Baby sitter gratis: in Italia la paga lo Stato. Perché le mamme non chiedono il bonus?

In Italia l’anno scorso c’è stata la possibilità di ricevere dallo Stato 300 euro al mese da spendere per la baby-sitter o per l’asilo durante 6 mesi, nel caso di mamme che tornavano al lavoro dopo la maternità. Ma lo sapevano in pochi, c’era molta confusione e tanta burocrazia che alla fine soltanto il 37% dei fondi istituiti dalla Legge Fornero per questi voucher sono stati utilizzati. Cosa succederà quest’anno?

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Bonus baby sitter: ci sono 300 euro a disposizione al mese per le neomamme in Italia

Secondo quanto previsto dalla Legge Fornero (92/2013), in Italia è disponibile un‘agevolazione rivolta alle donne che vogliono rientrare al lavoro dopo la maternità.

In particolare, il congedo parentale prevede 6 mesi pagati al 30% dopo i 5 mesi di assenza obbligatoria per la maternità. Tuttavia, nel 2013, le neomamme che non volevano restare a casa con l’assegno dell’Inps ma tornare al lavoro, potevano far richiesta dei buoni lavoro per pagare l’asilo o la baby-sitter. Questi voucher hanno un valore di 300 euro al mese per 6 mesi.

La misura introdotta dalla Legge Fornero era stata finanziata con 20 milioni di euro per il 2013, che dovrebbero bastare per agevolare 11.000 mamme, che in sé non erano tantissime, ma il problema è che alla fine sono arrivate soltanto 3.762 domande, che hanno utilizzato soltanto il 37% dei fondi.

Voucher baby-sitter: perché così in poche a farne richiesta?

Il problema, come accade speso, è stata la difficoltà nell’accesso a questi fondi. La questione è stata sollevata di recente dall’onorevole Pd Vittoria D’Incecco, osservando che “Il problema è che l’iter per riuscire a ottenere i fondi era troppo complicato e poco pubblicizzato. Ci sono altri 20 milioni stanziati per quest’anno e altrettanti per il 2015. Non possiamo permetterci un altro flop”.

In particolare, i voucher baby-sitter si potevano spendere soltanto presso alcuni asili accreditati presso l’Inps.

D’altronde, la richiesta dell’agevolazione andava fatta soltanto online, presso il sito dell’Inps, ma non solo: potevano inviarsi unicamente il 28 luglio 2013.

Quello che si chiedono tante donne adesso è se quest’anno ci sarà un’altra volta la possibilità di farne richiesta, e quando. Secondo l’onorevole D’Incecco “Dovrebbe. Ma al momento non si sa quale sia il giorno da segnare sul calendario. La mia proposta è che prima di incorrere in un altro flop si cambi sistema. Magari passando dal buono lavoro, che richiede un complesso meccanismo di tracciabilità per evitare che vada speso in modo improprio, a un voucher da usare per qualsiasi tipo di lavoro di cura familiare”.

 

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