Aumento Iva fino al 24,2% nel 2019: rischio concreto

Il 2019 il passaggio dell’IVA dal 22% al 24,2% potrebbe colpire duramente le famiglie, soprattutto quelle più numerose e meno abbienti, e i commercianti. L’unica alternativa per scongiurare l’aumento dell’imposta indiretta è trovare 12,4 miliardi di euro entro il 2018. Tra i Paesi dell’area euro, l’Italia potrebbe diventare quella con l’aliquota ordinaria più alta di tutti.

L'obiettivo è trovare più di 12 miliardi di euro entro fine anno

Da recuperare 12,4 miliardi entro l’anno

Si fa sempre più reale la prospettiva di un aumento dell’IVA a partire dal 2019, con un incremento della pressione fiscale che potrebbe significare 242 euro di spesa in più a famiglia e ancora maggior pressione sui conti correnti degli italiani. Mentre il Paese, a due mesi e mezzo dalle elezioni, attende ancora un governo, si riducono i margini di manovra per il nuovo esecutivo riguardo alla possibilità di scongiurare il passaggio dell’aliquota ordinaria dal 22 al 24,2%, e di quella ridotta dal 10 all’11,5%.

Dal 1973, 10 punti percentuali in più

A rendere note prospettive non esaltanti è l’Ufficio studi della Cgia, che ha stimato un rincaro pari a 284 euro per le famiglie del Nord, 234 euro per quelle del Centro e 199 euro per quelle del mezzogiorno. L’unica alternativa è recuperare entro la fine del 2018 una cifra pari a 12,4 miliardi di euro.

Inoltre, se l’aumento dell’IVA si concretizzasse, l’Italia supererebbe pure la Grecia e diventerebbe il Paese dell’area euro con l’aliquota IVA ordinaria più elevata. Si tratterebbe inoltre del nono aumento negli ultimi 45 anni, e pare davvero un lontano ricordo il 1973, quando l’aliquota della più nota tra le imposte indirette era del 12%. 10 punti di incremento: dietro di noi ci sono la Germania, con una variazione di 8 punti in più, l’Olanda (5), l’Austria e il Belgio, mentre la Francia non hai mai fatto registrare alcun incremento.
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Un rischio per famiglie numerose e negozi

In ogni caso la situazione è grave, e il rischio è che un aumento dell’IVA possa deprimere ulteriormente i consumi degli italiani che cominciano a lasciarsi alle spalle la crisi, e colpire duramente gli esercenti. Secondo Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, «Bisogna assolutamente evitare l’aumento dell’Iva, non solo perchè colpirebbe in particolar modo le famiglie meno abbienti e quelle più numerose, ma anche perchè il ritocco all’insù delle aliquote avrebbe un effetto recessivo per la nostra economia. Ricordo, infatti, che il 60 per cento del Pil nazionale è riconducibile ai consumi delle famiglie. Se l’Iva dovesse salire ai livelli record previsti, per le botteghe artigiane e i piccoli commercianti sarebbe un danno enorme, visto che la stragrande maggioranza dei rispettivi fatturati è attribuibile alla domanda interna».

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