Attivazione contratto gas: come cambiare operatore per la propria fornitura

Cambiare fornitore per il gas ad uso domestico molte volte può diventare un’operazione molto complicata soprattutto se non si conoscono le fasi da seguire e se non si conoscono i dettagli del proprio contratto. In molti casi infatti il cambio di fornitura viene vissuto dall’utente come un’agonia a cui sottoporsi e una spesa nuova da affrontare quando in realtà non dovrebbe assolutamente essere così.

[caption id="attachment_18020" align="alignleft" width="300" caption="Contatore elettronico"][/caption]

Punti di partenza

Innanzitutto quando si trova un’offerta più conveniente di quella attuale bisogna informarsi bene sui dettagli della stessa. Un ottimo strumento di comparazione che offre uno sguardo molto ampio sulle offerte disponibili sul mercato è il comparatore gratuito di SOS Tariffe che permette di individuare attraverso i vari parametri a disposizione e personalizzabili l’offerta ideale e vantaggiosa.

Un errore in cui molti utenti incorrono è quello di pensare che il cambio di fornitore presupponga assolutamente una sospensione dell’erogazione. Un disagio che non tutti sono pronti ad affrontare a scatola chiusa e che in molti casi può far desistere dal cambio di fornitore. Un errore ingiustificato visto che nessun cambio di operatore presuppone una sospensione dell’erogazione del gas. Per il cambio è infatti sufficiente stipulare un contratto con l’azienda prescelta e recedere da quello precedente, procedura che in molti casi viene effettuata direttamente dal nuovo fornitore. Dopo aver effettuato queste due operazioni nei tempi previsti avverrà il cambio di fornitore che non presuppone nessun intervento diretto negli impianti e quindi nessuna sospensione fisica dell’erogazione, la continuità del servizio viene quindi garantita al 100%.

Se si ha un contratto con fornitura a mercato libero inoltre è sempre garantito dalla legge il passaggio da un operatore all’altro con invio del recesso da parte del nuovo operatore. In sintesi la procedura è molto semplice e non prevede un disagio così imponente per il cliente che può vedere garantiti i propri diritti e tutelata la propria fornitura domestica di gas.

Step da seguire per cambiare fornitore di gas

Gli step da seguire per poter cambiare il fornitore del gas sono essenzialmente quelli previsti per cambiare fornitore di servizi di altro genere. Il primo è individuare l’offerta più conveniente per le nostre abitudini e consumi, step facilmente realizzabile con l’utilizzo dello strumento di SosTariffe o consultando i siti web delle aziende di cui abbiamo conosciuto l’offerta. Non bisogna soffermarsi infatti all’offerta pubblicitaria ma sondare ogni singolo dettaglio delle tariffe per valutare con cognizione di causa ogni singola clausola.

Il secondo step da portare a termine quando decidiamo di cambiare operatore è quello di stipulare un nuovo contratto con il nuovo erogatore del servizio. Arrivati a questo punto possiamo richiedere direttamente a loro di procedere alla chiusura del vecchio contratto od occuparcene di persona attraverso la redazione di una lettera di recesso. Se subentriamo ad un contratto dobbiamo prima portare a termine le procedure di voltura per poi passare all’altro operatore, in definitiva dobbiamo essere i titolari del contratto stesso, sia come residenti, proprietari, affittuari o domiciliati.

La nuova fornitura sarà in essere dal momento in cui la nuova azienda concluderà tutte le pratiche relative anche alla consegna del nuovo contatore che indicativamente dovrebbe avvenire entro due mesi dalla sottoscrizione del contratto stesso.

Quanto costa il passaggio da un operatore all’altro?

Il passaggio da un operatore all’altro di fornitura di gas non costa nulla al cliente tranne le spese amministrative relative alla marca da bollo che deve corredare la richiesta di conclusione del contratto precedente e quelle relative al deposito cauzionale che l’operatore può richiedere alla firma del contratto. Tale deposito deve essere restituito entro trenta giorni dalla fine del contratto e deve essere comprensivo degli interessi legali previsti.
Questo deposito può ammontare al massimo a 25 euro all’anno per consumi fino a 500 metri cubi e a 77 euro all’anno per consumi superiori. Tale deposito è previsto solo nel caso i cui non ci si avvalga della domiciliazione bancari, se invece scegliamo questa forma di pagamento nessun deposito è giustificato. Non possono essere richiesti degli anticipi sui consumi per cui se l’operatore dovesse richiederlo dobbiamo rifiutare e impugnare la clausola del contratto e le normative di riferimento per i consumatori.

Al momento della sottoscrizione del contratto, se facente riferimento al mercato libero, l’operatore deve allegare la scheda di confrontabilità della spesa per poter avere un quadro facilmente consultabile delle differenze sussistenti tra mercato libero e a maggior tutela.

Attivare l’utenza con il nuovo fornitore

Attivare l’utenza con un nuovo fornitore di gas è molto semplice soprattutto se si ha dimestichezza con la rete che sempre mette a disposizione delle vantaggiose offerte. Per sapere quali sono quelle disponibili è sufficiente consultare lo strumento di comparazione di SOS Tariffe che permette anche di vedere quali sono le offerte attivabili online e offline o esclusivamente via web con le relative tariffe e scontistiche. Per procedere poi all’attivazione vera e propria bisogna avere a portata di mano il numero di stringa che identifica l’utenza e la sua ubicazione.

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