Banda ultralarga: fatto il piano, bisogna rifare AgID

AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) è senza direttore generale. Alessandra Poggiani ha formalizzato le proprie dimissioni a Marianna Madia, titolare del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. Il Dipartimento della funzione pubblica ha avviato subito la selezione per il nuovo direttore generale. Poggiani assicurerà lo svolgimento delle attività sino alla nomina del medesimo. Cronaca, reazioni e prospettive. 

Il futuro incerto di AgID dopo le dimissioni di Alessandra Poggiani
Alessandra Poggiani ha lasciato l'Agenzia per l’Italia Digitale

La Strategia italiana per la banda ultralarga e la Strategia italiana per la crescita digitale 2014-2020, entrambe definite da AgID, sono state approvate dal Consiglio dei Ministri lo scorso 3 marzo. Sette giorni dopo, AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha espresso apprezzamento per il piano del Governo.

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Ieri, lunedì 30 marzo, Alessandra Poggiani ha formalizzato le proprie dimissioni da direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Il Dipartimento della funzione pubblica ha subito avviato la selezione per il nuovo direttore generale.

«È stata un’esperienza straordinaria, grazie alla collaborazione di tutti i colleghi di AgID e dell’intera squadra di Governo siamo riusciti in poco tempo a rendere operativa la macchina, mettere a sistema tutti i cantieri aperti, approvare un piano di lavoro concreto e misurabile al 2020 e realizzare i primi risultati tangibili», ha dichiarato Poggiani.

Tra i «risultati tangibili», l’ex direttore di AgID ha citato la partenza della fatturazione elettronica (le PA centrali e locali italiane potranno ricevere e pagare soltanto fatture elettroniche con firma digitale) e l’avvio operativo del sistema di identità digitale.

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Perché Poggiani ha lasciato l’incarico di direttore generale di AgID? «Il motivo per cui mi dimetto è che ho ora l’opportunità di portare l’innovazione sul territorio, nella mia Venezia, la città cui sento di appartenere», ha risposto la diretta interessata a Repubblica.it in un’intervista a firma di Alessandro Longo.

Poggiani correrà in Veneto, nella fila del Partito Democratico. Sarebbe stata Alessandra Moretti, candidata alla guida della Regione, sostenuta proprio dal Pd, a chiedere all’ex direttore di AgID di accettare una candidatura.

La decisione di “scendere in campo”, tuttavia, non sembra essere sufficiente per spiegare le dimissioni. Almeno stando a quanto riferito su Wired.it dal direttore Massimo Russo, che per tre volte ha parlato con Poggiani negli ultimi giorni.

 

 

Sotto accusa il mancato sostegno da parte di Matteo Renzi e della sua squadra di Governo, gli ostacoli frapposti dai sindacati del pubblico impiego, la macchina della burocraziala stratificazione di norme e competenze è tale che tutto diventa impossibile»), le invidie e i protagonismi del mondo digitale.

Una ricostruzione, quella firmata Russo, che Poggiani non ha gradito. «L’intervista che mi è stata attribuita oggi da Massimo Russo di Wired non corrisponde ai contenuti della breve chiacchierata intercorsa durante un’iniziativa pubblica nella quale ci trovavamo entrambi», ha scritto l’ex direttore di AgID sul proprio profilo Facebook.

«La mia esperienza in AgID, oltre a essere stata appassionante, ha sempre trovato riscontro e sostegno nelle politiche di Governo, con i cui componenti peraltro la mia scelta di impegnarmi sul territorio è stata condivisa», ha aggiunto Poggiani.

 

 

Il direttore di Wired.it ha invece confermato «le parole e il senso» dell’articolo incriminato. Parole che hanno generato un botta e risposta a mezzo Twitter tra Russo e Poggiani, e anche una dura reazione da parte dei sindacati della funzione pubblica CGIL, FALBI ed RSU.

 

 

Non mancano interventi di osservatori di settore che sostengono sia necessaria una profonda ristrutturazione di AgID. E si registrano anche ipotesi di rottamazione dell’agenzia, per impiegare un termine caro a Renzi.

Sulle dimissioni di Poggiani e sulle prospettive future di AgID ha detto la sua anche Paolo Barberis, tra i fondatori di Dada, co-fondatore di Nana Bianca, nominato Consigliere per l’Innovazione del Presidente del Consiglio.

 

 

«Non so chi andrà a sostituire Alessandra, ci sarà una selezione pubblica al più presto, ma un auspicio, beh, questo concedetemelo: che venga scelta una persona con eccellenti competenze tecnologiche e importanti esperienze manageriali, meglio se internazionali, alla guida di una squadra di professionisti selezionati e che si possa sviluppare un nuovo metodo di lavoro, una nuova organizzazione con leve adeguate per vincere la sfida che abbiamo davanti».

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