Auto e guida autonoma, tutto ciò che c'è da sapere

Automobili che si guidano da sole, uomini che impostano la sola destinazione e si fanno trasportare da un luogo all'altro trasformandosi da conducenti a semplici passeggeri. Tecnologia ai massimi livelli e comfort sono assicurati, ma eticamente, siamo pronti per le vetture del futuro? Il cervellone elettronico potrà garantire la sicurezza stradale? Auto e guida autonoma: tutto ciò che c'è da sapere.

Auto e guida autonoma, tutto ciò che c'è da sapere

L’auto che si guida da sola è già diventata realtà. Al salone CES di Las Vegas dedicato all’hi-tech, Mercedes-Benz e Audi hanno presentato vetture in grado di percorrere chilometri e chilometri senza l’ausilio del conducente, ma in California l’ultimo bilancio parla di 4 incidenti (di lieve entità) provocati dal cervellone elettronico delle moderne quattroruote. Scopri auto e guida autonoma tutto ciò che c’è da sapere.

Automobili con l’anima, dotate di cervello elettronico preimpostato per decidere come rispondere, prontamente, al rischio di sinistro, come comportarsi (sterzare, frenare o accelerare) in presenza di ostacoli. Impossibile, futuristico? No. Le vetture senza conducente esistono già, e non sono esemplari singoli, ma interi parchi auto già circolanti (almeno in California). Con orgoglio, famose case automobilistiche hanno esibito proprio quest’anno diversi gioiellini al salone americano dedicato alle tecnologia (CES), ma molti nutrono dubbi sull’utilizzo dell’auto con guida autonoma.
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Le questioni si pongono soprattutto sul piano etico e della sicurezza stradale. Sostituire ai riflessi e al pensiero umano un cervello elettronico, significa da una parte rinunciare al gusto della guida, ma anche accettare le “decisioni” della vettura in caso di sinistro. Gli scienziati si stanno interrogando sulle conseguenze della rinuncia al conducente umano, e cercano di risolvere in particolare le problematiche legate all’intelligenza della vettura.

Auto e guida autonoma, tutto ciò che c’è da sapere

Come si comporta una vettura che si guida da sola in caso di pericolo di sinistro? Come sceglierà l’opzione “giusta”? Si tratta di questioni importantissime da risolvere prima di immettere nel mercato mondiale l’auto con guida autonoma. Poniamo il caso dell’automobilista che, guidando su un rettilineo, in piena notte, si trovi davanti un pedone, e che cercando di evitarlo risulti impossibile non rischiare la vita, a causa della presenza di altri ostacoli molto vicini, a destra e sinistra.

In questo caso la soluzione sta alla coscienza e al riflesso dell’automobilista, che potrà scegliere di investire il pedone (facendo prevalere l’istinto di sopravvivenza), o di rischiare la propria vita per evitarlo. Se la stessa situazione di verificasse in presenza di una vettura che si guida da sola invece, la decisione sarebbe presa dall’intelligenza artificiale della stessa. Se ne deduce che il successo delle vetture autonome dipenderà molto da livello di sicurezza stradale garantito dalle impostazioni dei cervelloni elettronici.

Ciò non significa però, che tutti gli automobilisti si sentano a proprio agio nel rinunciare al volante e, soprattutto, a mettere la propria vita e quella degli altri nelle mani di una macchina.

Tutto ciò avrà importanti riflessi anche nel settore assicurazioni. Se attualmente il risarcimento del danno si basa sull’attribuzione della responsabilità ad uno dei conducenti, cosa accadrà con la guida autonoma? Chi dovrà assicurarsi, l’automobilista o la casa costruttrice della vettura? Si passerà dal parlare di “errore umano” a parlare di “errore elettronico”? Insomma: le problematiche da risolvere non sono di poco conto.

Oggi è obbligatorio per gli automobilisti munirsi di assicurazione Rca, e per ricostruire le dinamiche dei sinistri sono state ideate le Rc satellitari con utilizzo di scatola nera. Questo dispositivo di ultima generazione (la scatola nera), registra l’incidente permettendo alle compagnia di sventare le frodi, e agli automobilisti di non affrontare una causa nei confronti dell’assicurazione. Possibile che di qui a pochi anni, anche le scatole nere andranno in pensione? Lo scenario è aperto all’evoluzione legata all’utilizzo dell’auto “indipendente”.
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Le auto con guida autonoma naturalmente, non riflettono, non pensano, non hanno valori etici o morali, in poche parole: non hanno sensibilità umana. Esse rispondono grazie ai sensori e alle impostazioni della centralina elettrica. La questione più importante da risolvere è la seguente: chi stabilirà i parametri tecnici di sicurezza che le auto del futuro dovranno rispettare? Auto e guida autonoma: tutto ciò che c’è da sapere sugli incidenti stradali.

4 sinistri in California con auto senza conducente

La California ha autorizzato con legge specifica la circolazione delle vetture che si guidano da sole, per 48 auto costruite da case famose come Google, Delphi, Audi e Mercedes-Benz, permettendo a tutti gli effetti al sperimentazione della auto del futuro. Dallo scorso anno ben 4 incidenti, anche se di lieve entità, si sono verificati in California utilizzando auto impostate per guidare autonomamente: tre delle vetture coinvolte appartengono al parco Google, e uno a Delphi.

I sinistri in questione si sono verificati a poco meno di 10 miglia orarie, e solo due in modalità guida autonoma, avendo conseguenze marginali (solo danni materiali) e nessun ferito. Google si è difesa parlando di “errore umano”, e riferendo che, dall’inizio della sperimentazione avviata nel 2009, sono state percorse 700.000 miglia in modalità autonoma, con 11 sinistri complessivi. Facendo due conti, il tasso di incidentalità è di certo superiore a quello delle auto con guida tradizionale, ma bisogna tener presente che la vetture autonome sono ancora in fase sperimentale, che gli incidenti sono di lieve entità, e soprattutto che il parco auto è nettamente inferiore a quello costituito dalle vetture tradizionali.