Banda larga in Italia: il futuro per Stefano Quintarelli

La banda larga in Italia è un problema: la rete è vecchia, per gran parte l’adsl viaggia sui fili di rame e la fibra ottica scarseggia. Servono investimenti: i soldi sono pochi e il governo, tramite la cassa depositi e prestiti, non si decide a dare una svolta al Piano Romani per un vero internet a banda larga sbloccando i fondi destinati alla NGN.

Restano alcuni contentini, come gli incentivi per la banda larga, ma la connessione adsl rimane un problema cruciale per il futuro del Paese visto che urge con gravità enorme un’ammodernamento del sistema per non perdere competitività.

La connessione a banda larga deve essere garantita per tutti: al momento dai test eseguiti sull’effettiva banda larga il risultato è angosciante.

Qualcosa sembra tuttavia smuoversi, come è apparso dal comunicato in pompa magna della volontà di costituire una new company tra Fastweb, Wind e Vodafone che implementi e gestisca la rete in fibra ottica per portare la banda ultralarga nelle case degli Italiani.

Per capirci un po di più abbiamo intervistato il massimo esperto, secondo SosTariffe, di telecomunicazioni in Italia: Stefano Quintarelli.

Stefano, pensi che l’azione di Fastweb, Vodafone e Wind dopo 3 anni di stallo possa sbloccare effettivamente qualcosa o è una semplice azione di marketing?

La nuova rete NGN prevede di cablare in fibra ottica inizialmente le 15 maggiori città in Italia. Solo successivamente si potrà estendere la rete in fibra FTTH ad altre 500 città. Non si creano nuovi problemi di digital divide?

Ultimamente si è sentito parlare di Telecom che sta effettuando degli esperimenti di gestione del traffico (o di limitazione del traffico pesante) a causa della rete in rame incapace di garantire banda per tutti ovunque. Stefano, credi sia un problema futuro? Pensi che gli altri operatori saranno limitati e sfavoriti sulla rete di TI che privilegerà prima il proprio traffico?

Stefano, da qualche mese la Commissione Europea vuole riutilizzare le frequenze che si sono liberate grazie al passaggio al digitale. Stiamo parlando delle frequenze a 800Mhz che potrebbero essere riutilizzate per fornire un servizio dati, si dice ” a banda larga”. Ci puoi spiegare di più?

Come ricorda Stefano, la definizione Europea di “banda larga” è superiore a 128kb. Nonostante oggigiorno per banda larga si intende una connessione superiore ormai a 640kbit e tutti siamo abituati ad avere una connessione teorica di 7Mega si può definire impropriamente banda larga anche quella che potrebbe essere effettuata su queste frequenze. C’è però da tenere presente, come sottolinea Stefano Quintarelli, che sarà pressochè impossibile vedere un video su youtube ma utilizzare la posta elettronica, twitter e forse navigare anche nel web sarà possibile.

Che copertura potremo raggiungere con queste frequenze?

Ovviamente la copertura come spiega Quintarelli dipende dall’area, dalla potenza e dagli ostacoli incontrati. Sicuramente si potranno coprire più zone con meno antenne ma ci saranno più persone connesse a meno antenne e quindi rimane il tradeoff tra numero di antenne e banda disponibile per ogni singolo utilizzatore.

Quanta banda sarà disponibile sulle frequenze 800Mhz?

Stefano ci rilascia un commento che purtroppo non possiamo pubblicare. In sostanza la banda disponibile dipende dalla tecnologia adottata. A breve intervisteremo un operatore wimax per capire quanti bit si possono spremere per ogni hertz e andremo a fondo alla questione. Approssimativamente si potrebbero dire 60 megabit per ogni cella in linea teorica e senza mobilità.

banda larga in Italia è un problema: la rete è vecchia, per gran parte l’adsl viaggia sui fili di rame e la fibra ottica scarseggia. Servono investimenti: i soldi sono pochi e il governo, tramite la cassa depositi e prestiti, non si decide a dare una svolta al Piano Romani per un vero internet a banda larga sbloccando i fondi destinati alla NGN.

Restano alcuni contentini, come gli incentivi per la banda larga, ma la connessione adsl rimane un problema cruciale per il futuro del Paese visto che urge con gravità enorme un’ammodernamento del sistema per non perdere competitività.

La connessione a banda larga deve essere garantita per tutti: al momento dai test eseguiti sull’effettiva banda larga il risultato è angosciante.

Qualcosa sembra tuttavia smuoversi, come è apparso dal comunicato in pompa magna della volontà di costituire una new company tra Fastweb, Wind e Vodafone che implementi e gestisca la rete in fibra ottica per portare la banda ultralarga nelle case degli Italiani.

Per capirci un po di più abbiamo intervistato il massimo esperto, secondo SosTariffe, di telecomunicazioni in Italia: Stefano Quintarelli.

Stefano, pensi che l’azione di Fastweb, Vodafone e Wind dopo 3 anni di stallo possa sbloccare effettivamente qualcosa o è una semplice azione di marketing?

La nuova rete NGN prevede di cablare in fibra ottica inizialmente le 15 maggiori città in Italia. Solo successivamente si potrà estendere la rete in fibra FTTH ad altre 500 città. Non si creano nuovi problemi di digital divide?

Ultimamente si è sentito parlare di Telecom che sta effettuando degli esperimenti di gestione del traffico (o di limitazione del traffico pesante) a causa della rete in rame incapace di garantire banda per tutti ovunque. Stefano, credi sia un problema futuro? Pensi che gli altri operatori saranno limitati e sfavoriti sulla rete di TI che privilegerà prima il proprio traffico?

Stefano, da qualche mese la Commissione Europea vuole riutilizzare le frequenze che si sono liberate grazie al passaggio al digitale. Stiamo parlando delle frequenze a 800Mhz che potrebbero essere riutilizzate per fornire un servizio dati, si dice ” a banda larga”. Ci puoi spiegare di più?

Come ricorda Stefano, la definizione Europea di “banda larga” è superiore a 128kb. Nonostante oggigiorno per banda larga si intende una connessione superiore ormai a 640kbit e tutti siamo abituati ad avere una connessione teorica di 7Mega si può definire impropriamente banda larga anche quella che potrebbe essere effettuata su queste frequenze. C’è però da tenere presente, come sottolinea Stefano Quintarelli, che sarà pressochè impossibile vedere un video su youtube ma utilizzare la posta elettronica, twitter e forse navigare anche nel web sarà possibile.

Che copertura potremo raggiungere con queste frequenze?

Ovviamente la copertura come spiega Quintarelli dipende dall’area, dalla potenza e dagli ostacoli incontrati. Sicuramente si potranno coprire più zone con meno antenne ma ci saranno più persone connesse a meno antenne e quindi rimane il tradeoff tra numero di antenne e banda disponibile per ogni singolo utilizzatore.

Quanta banda sarà disponibile sulle frequenze 800Mhz?

Stefano ci rilascia un commento che purtroppo non possiamo pubblicare. In sostanza la banda disponibile dipende dalla tecnologia adottata. A breve intervisteremo un operatore wimax per capire quanti bit si possono spremere per ogni hertz e andremo a fondo alla questione. Approssimativamente si potrebbero dire 60 megabit per ogni cella in linea teorica e senza mobilità.

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