Banda larga fissa: quanto costa connettersi a Internet (Seconda Parte)

Negli USA, gli utenti di servizi di connettività a Internet a banda larga fissa pagano di più rispetto ai consumatori che in Asia e in Europa hanno sottoscritto offerte analoghe. I clienti a stelle e strisce, inoltre, hanno maggiori probabilità di essere chiamati ad affrontare spese aggiuntive per il noleggio del modem e di imbattersi in limiti di traffico dati mensili. 

In Europa e in Asia, per la banda larga fissa si paga meno che negli USA
I risultati del nuovo rapporto The Cost of Connectivity pubblicato da OTI (Open Technology Institute)

Nella prima parte de Banda larga fissa: quanto costa connettersi a Internet, è stato introdotta l’edizione 2014 del rapporto The Cost of Connectivity curato da OTI (Open Technology Institute). Uno studio volto a individuare sia i costi di accesso a Internet a banda larga fissa (DSL, Fibra Ottica, cavo) sia le velocità di connessione promesse e sperimentate nel concreto.

La seconda parte del focus è incentrata sui risultati e sulle evidenze del rapporto medesimo. Per ognuna delle 24 città protagoniste dello studio, OTI ha selezionato le offerte a banda larga fissa in base alle preferenze espresse più di frequente dai consumatori: elevate velocità di connessione, una certa quantità di traffico dati, migliori condizioni a un determinato prezzo.

Confronta offerte a banda larga

OTI ha quindi analizzato le offerte e creato una metrica standard per determinare la relazione tra la velocità di connessione e il prezzo e produrre un confronto delle offerte medesime.

Le tabelle e i grafici di cui sopra (Figure 1) mostrano una comparazione delle velocità di connessione nominali sia in senso assoluto sia in relazione al costo mensile sostenuto dai consumatori. Rispetto ai valori del 2012 e del 2013, OTI ha rilevato nel complesso un aumento delle velocità. Nei casi in cui gli IPS hanno mantenuto invariate le velocità, è stata riscontrata una diminuzione dei prezzi.

Le tabelle e i grafici di cui sopra (Figure 2) illustrano un confronto delle migliori offerte per accedere a Internet a banda larga fissa con costi mensili inferiori ai 40 dollari.

Il grafico di cui sopra (Figure 3) fornisce una comparazione dei costi sostenuti negli USA con quelli affrontati in Europa.

Il grafico di cui sopra (Figure 4) mostra il prezzo medio dei piani tariffari nel range di velocità compreso tra i 25 Mbps e i 50 Mbps. Nella maggior parte delle città asiatiche ed europee, i servizi di connettività fruiti dai consumatori sono offerti a un prezzo medio più basso.

Il grafico di cui sopra (Figure 5) mostra la velocità di connessione media dei piani tariffari nel range di prezzo compreso tra i 35 dollari e i 50 dollari. Anche in questo caso, ad avere la meglio sono nel complesso le città asiatiche ed europee.

Il grafico di cui sopra (Figure 6) mostra la velocità di connessione media dei piani tariffari proposti a un prezzo mensile superiore ai 50 dollari. A competere al meglio con le città asiatiche ed europee sono le città statunitensi ove sono attive reti municipalizzate e quelle in cui è disponibile il servizio Google Fiber.

Il grafico di cui sopra (Figure 7) mostra le velocità di connessione effettive stimate da OTI in relazione ai piani tariffari che comportano un impegno di spesa mensile di 50 dollari. Anche in questo caso sono le città asiatiche ed europee a primeggiare.

Il grafico di cui sopra (Figure 8 ) mostra il costo mensile stimato da OTI per avere accesso a Internet a una velocità di connessione pari a 25 Mbps in download. Eccezion fatta per Hong Kong, si spende nel complesso meno in Asia e in Europa.

OTI ha anche preso in considerazione i costi di attivazione, installazione e per il modem e i data cap (limiti di traffico dati) previsti dagli ISP. Stando all’analisi dell’istituto, negli Stati Uniti d’America, i consumatori hanno maggiori probabilità di essere chiamati ad affrontare spese aggiuntive per il noleggio del modem e di imbattersi in data cap.

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