Banca dati attestato di rischio Rca: come funziona

Il 19 maggio scorso l’Ivass ha pubblicato il Regolamento recante la disciplina della banca dati attestati di rischio e dell’attestazione dello stato di rischio di cui all’art. 134 del Codice della Assicurazioni private. In questo articolo SosTariffe.it riporta i contenuti più importanti del regolamento, concernenti il funzionamento della banca dati attestato di rischio Rca, le modalità di  trasmissione dei documenti assicurativi e la possibilità, da parte delle Autorità, di effettuare controlli in tempo reale sulla validità dell’assicurazione.

Assicurazione telematica. Ecco il contenuto del nuovo regolamento Ivass

Nel settore assicurativo è stata introdotta una novità rivoluzionaria: la banca dati attestato di rischio Rca.

Di cosa di tratta? La creazione di file contenenti i dati rilevati relativi a ciascun contratto di assicurazione, può definirsi la conseguenza naturale della dematerializzazione dei documenti assicurativi, un processo iniziato ad aprile scorso con il passaggio dal tagliando cartaceo a quello telematico, e che si concluderà il 1° luglio 2015 con la nascita dell’attestato di rischio digitale.

La banca dati, soggetta al controllo dell’Autorità di Vigilanza (Ivass), conterrà in sostanza tutte le informazioni sulle polizze stipulate con qualsiasi compagnia abilitata ad operare in Italia, e sostituirà i documenti cartacei preesistenti, consentendo nel contempo ai vigili e alla polizia, di controllare in modo più efficace i casi di frode e scadenza dell’assicurazione auto e dell’assicurazione moto.

Ai sensi dell’art. 5 del regolamento Ivass, saranno le stesse assicurazioni ad alimentare la banca dati attestato di rischio Rca immettendovi le informazioni, e saranno tenute in particolare ad inserire i dati relativi all’ultimo attestato valido almeno 30 giorni prima della scadenza della polizza, per permettere alla nuova assicurazione scelta dal consumatore, di reperirle online.
Confronta preventivi RC auto
Per i contratti relativi a flotte di veicoli la consegna telematica avverrà su richiesta del contraente, mentre per i contratti conclusi tramite intermediari, l’impresa obbligata alla consegna dell’attestato di rischio, garantirà, all’avente diritto che ne faccia richiesta, ovvero a persona dallo stesso delegata, una stampa dello stesso per il tramite dei propri intermediari, senza applicazione di costi. Tuttavia la copia cartacea non potrà essere utilizzata, stante l’obbligo di invio per via telematica.
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