Banca Centrale Europea, tassi invariati allo 0,25%

La Bce ha lasciato al minimo storico dello 0,25% il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, come ampiamente previsto dagli operatori. Anche il tasso sui depositi overnight (a quota zero) e il tasso marginale (allo 0,75%) sono rimasti invariati. L’ultimo taglio rimane quindi quello dello scorso novembre.

Bce
Non escluso nemmeno il "quantitative easing" in futuro

Il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha parlato nella sua conferenza stampa di una ripresa avviata, benché si confermi un futuro “prolungato periodo di bassa inflazione”. Non si esclude insomma un nuovo allentamento monetario per contrastare questo calo continuo; all’interno del board c’è anzi unanimità sulla possibilità dell’uso di misure non convenzionali per evitare la deflazione nel Vecchio continente: fra queste anche il “quantitative easing“, cioè l’acquisto di titoli finanziari, che comunque non appare prossimo: Draghi ha infatti ricordato che le misure convenzionali contro la bassa inflazione non sono ancora state esaurite.
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Oltre al pericolo reale di una stagnazione prolungata, a preoccupare il presidente della Bce anche la disoccupazione, che rimane troppo elevata, così come il gap produttivo; permangono rischi al ribasso per la crescita, e i rischi geopolitici potrebbero influenzare negativamente l’economia di tutta l’Eurozona. Parole che sembrano riecheggiare alcune analisi di qualche giorno fa, per cui ad esempio in Italia una larghissima parte del tasso di disoccupazione, attualmente molto elevato, sarebbe già in larga parte strutturale.

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