Banda larga, Italia ultima in Europa

Poter contare su una connessione efficiente è davvero importante per una nazione che vuole considerarsi all’avanguardia, ma in Italia c’è ancora tanto da fare in questo ambito: il nostro Paese, infatti, risulta ultimo in Europa per la diffusione della banda larga.

L'Italia è all'ultimo posto in Europa nella velocità di connessione in banda larga

In un’epoca come la nostra poter contare sugli sviluppi della tecnologia può essere un aiuto importante in vari ambiti, ma anche per la qualità della connessione Internet sono ancora tanti i progressi che il nostro Paese deve compiere.

A lanciare l’allarme sulla situazione della nostra penisola è la classifica pubblicata recentemente da ‘The Independent’ che ha rielaborato i dati di Ookla in merito alla velocità della connessione in banda larga: l’Italia, infatti, risulta essere non solo l‘ultima in Europa, ma è in fondo anche nella graduatoria mondiale con 9,1 Mbps di velocità media. Peggio anche della Namibia (9,4 Mbps).

Una situazione preoccupante

La classifica pubblicata dal giornale non si limita solamente a esporre i numeri, che troppo spesso possono sembrare asettici, ma affianca a questi una cartina del mondo con i vari Paesi che vengono contrassegnati da colori diversi per indicare proprio la qualità della connessione: si va così dal rosso (sotto i 20 Mbps) al verde (maggiore di 60 Mbps).

Così, è impossibile non notare come l’Italia non riesca a raggiungere il livello di altre realtà europee che risultano ben più all’avanguardia. Nel nostro continente, infatti, a fare compagnia all’Italia per lo scarso livello di connessione ci sono Paesi come Bosnia, Croazia, Montenegro e Albania, località dove le ultime novità tecnologiche hanno ancora pochissima diffusione rispetto invece a quanto accade all’interno dei nostri confini.

In testa alla graduatoria europea ci sono invece Svezia e Romania che superano i 50 megabit al secondo grazie agli investimenti che periodicamente vengono fatti dai governi: si tratta infatti di un ambito che non può più essere trascurato soprattutto se si vuole veramente che l’economia locale possa migliorare. Per un’azienda che ha la necessità di mantenere i contatti con i propri clienti in modo costante ed effettuare operazioni che ormai sono possibili anche a distanza essere dotati di una connessione spesso altalenante può comportare anche una perdita di guadagno non trascurabile.

Sconfortante il confronto fuori Europa

La situazione italiana appare desolante anche se si realizza un paragone con quello che accade oltre il nostro continente: gli Stati Uniti e il Canada, infatti, viaggiano a una media di 25 Mbps, mentre scendendo verso il Sud America la velocità scende tra i 10 e i 15 del Messico, fino a meno di 10 Mbps nella zona centrale (Cuba, Panama e Guatemala). Arrivati in America Latina, la banda accelera a 21,3 Mbps in Uruguay, poi decresce tra 14 e 16 Mbps in Cile, e in Brasile cala tra i 12 e i 14 Mbps. Poi la connettività frena a meno 6 Mbps in Venezuela, Bolivia, Ecuador e Paraguay.

Spicca invece in positivo la velocità di connessione del Madagascar, che si distingue rispetto alla media generale del continente africano (in alcune zone come Sudan, Algeria ed Egitto si raggiungono a fatica i 2 Mbps) dove si raggiungono addirittura i 12,9 Mbps.

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