Attestato di rischio Rca: documento fondamentale

Che cos’è, a chi e quando va richiesto, e a che serve l’attestato di rischio, un documento fondamentale della Rc auto. Utilizzato nel sistema bonus malus, rappresenta la storia dei sinistri occorsi al veicolo, indipendentemente dal suo conducente.

Il documento che vi serve per risparmiare

Che cosa dice

Nell’attestato di rischio vengono riportati i sinistri verificatisi negli ultimi 5 anni e pagati dall’Assicurazione, anche a titolo parziale (cioè con responsabilità non al 100%); è specificata la tipologia del danno liquidato.

Infatti, nell’attestato di rischio, vengono indicati i sinistri con responsabilità principale del conducente, nonché i sinistri nei quali sia accertato il concorso di colpa paritario dei conducenti stessi.

Due tipi di classe

Primo: l’attestato riporta anche le classi di merito di provenienza e di assegnazione, riferite al proprietario del veicolo e stabilite sulla base di una scala di valutazione elaborata da ciascuna impresa (classi di merito interne), che premia o penalizza la sinistrosità.

Secondo: nell’attestato viene inoltre indicata la corrispondente CU (classe universale), calcolata in base alla scala bonus malus comune a tutte le imprese, costituita da 18 classi di merito.

La Classe Universale garantisce all’assicurato omogeneità di valutazione quando passi da una Compagnia ad un’altra, indipendentemente dalle regole evolutive interne.

Quindi, se Tizio è in classe universale 5 con la Compagnia X, lo sarà anche con la Compagnia Y. Ma se è in classe interna, cioè adottata dalla Compagnia X, dodicesima, può darsi che nella Compagnia Y sia in classe settantesima.

Sì, perché ci sono Assicurazioni che hanno addirittura una novantina di classi interne, e magari le chiamano in modo speciale: classe prima A, prima B, prima C, seconda A, seconda B, seconda C, e così via.

Decisivo per la “fuga”

L’attestato di rischio è fondamentale per andare via da una Compagnia che non gradiamo e trasferirci in una Compagnia che magari ci fa un prezzo più basso. È infatti possibile, sulla base delle informazioni contenute nell’attestato di rischio, cambiare Compagnia e conservare la propria storia assicurativa, vedendo riconosciuta la sinistrosità pregressa ovvero valorizzata la condotta di guida virtuosa.

Quindi, ricordate: dopo aver confrontato i preventivi online, per il passo decisivo vi serve l’attestato di rischio. Il documento che vi permette la “fuga”, per legge: potete andare via dalla vecchia Compagnia e trasferirvi nella nuova.

Quanto tempo vale

L’attestato di rischio è valido 5 anni. In caso di documentata cessazione del rischio assicurato (per vendita, consegna in conto vendita, furto, demolizione, cessazione definitiva della circolazione o definitiva esportazione all’estero di un veicolo di proprietà) l’ultimo attestato di rischio conseguito conserva validità per 5 anni.

Idem in caso di sospensione del contratto per mancato utilizzo del veicolo risultante da apposita dichiarazione del contraente.

Il contraente ha diritto di conservare la classe di merito risultante dall’ultimo attestato di rischio conseguito se entro 5 anni stipula un nuovo contratto, presso la stessa o altra impresa, in relazione ad altro veicolo di proprietà (nei casi di documentata cessazione del rischio) o in relazione al medesimo veicolo (nei casi di sospensione).

Nei casi di deterioramento, smarrimento o mancato pervenimento dell’attestato, il contraente può richiedere all’impresa il rilascio di un duplicato, che gli deve essere inviato entro 15 giorni, senza applicazione di costi.

È un vostro diritto

Ma quando deve essere trasmesso al contraente l’attestato di rischio? La Compagnia, almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto, deve trasmettere l’attestato di rischio al domicilio del contraente (o, se persona diversa, al domicilio del proprietario, usufruttuario, acquirente del veicolo a rate o utilizzatore in leasing).

Questo, unitamente a una comunicazione scritta recante l’avviso della scadenza del contratto e le informazioni sul premio per la nuova annualità. Tale obbligo di comunicazione è previsto dalla legge.

Se una Compagnia non vi rilascia il documento, rivolgetevi immediatamente all’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni.

Dove e come

La Compagnia deve inviare l’attestato al domicilio del contraente (o di uno degli altri soggetti sopra elencati) anche in caso di furto, esportazione definitiva all’estero, consegna in conto vendita, demolizione, cessazione definitiva della circolazione del veicolo avvenuti dopo la conclusione del periodo di osservazione. In sostanza, questo deve avvenire nei 2 mesi antecedenti alla scadenza annua del contratto.

Per l’Assicurazione, c’è lo stesso obbligo in caso di vendita del veicolo (sempre avvenuta dopo la conclusione del periodo di osservazione), qualora il venditore scelga di cancellare il contratto anziché cederlo all’acquirente o trasferirlo su altro veicolo di proprietà.

Invece, la Compagnia non è tenuta a inviare al domicilio del contraente (o di uno degli altri soggetti sopra elencati) l’attestato di rischio se uno di questi eventi avviene prima della conclusione del periodo di osservazione (cioè prima di due mesi antecedenti la scadenza annua del contratto): il furto, l’esportazione definitiva all’estero, la consegna in conto vendita, la demolizione, la cessazione definitiva della circolazione, la vendita del veicolo con risoluzione del contratto.

Nessun obbligo qualora un contratto annuale abbia durata inferiore per il mancato pagamento di una rata di premio. Potete domandare in ogni momento, anche in corso di contratto, l’attestato di rischio: attenzione, l’impresa ha l’obbligo di trasmetterlo al vostro domicilio entro 15 giorni dal pervenimento della richiesta.

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