Banda larga, diritto di prima necessità

La banda larga è un diritto di prima necessità, come l’acqua in agricoltura. A dirlo non siamo (solo) noi, bensì la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, che parlando con i giornalisti alla presentazione del centro Ermes dell’Università Federico II, si è soffermata su tutti i vantaggi che la banda larga può apportare agli operatori del nostro Paese.

La banda larga è come l'acqua per l'agricoltura
La banda larga è come l'acqua per l'agricoltura

In particolare, Boldrini ha ricordato che laddove esiste un’alta diffusione di banda larga esistono altresì maggiori opportunità di sviluppo, e più possibilità di poter allargare le attività commerciali, anche turistiche. Di contro, quando non c’è la banda larga, a risentirne è sia la produzione che la complessiva iniziativa privata.

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Sulla base di tali affermazioni preliminari, Laura Boldrini ha quindi ricordato come nell’attuale era globale non si possa più prescindere da Internet e banda larga, valutata come “acqua per agricoltura, senza la quale l’agricoltura muore”.

Nel proprio discorso dinanzi ai media la Presidente della Camera ha altresì sottolineato con soddisfazione l’impegno profuso a Montecitorio per l’istituzione della Commissione Internet, oltre a precedenti esperienze quando era all’interno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite in varie missioni fra i rifugiati, dove ha potuto toccare con mano quanto possa essere importante il web per quei popoli in fuga, e privati della libertà effettiva.

In tal proposito, non possiamo non ricordare come la situazione odierna italiana in materia di banda larga sia sensibilmente inferiore alla media europea. Nel nostro Paese la scala di performance è infatti inferiore ai 15 Mbps, ponendo dunque il tricolore insieme ai Paesi balcanici, alla Grecia e alla Turchia.

Più veloci di quanto avviene all’interno del nostro territorio sono dunque tutti gli altri: la Bielorussia (tra 15 e 20 Mbps), la Polonia e l’Ucraina (tra 20 e 25 Mbps), l’Olanda, la Svizzera, la Lituania (tra 40 e 50 Mbps) o addirittura Romania e Svezia, best performer con oltre 50 Mbps.

I passi in avanti, strategici e strutturali, sembrano aver colmato solamente in parte il gap prestazionale maturato nel corso degli ultimi anni. L’auspicio è che le nuove ambizioni nel comparto possano effettivamente aiutare gli operatori a poter fruire di una connessione qualitativamente migliore in banda larga. Che ne pensate?

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