Banda larga, parola d’ordine tuttoincluso

Il bundle piace alla banda larga. Il mercato delle attivazioni si va saturando e il bundle è il salvagente rimasto per conquistare gli utenti rimasti per poi competere su un mercato che mira sempre più a conquistare clienti altrui.

adsl-alice-flat-a-consumo

La battagli si gioca ora sull’offerta più disparata di servizi di voce fissa, mobile, cellulari, chiavette, computer. Il risultato è che gli operatori italiani stanno spingendo tantissimo su offerte con “bundle” di vari servizi in grado di eliminare il canone Telecom (rendendo il pacchetto incluso nel canone sempre più abbondante); e stanno disincentivando le offerte semplici classiche.

Tiscali

Le offerte tutto compreso partono da 29,95 euro al mese, per Adsl più voce semi flat (telefonate nazionali illimitate su rete fissa con scatto alla risposta) per arrivare a 39 euro con voce illimitata senza scatto alla risposta.

Tele2

Le offerte tutto incluso, grazie a promozioni allettanti, sono molto economiche mentre aumenta l’adsl flat 7 Mb che passa a 19,90 euro al mese. L’aumento di prezzo è coerente con una strategia di promozione delle offerte bundle.

Infostrada

Prendendo un servizio flat (voce/banda larga), si attiva anche l’altro servizio (banda larga/voce) e le offerte si allineano ai concorrenti.

Fastweb ha da sempre scommesso molto sulle offerte bundle. La sua strategia è rifuggire dal low cost per posizionarsi come operatore mediamente più costoso ma affidabile e introducendo anche bundle dei servizi mobili e di internet mobile a banda larga.

Per l’utente medio è più conveniente attivare un bundle con incluso la voce (senza canone Telecom): i bundle partono da 29,95 euro al mese (al netto delle promozioni), contro gli oltre 36 euro che comprendono solo canone e adsl.

L’obiettivo delle aziende? Aumentare l’ARPU (average revenue per user), riducendo i costi di acquisizione, aumentando la fedelizzazione all’operatore, anche in vista di una restrizione della domanda di banda larga dovuta alla saturazione del mercato.  Entrambe sono ottenibili con il bundle (due piccioni con una fava)

Sorprende comunque che vi siano già fenomini di saturazione in Italia dove ad avere la banda larga è meno del 20% della popolazione. Il nostro Paese si colloca in 22esima posizione con 19,2 linee ogni 100 abitanti (considerando tutte le tecnologie, quindi ADSL, fibra e altre), per un totale di 11,2 milioni di connessioni.

Grazie Alessandro

iace alla banda larga. Il mercato delle attivazioni si va saturando e il bundle è il salvagente rimasto per conquistare gli utenti rimasti per poi competere su un mercato che mira sempre più a conquistare clienti altrui.

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La battagli si gioca ora sull’offerta più disparata di servizi di voce fissa, mobile, cellulari, chiavette, computer. Il risultato è che gli operatori italiani stanno spingendo tantissimo su offerte con “bundle” di vari servizi in grado di eliminare il canone Telecom (rendendo il pacchetto incluso nel canone sempre più abbondante); e stanno disincentivando le offerte semplici classiche.

Tiscali

Le offerte tutto compreso partono da 29,95 euro al mese, per Adsl più voce semi flat (telefonate nazionali illimitate su rete fissa con scatto alla risposta) per arrivare a 39 euro con voce illimitata senza scatto alla risposta.

Tele2

Le offerte tutto incluso, grazie a promozioni allettanti, sono molto economiche mentre aumenta l’adsl flat 7 Mb che passa a 19,90 euro al mese. L’aumento di prezzo è coerente con una strategia di promozione delle offerte bundle.

Infostrada

Prendendo un servizio flat (voce/banda larga), si attiva anche l’altro servizio (banda larga/voce) e le offerte si allineano ai concorrenti.

Fastweb ha da sempre scommesso molto sulle offerte bundle. La sua strategia è rifuggire dal low cost per posizionarsi come operatore mediamente più costoso ma affidabile e introducendo anche bundle dei servizi mobili e di internet mobile a banda larga.

Per l’utente medio è più conveniente attivare un bundle con incluso la voce (senza canone Telecom): i bundle partono da 29,95 euro al mese (al netto delle promozioni), contro gli oltre 36 euro che comprendono solo canone e adsl.

L’obiettivo delle aziende? Aumentare l’ARPU (average revenue per user), riducendo i costi di acquisizione, aumentando la fedelizzazione all’operatore, anche in vista di una restrizione della domanda di banda larga dovuta alla saturazione del mercato.  Entrambe sono ottenibili con il bundle (due piccioni con una fava)

Sorprende comunque che vi siano già fenomini di saturazione in Italia dove ad avere la banda larga è meno del 20% della popolazione. Il nostro Paese si colloca in 22esima posizione con 19,2 linee ogni 100 abitanti (considerando tutte le tecnologie, quindi ADSL, fibra e altre), per un totale di 11,2 milioni di connessioni.

Grazie Alessandro

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