scostamenti di volume) guidati dalle ottimizzazioni sulla rete, dal miglioramento dei costi di vendita e distribuzione e di organizzazione/supporto dei processi. Il repositioning del canale distributivo focalizzando sui negozi mono marca e rivalutando il sistema di franchising ha portato un risparmio nel breve che deve essere verificato nella strategia a medio lungo periodo.

riduzione-opex-telecom-2009

L’ottimizzazione dei costi ha permesso di migliorare l’EBIDTA in valore percentuale sul fatturato confermando il mercato domestico come quello “dalle uova d’oro” che garantisce una redditività di oltre il doppio rispetto al Brasile.

opex-capex-telecom-italia-2009

Tuttavia il dato più rilevante è la diminuzione del 4% dei CAPEX: esso esprime l’investimento nel settore ed è il valore per gli azionisti. Il nuovo valore degli azionisti è quindi creato dal flusso di cassa generato dall’investimento e non dall’attività fisica che si compra. Il CAPEX è in poche parole il denaro che si è investito oggi nella speranza di ottenere un flusso di cassa futuro. I beni fisici sono solo un mezzo per raggiungere un fine.

È per questo che le società di telecomunicazioni che hanno investito miliardi in reti vengono valutate ora sul numero di clienti. I beni fisici, pur non essendo al 100% ammortizzati, essi avranno una vita finita. Pertanto, le attività fisiche sono a tutti gli effetti valore. Ciò che è prezioso è il flusso di cassa che è possibile generare con tali attività, ma questo sta precipitando ogni giorno a causa del calo dei prezzi della banda, e quindi i valori delle imprese sono destinate a scendere con essi.

La situazione ricalca a grandi linee quella in cui si trovava iNet nel 2000, quando server e banda costavano migliaia di euro al mese.

ollow” href=”http://blog.quintarelli.it/blog/2010/02/risultati-annuali-telecom-italia-domina-il-rosso.html”>Stefano segnala che Telecom Italia ha rilasciato i nuovi dati, per gli investitori, legati alle performance dell’anno 2009. I ricavi diminuiscono, i clienti si perdono ma è importante notare un’ottimizzazione dei costi e sulla focalizzazione del valore.

I ricavi globali segnano una flessione del 5,6% in parte dovuti alle diminuzioni dei ricavi provenienti da servizi per il 4,2% mentre crollano i ricavi dai terminali del 22%.

revenue-ebitda-telecom-italia-2009

I Ricavi italiani segnano una discesa del 6,8% a causa della riduzione delle linee, dopo la scelta strategia di concentrarsi sui clienti ad alto valore (business e contratti di abbonamento flat) e alle frodi emerse delle schede telefoniche ricaricabili. Il crollo dei terminali è un segno evidente del mercato italiano che evidenzia prezzi molto aggressivi dei concorrenti sul settore terminali. Inoltre il costo di terminazione delle chiamate e la progressiva regolamentazione dell’autority hanno schiacciato verso il basso i margini.

Si denota comunque una costante riduzione nella perdite dei clienti già dal 4 semestre del 2007, grazie all’introduzione delle nuove bundle Voce, Voce+Internet, solo Internet. La chiara tendenza del mercato verso soluzioni solo internet portano ad un aumento degli accessi Naked e ULL e aumentano le connessioni Broadband Flat.

Sul fronte mobile TIM perde l’11% della customer base portandosi a 30,9 milioni di sim attive (contro le 34.8 precedenti) a causa delle sim inattive e del repricing delle offerte verso un segmento a più alto valore. Il crollo dei servizi VAS segna che il mercato dei servizi consumer targati Zero9, Dada e Buongiorno.

revenue-italia-telecom-2009

Nonostante i ricavi siano scesi di alcuni punti percentuali l’EBITDA è calato solo dello 0,4% grazie a una forte riduzione dei costi operativi OpEx (dal termine inglese OPerating EXpense, ovvero spesa operativa) in particolare sul mercato domestico (10% di costs saving). Detto in altro modo, OPEX è una misura di efficienza dell’azienda. Ha una correlazione diretta con l’enterprise value. Se si riduce OPEX (senza danneggiare il core business) si aumenta il valore dell’impresa.

Resta quindi da capire cosa è stato tagliato visto che mancano all’appello 1.5 miliardi per gestire i prodotti, business e i sistemi. Circa 900 milioni derivano dall’efficienza (il resto costi di interconnessioni e scostamenti di volume) guidati dalle ottimizzazioni sulla rete, dal miglioramento dei costi di vendita e distribuzione e di organizzazione/supporto dei processi. Il repositioning del canale distributivo focalizzando sui negozi mono marca e rivalutando il sistema di franchising ha portato un risparmio nel breve che deve essere verificato nella strategia a medio lungo periodo.

riduzione-opex-telecom-2009

L’ottimizzazione dei costi ha permesso di migliorare l’EBIDTA in valore percentuale sul fatturato confermando il mercato domestico come quello “dalle uova d’oro” che garantisce una redditività di oltre il doppio rispetto al Brasile.

opex-capex-telecom-italia-2009

Tuttavia il dato più rilevante è la diminuzione del 4% dei CAPEX: esso esprime l’investimento nel settore ed è il valore per gli azionisti. Il nuovo valore degli azionisti è quindi creato dal flusso di cassa generato dall’investimento e non dall’attività fisica che si compra. Il CAPEX è in poche parole il denaro che si è investito oggi nella speranza di ottenere un flusso di cassa futuro. I beni fisici sono solo un mezzo per raggiungere un fine.

È per questo che le società di telecomunicazioni che hanno investito miliardi in reti vengono valutate ora sul numero di clienti. I beni fisici, pur non essendo al 100% ammortizzati, essi avranno una vita finita. Pertanto, le attività fisiche sono a tutti gli effetti valore. Ciò che è prezioso è il flusso di cassa che è possibile generare con tali attività, ma questo sta precipitando ogni giorno a causa del calo dei prezzi della banda, e quindi i valori delle imprese sono destinate a scendere con essi.

La situazione ricalca a grandi linee quella in cui si trovava iNet nel 2000, quando server e banda costavano migliaia di euro al mese.

Commenti Facebook: