Bancoposta, i postini non potranno essere promotori

Negli scorsi mesi era circolata la voce che Poste Italiane potesse avvalersi del personale addetto al recapito della corrispondenza anche per la distribuzione di prodotti del risparmio gestito fuori sede. È intervenuta BankItalia a chiarire la questione, con un documento che non lascia dubbi sulla possibilità di futuri “postini-promotori“.

Postino
Un documento della Banca d'Italia chiarisce le voci circolate negli ultimi tempi

Secondo la Banca d’Italia infatti «per esigenze di sana e prudente gestione del Bancoposta e di tutela dei clienti con cui la rete esterna di Poste venga in contatto, le disposizioni estendono a Bancoposta la disciplina dell’attività fuori sede delle banche, con rinvio quindi alla disciplina specifica dei diversi canali utilizzabili per ciascuna tipologia di prodotto». Dal canto suo, Poste Italiane (che nei prossimi mesi sarà, come abbiamo segnalato più volte, oggetto di una importante IPO) continua a rafforzare il suo team di promotori finanziari professionisti per BancoPosta, che ormai tocca le cento unità.
Confronta le offerte di Poste Italiane
Più specificatamente, i postini, non avendo ricevuto formazione specifica ed essendo impegnati in altre funzioni di Poste, non potranno operare per l’attività di Bancoposta fuori sede: si esclude infatti che «l’attività di Bancoposta fuori sede possa essere svolta da dipendenti addetti al recapito della corrispondenza, in considerazione dei rilevanti rischi operativi e reputazionali che in tale eventualità si determinerebbero». La ratio della comunicazione di Via Nazionale va a individuarsi nel troppo rischio riscontrabile in caso di circolazione di elevate quantità di contante al di fuori della località dei succursali. Via libera invece all’incasso dei bollettini postali, almeno in linea teorica ed esclusivamente con l’impiego di mezzi di pagamento sicuri (come i POS) e senza transazioni in contanti.

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