BCE, tassi rimangono al minimo storico e nuove misure contro bassa inflazione

Nella riunione di ieri il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso non modificare il tasso d’interesse di riferimento, lasciandolo al minimo storico. Nella conferenza stampa Mario Draghi ha puntualizzato, inoltre, che i nuovi prestiti a lungo termine alle banche, i Tltro, raggiungerebbero i 1.000 miliardi di euro. La BCE potrebbe prendere nuove misure contro la bassa inflazione.

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Draghi: tassi d'interessi rimarranno invariati al minimo storico dello 0,15%
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Mario Draghi, nella conferenza stampa di ieri, ha annunciato che i tassi d’interessi rimarranno invariati al minimo storico dello 0,15% e che, se necessarie, si prenderanno nuove misure per combattere un periodo troppo prolungato di bassa inflazione.

Inoltre, la BCE manterrà gli attuali tassi d’interesse bassi “per un periodo prolungato”, con una ripresa “moderata” e di fronte a una “bassa inflazione”.

In particolare, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la Banca Centrale Europea rimarranno invariati rispettivamente allo 0,15%, allo 0,40% e al -0,10%, rispettivamente.

Mario Draghi ha inoltre annunciato che a gennaio 2015 le riunioni della Banca Centrale si svolgeranno ogni 6 settimane, anziché 4 come finora, e tutti i verbali delle sedute verranno pubblicati.

Per quanto riguarda i dettagli delle operazioni di Tltro, il presidente BCE ha spiegato che non c’è un vincolo diretto tra la forward guidance e ler Tltro, il quale può totalizzare 1.000 miliardi di euro, intanto che verranno esclusi i mutui e i titoli di Stato con l’obiettivo di scoraggiare le banche dall’impiegare i finanziamenti per investire in bond sovrani, restituire i prestiti e incassare i rendimenti, come già avvenuto in passato con le Ltro.

Il presidente della BCE ha spiegato che la banca centrale “monitorerà con attenzione” le conseguenze sugli sviluppi geopolitici e quelli del tasso di cambio dell’Euro.

Draghi ritiene fondamentale il rispetto dei patti UE per ridurre il debito; in particolare i Paesi dell’Eurozona, ha riferito il presidente BCE, “non devono allentare gli sforzi di aggiustamento dei bilanci, rilanciando la crescita con riforme strutturali e con un consolidamento dei conti favorevole alla crescita“.

La mancanza di aspettative su eventuali azioni da parte della Banca Centrale Europea ha mantenuto piuttosto stabili gli spread italiano e spagnolo. In particolare, il decennale italiano paga un rendimento del 2,94% con un differenziale sul Bund di 163 punti, come in apertura, intanto che quello iberico fa registrare un lieve aumento al 2,75%, con uno spread sul Bund di 145 punti.

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