Aumento Canone Rai a 109 euro

Il viceministro Paolo Romani ha firmato il decreto che fissa la determinazione del canone annuo della Rai: da 107,5 euro il canone passa dunque a 109 euro.

Come per la precedente annualità, l’importo è stato adeguato di 1,50, tenendo conto, ai sensi di legge, dell’inflazione programmata.

Lo si apprende da fonti del ministero dello sviluppo economico.

Il Consiglio nazionale degli utenti, organismo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha definito “inopportuna” la decisione del governo. “Abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà all’aumento del canone”, scrive il Cnu in una nota.

“Sarebbe, infatti, utile che i cittadini conoscessero con esattezza quali attività il canone va a finanziare e quali invece sono realizzate con la pubblicità”.

Secondo stime dell’Associazione diritti utenti e consumatori (ADUC), che chiede l’abolizione del canone, l’aumento porterebbe allo stato un incasso in più stimato in 24 milioni di euro.

Il canone Rai è stato istituito per legge nel 1938. Il pagamento della tassa è imposto a chiunque è in possesso di apparecchi “atti o adattabili” alla ricezione delle radiotrasmissioni. Da tempo la Rai lamenta una grande evasione del canone d’abbonamento.

Le associazioni dei consumatori sostengono che oggi sono ormai numerosi gli apparecchi multimediali in grado di ricevere il segnale Rai, inclusi computer e dispositivi portatili, e chiedono chiarezza al governo sulle modalità di applicazione e di riscossione del canone

stro Paolo Romani ha firmato il decreto che fissa la determinazione del canone annuo della Rai: da 107,5 euro il canone passa dunque a 109 euro.

Come per la precedente annualità, l’importo è stato adeguato di 1,50, tenendo conto, ai sensi di legge, dell’inflazione programmata.

Lo si apprende da fonti del ministero dello sviluppo economico.

Il Consiglio nazionale degli utenti, organismo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha definito “inopportuna” la decisione del governo. “Abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà all’aumento del canone”, scrive il Cnu in una nota.

“Sarebbe, infatti, utile che i cittadini conoscessero con esattezza quali attività il canone va a finanziare e quali invece sono realizzate con la pubblicità”.

Secondo stime dell’Associazione diritti utenti e consumatori (ADUC), che chiede l’abolizione del canone, l’aumento porterebbe allo stato un incasso in più stimato in 24 milioni di euro.

Il canone Rai è stato istituito per legge nel 1938. Il pagamento della tassa è imposto a chiunque è in possesso di apparecchi “atti o adattabili” alla ricezione delle radiotrasmissioni. Da tempo la Rai lamenta una grande evasione del canone d’abbonamento.

Le associazioni dei consumatori sostengono che oggi sono ormai numerosi gli apparecchi multimediali in grado di ricevere il segnale Rai, inclusi computer e dispositivi portatili, e chiedono chiarezza al governo sulle modalità di applicazione e di riscossione del canone

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