Aumenta l’aliquota sulle rendite finanziarie: conti correnti e deposito salvi

A partire dal 1° Maggio aumenta l’aliquota sulla tassazione delle rendite finanziarie (investimenti in obbligazione, azioni, Etf, fondi comuni ecc.), passando dall’attuale 20% al 26%. Coloro però che hanno scelto investire tramite un conto deposito, titoli di stato o il conto corrente non devono preoccuparsi, perché in questi casi l’aliquota rimarrà al 20%.

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L'aumento non riguarda i conti deposito, che diventano sempre più convenienti

Renzi ha annunciato una rimodulazione dell’aliquota sulla tassazione delle rendite finanziare a partire dal 1° Maggio; l’aliquota passerà dal 20% al 26% con l’obiettivo, da un lato, di finanziare il taglio dell’Irap del 10%, dall’altro per allineare l’imposta all’aliquota media applicata negli altri paesi UE.

L’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie penalizzerà ancora l’investimento in determinati asset. Ad esempio, coloro che investono su azioni italiane ad alta capitalizzazione o derivati italiani con sottostante indici o azioni italiane, dovranno versare la Tobin Tax, l’imposta di bollo sul deposito titoli dello 0.20% ed infine la nuova aliquota del 26%.

Conto deposito conviene sempre di più

La buona notizia è che l‘aumento della tassazione non riguarda i conti deposito o la liquidità tenuta in conto corrente (ed eventualmente vincolata).

In questa maniera, investire con un conto deposito potrebbe diventare una delle migliori soluzioni di investimento, soprattutto considerando i bassissimi rendimenti dei Bot (per maggiori informazioni rimandiamo all’articolo Titoli di Stato, buoni fruttiferi e conti deposito: quali convengono di più?)

Sebbene è vero che sia finito il boom dei conti deposito (con tassi d’interesse del 5% fino a qualche anno fa), ancora si può ottenere un buon rendimento, con una media per i vincoli a 12 mesi del 3% lordo.

Così, coloro che vogliono modificare la propria asset allocation, passando da investimenti più rischiosi (e più tassati) verso un conto deposito, partendo da un capitale di ad esempio 100.000 euro, dopo 12 mesi avrebbero un rendimento netto pari a 2.400 euro.

Va ricordato che con i conti deposito non ci sono costi o commissioni e, in più, rivolgendosi verso quelle banche che si fanno carico dell’imposta di bollo proporzionale dello 0.20% del capitale depositato, non c’è proprio nessun onere da sostenere.

Alcuni conti deposito vantaggiosi

Tanto il ContoInCreval come il ContoSuIBL offrono un tasso lordo annuo del 3% per i conti vincolati.

ContoInCreval è un Conto Deposito Online ad alto rendimento. Per online si intende che questo conto si apre e gestisce esclusivamente sul web, ed offre un tasso lordo del 3% per i vincoli a 24 mesi.

Questo conto deposito non prevede spese di apertura e di gestione, ma spetta al cliente pagare l’imposta di bollo proporzionale.

Anche con ContoSuIBL di IBL Banca è possibile usufruire di un tasso lordo del 3,00% per i vincoli a 24 mesi. In più, non ci sono spese: canone mensile, apertura, gestione, chiusura e imposta di bollo sono a carico di IBL Banca.

Invece il Conto Deposito Che Banca! prevede un tasso lordo del 2,00% per i vincoli a 12 mesi. Spese extra non ce ne sono, tranne che l’imposta di bollo di 40,00 euro a carico del cliente.

FinecoBank offre CashPark, un’opzione attivabile nel proprio conto corrente Fineco, che prevede lo stesso tasso del 2,00% lordo a 12 mesi. Questo conto prevede il pagamento dell’imposta di bollo (34,20 euro all’anno) e consente l’estinzione anticipata con perdita degli interessi maturati al tasso base dell’1,00%.

Infine, utilizzando il nostro comparatore gratuito e indipendente è possibile mettere a confronto tutti i conti deposito e scegliere quello che meglio risponde alle proprie esigenze.

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