Bankitalia, meno prestiti alle donne capofamiglia

Ottenere un prestito può essere difficile per molti ma, secondo un’analisi dell’istituto di ricerca Red Sintesi su dati Bankitalia, se il richiedente è una donna la situazione è più drammatica. In effetti, lo studio ha evidenziato che la maggior parte delle donne a guida di un nucleo familiare attraversa una situazione di fragilità economica che impedisce l’accesso al credito. Le donne capofamiglia, sebbene statisticamente più istruite degli uomini, guadagnano meno e hanno meno reddito e ricchezza.

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Le donne capofamiglia fanno più fatica ad ottere prestiti anche perché guadagnano di meno
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Queste considerazioni emergono da un’analisi basata sui dati di Banca d’Italia sui Bilanci delle famiglie italiane nel 2012, condotta dall’istituto di ricerca Red Sintesi, che analizza l’accesso al credito da parte delle donne.

L’indagine mette in evidenza una forte disparità tra le famiglie guidate da uomini e da donne sotto i 65 anni. Secondo altre statistiche, le donne capofamiglia sono più istruite ma comunque guadagnano meno, possiedono meno ricchezza netta (immobili, attività reali e finanziarie) e fanno affidamento piuttosto a prestiti in famiglia che alle banche.

Secondo i dati Bankitalia, le famiglie condotte da una donna hanno una ricchezza netta di 105mila euro, ben 40 mila euro in meno rispetto a quella di nuclei familiari dove a fare la guida è un uomo.

Considerando il periodo 2012-2007, ovvero prima dell’inizio della crisi, la ricchezza delle famiglie condotte da donne è crollata del 21%, mentre quelle con capofamiglia di sesso maschile hanno perso l’8,5% della ricchezza. Le famiglie con capofamiglia “rosa” possiedono in media un reddito annuo di 27.700 euro, contro i 33.700 nel caso degli uomini.

Considerando che il reddito è la fonte primaria di ricchezza, è importante ricordare che le lavoratrici dipendenti guadagnano in media 1200 euro al mese, ovvero 400 in meno rispetto ai colleghi del sesso maschile.

Sulla base dei risultati dello studio, gli esperti di Red Sintesi ritengono che la fragilità economica è in crescita: le donne fanno sempre meno acquisti di beni durevoli e soprattutto tendono a non chiedere prestiti alle banche ma preferiscono rivolgersi a parenti e amici.

Sono gli uomini che acquistano più auto e mobili – si legge nello studio – mentre le donne tendono a rimandare a tempi migliori acquisti così impegnativi. Non solo, anche carte di credito e conti online sono più appannaggio dei capofamiglia maschi”.

Per quanto riguarda l’acquisto della casa, i capofamiglia donne tendono a indebitarsi di meno; il 60% dei nuclei familiari guidati da una donna possiede la casa in cui vive, mentre è il 65% nel caso degli uomini.

In più, le case dove abitano le donne e la sua famiglia a carico sono solitamente più piccole rispetto a quelle degli uomini, perché i nuclei familiari sono più ristretti, con non più di 3 componenti.

Anche questo – affermano gli esperti di Red Sintesi – insieme al ricorso al credito per canali informali, è il sintomo di una maggiore instabilità economica delle donne, che optano per scelte di acquisto più caute e meno onerose”, ma probabilmente anche perché le donne hanno una minore propensione al rischio e cercano di impedire a tutti i costi ricadute sul proprio nucleo familiare.

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