Banche, le previsioni nell’offerta mutui sono ancora negative

Continua la crisi di liquidità e la situazione economica globale non tende a migliorare. Di conseguenza, il mercato dei mutui e i prestiti probabilmente continuerà ad essere debole anche durante il resto del 2012. A confermarlo, i risultati di una recente indagine di Crif ed Efma. Vediamola in dettaglio.

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Le famiglie italiane sono preoccupate per questa crisi economica e lavorativa che diventa sempre più pesante; per questo motivo, fanno l’impossibile per non imbarcarsi nell’avventura dei mutui, anche se sono in molti ancora a non essere in possesso della prima casa, sopratutto i giovani.

In ogni caso, i prestiti e i mutui ne risentono e, di conseguenza, il mercato europeo del credito continua ad essere debole.

Queste sono alcune delle conseguenze che emergono dalla recente indagine che Crif ed Efma hanno condotto sul mercato europeo del credito alle famiglie.

Lo studio, eseguito sulla base di una serie di interviste ai responsabili di banche, finanziarie e istituti di credito, ha valutato anche l’eventuale impatto che potrebbe avere sulle nuove erogazioni di prestito la recente proposta della Commissione Europea, riguardo l’introduzione di misure rivolte a unificare il mercato creditizio e a facilitare la stabilità finanziaria.

Dai risultati dello studio emerge uno scenario per niente positivo per il mercato dei mutui.

In particolare, il 41% dei partecipanti ritiene infatti che ci sarà una ulteriore riduzione delle erogazioni di prestito, intanto che solo il 18% considera che è possibile una crescita rispetto all’anno precedente.

Nello specifico, secondo il 54% degli intervistati la crisi di liquidità sarà uno dei fattori più importanti tra i responsabili di un impatto negativo sulle nuove erogazioni anche nel futuro prossimo, intanto che il 46% ritiene che sono i requisiti di capitale quelli che influenzano più negativamente l’offerta di mutui.

Per quanto concerne, invece, le aspettative vincolate alla possibile adozione della direttiva della Commissione per l’unificazione del mercato competitivo, un 61% degli intervistati considera che improbabilmente si assista allo sviluppo di nuovi canali alternativi di erogazione.

Invece, per il 50% dei partecipanti gli effetti sarebbero positivi, dato che le nuove norme incrementerebbero la consapevolezza dei risparmiatori rispetto al proprio livello di indebitamento e la possibilità degli stessi di comparare diverse offerte di prestito.

Banche, le previsioni nell’offerta mutui per il 2012

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