Banda ultra-larga in Italia, i risultati del nostro studio

2013: l’anno della banda ultra-larga. Una visione forse un po’ ottimistica visti i passi ancora da fare, ma è un fatto, confermato dal nostro recente studio sulla diffusione e i costi della fibra ottica in Italia, che all’inizio dell’anno scorso solo lo 0,07% della popolazione beneficiava di una connessione maggiore o uguale ai 30 Mbps nominali; ora la percentuale di abitanti raggiungibili dalla banda ultra-larga è di quasi il 15%.

Cresce la copertura in fibra ottica in Italia e scende il digital divide

Poco più di un settimo della popolazione, insomma: la situazione sta cominciando a sbloccarsi, ed entro il 2016 gli operatori, secondo i loro piani di sviluppo, prevedono di raggiungere la metà delle utenze italiane. Una bella notizia, considerando che la banda larga è da sempre uno dei talloni d’Achille del nostro Paese, e che governi su governi hanno tentato invano di sviluppare efficaci piani d’investimento.
Confronta le offerte ADSL
Il motivo di questa accelerazione va ricercato tra le altre cause nella diffusione della VDSL2, una sorta di ADSL evoluta denominata impropriamente fibra ottica nelle offerte, in grado di raggiungere velocità teoriche fino a 100 Mbps al secondo. La VDSL si distingue dalla vera fibra perché si basa sull’approccio “FttC”, ovvero “Fiber to the cabinet“, secondo il quale dalla centrale arrivano cavi in fibra fino agli armadi stradali nei pressi delle abitazioni; da lì in poi il collegamento è ancora in rame, a differenza della fibra vera e propria, basata sulla tecnologia “FttH” che raggiunge direttamente le case e disponibile in modo capillare solo a Milano.

Cartina

Se la VDSL, pur promettendo una velocità teorica di 100 MBps, potrà difficilmente raggiungere le velocità assolute di picco in modo costante (soprattutto con tanti utenti collegati contemporaneamente), si tratta comunque di un notevole miglioramento rispetto all’ADSL tradizionale: con una velocità che dovrebbe oscillare intorno ai 40-60 Mbit/s, il download e le altre attività a uso intensivo di banda (lo streaming ad alta definizione o la telepresenza) saranno tutt’altra cosa rispetto a quelli ottenibili coi 3,7 Mbps e 7 Mbps di media delle vecchie tariffe a 7 e 20 Mega.

Per quanto riguarda la copertura delle città italiane, bisogna anzitutto ricordare che gli operatori sono quattro: Telecom e Vodafone (che si appoggiano sulla stessa rete), Fastweb e Infostrada. Solo Milano è raggiunta da tutti e quattro, mentre altre 22 possono stipulare offerte con Telecom, Vodafone e Fastweb (Ancona, Bari, bergamo, Bologna, Brescia, Como, Firenze, Genova, Livorno, Monza, Padova, Palermo, Pescara, Pisa, Reggio Emilia, Roma, Torino, Trieste, Varese, Venezia, Verona) e 10 solo con Telecom e Vodafone (Brindisi, Catania, Catanzaro, Forlì, Perugia, Prato, Taranto, Treviso, Udine, Vicenza). Come si vede dall’elenco, la diffusione è maggiore al Nord che al Sud.

Una parola sui costi: secondo il nostro studio, il costo per la fibra varia in genere dai 25 ai 39 euro in promozione, 41,95 euro se si vogliono i 100 Mbps; fuori promozione, le tariffe salgono fino ai 54,90 euro, 59,90 con la «fibra vera». Il sovrappezzo medio rispetto all’ADSL tradizionale è dunque tra gli 0 e i 10 euro, a seconda della tariffa e dell’eventuale periodo promozionale.

Per saperne di più è possibile scaricare il comunicato stampa e lo studio completo. Il nostro nuovo speed test invece è lo strumento ideale per conoscere le velocità effettive per operatore nelle varie città d’Italia.

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