Aumenta la convenienza dei mutui a tasso fisso

E’ sceso ancora il tasso Interest rate swap (IRS) e di conseguenza anche l’ammontare degli interessi dei mutui a tasso fisso ha registrato una discesa. Complessivamente, quindi, il costo delle rate che il mutuatario andrà a pagare è sceso sensibilmente.

Con il ribasso dell'IRS scende il costo dei mutui a tasso fisso
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E’ un buon momento per i mutui, non c’è dubbio. In particolare, i mutui a tasso fisso, rispetto al passato, prevedono dei costi decisamente più bassi al momento. Questo avviene soprattutto grazie al nuovo ribasso del tasso Interest rate swap (IRS) sulla base del quale vengono calcolati gli interessi sui mutui immobiliari.

A sua volta l’IRS segue l’andamento dei titoli di Stato tedeschi decennali (i Bund), il cui rendimento è oggi ai minimi storici. Si tratta di una sorta di effetto domino, che va a coinvolgere il costo finale dei finanziamenti.
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L’IRS è in sostanza un contratto di assicurazione che le banche stipulano con l’attivazione dei mutui a tasso fisso, per assicurare l’eventuale perdita che dovesse verificarsi nel caso in cui i tassi di interesse dovessero salire. Infatti nei mutui a tasso fisso viene determinata una rata che resterà invariabile, indipendentemente dall’andamento (di rialzo o di ribasso) dei tassi di interesse praticati alle banche.

I costi dell’IRS vengono caricati sul costo della rata che il mutuatario dovrà andare a pagare.
Attualmente l’IRS ha toccato il picco minimo dell’1% e si aggira intorno a questa percentuale, dopo che negli anni scorsi aveva raggiunto il massimo del 4%.

I mutui a tasso fisso, che sono agganciati ai Bund a medio-lungo termine, sono sempre più convenienti.
La differenza è più tangibile sui mutui a medio e lungo termine, sebbene la tendenza attuale sia quella di ridurre per quanto possibile il piano di ammortamento e la somma da finanziare, in quanto i tassi aumentano all’aumentare di queste due variabili.

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