Banche italiane a “rischio”, secondo Moody’s non è da escludere un intervento pubblico

Secondo quanto comunicava poco fa Moody’s, una delle più importanti agenzie di rating al mondo, alcune banche italiane potrebbero dover ricorrere ad aiuti pubblici o caricare di perdite i propri obbligazionisti junior.

Moody's non esclude salvataggio pubblico banche italiane
Moody's non esclude salvataggio pubblico banche italiane

In un report dedicato esclusivamente agli istituti di credito nazionali, Moody’s sottolinea come la crescita delle sofferenze creditizie continuerà anche nel 2014, nonostante i segnali di stabilizzazione dell’economia tricolore. Per Moody’s tra le 15 banche che sono sottoposte all’esame da parte della Banca centrale europea vi potrebbe essere qualche azienda di credito che vedrà il proprio bilancio indebolirsi ulteriormente, aprendo margini di immediato intervento privato (prevalentemente, mediante aumenti di capitale).

Confronta le offerte di c/c»

Questa opzione potrebbe tuttavia non bastare. Ne deriva che, per salvaguardare gli interessi dei titolari di conto corrente, non è da escludersi un intervento pubblico o un bail in (cioè, un “giro” parziale delle perdite sugli obbligazionisti).

Nel suo dossier Moody’s ha inoltre affermato come in Italia le sofferenze stiano colpendo in maniera crescente la redditività degli istituti di credito, e come i crediti deteriorati si concentrino in misura prevalente sulle piccole e sulle medie imprese. Un contesto che, conclude l’agenzia, potrebbe condurre le stesse banche a chiudere ancora i rubinetti del credito.

Commenti Facebook: