Banche intoccabili, poca trasparenza

La manovra varata da Governo contro il rischio di default e di svalutazioni dei titoli di debito pubblico italiani da 24 miliardi di euro, non ha minimamente toccato il settore bancario, piuttosto di introdurre tasse sulle transazioni bancarie come in USA dove questa politica prevede la generazione di un gettito da 120 miliardi di dollari, si preferisce non rinnovare i contratti a dipendenti pubblici e cancellare enti pubblici.

Il settore bancario non solo non ha subito provvedimenti a favore della situazione finanziaria del BelPaese, nemmeno sul fronte della trasparenza non ci sono novità. Anche Mario Draghi, governatore di Bankitalia in più occasioni ha richiesto maggiore trasparenza sui costi degli istituti, senza comunque ottenere riscontri positivi. In Italia per i conti correnti si continua a spendere di più rispetto a tutti i Paesi europei.

bankitalia-mario-draghi

Oltre ai conti, secondo le ricerche di Federconsumatori, gli italiani sostengono anche maggiori costi per mutui e prestiti, per i quali le banche praticano tassi maggiori della media. I sottoscrittori di mutui sopportano interessi maggiori dello 0,59%, mentre chi richiede un prestito pagherà interessi più alti del 2,16% rispetto ai prestiti concessi in Europa. Tradotto in numeri un mutuo trentennale di 100 mila euro costerà circa 10800 euro in più pari a 361 euro annuali, mentre per i prestiti il valore annuale si attesta a quota 350 euro.

varata da Governo contro il rischio di default e di svalutazioni dei titoli di debito pubblico italiani da 24 miliardi di euro, non ha minimamente toccato il settore bancario, piuttosto di introdurre tasse sulle transazioni bancarie come in USA dove questa politica prevede la generazione di un gettito da 120 miliardi di dollari, si preferisce non rinnovare i contratti a dipendenti pubblici e cancellare enti pubblici.

Il settore bancario non solo non ha subito provvedimenti a favore della situazione finanziaria del BelPaese, nemmeno sul fronte della trasparenza non ci sono novità. Anche Mario Draghi, governatore di Bankitalia in più occasioni ha richiesto maggiore trasparenza sui costi degli istituti, senza comunque ottenere riscontri positivi. In Italia per i conti correnti si continua a spendere di più rispetto a tutti i Paesi europei.

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Oltre ai conti, secondo le ricerche di Federconsumatori, gli italiani sostengono anche maggiori costi per mutui e prestiti, per i quali le banche praticano tassi maggiori della media. I sottoscrittori di mutui sopportano interessi maggiori dello 0,59%, mentre chi richiede un prestito pagherà interessi più alti del 2,16% rispetto ai prestiti concessi in Europa. Tradotto in numeri un mutuo trentennale di 100 mila euro costerà circa 10800 euro in più pari a 361 euro annuali, mentre per i prestiti il valore annuale si attesta a quota 350 euro.

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